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Piera Mattei

FRANCO SANTAMARIA

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POESIA / PIERA MATTEI


da "La materia invisibile"

Piera Mattei, La materia invisibile

Piera Mattei
LA MATERIA INVISIBILE, poesie
Introduzione di Enrico Castelli Gattinara
Manni Editore, Lecce 2006, pag.111, € 10,00

Per ordinare il libro:
Distribuzione nazionale in libreria o via internet:
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TRILOGIA DEL FIUME

1. E allora il fiume

E allora il fiume,
potrebbe arrossire di vergogna
per quel suo corpo
senza trasparenza, per la sua
perduta purezza.
Dove comincia un fiume
a raccontare la storia
delle pietre che ha sgretolato
del mare che ha già incontrato
dove comincia a pronunciare
il suo nome a carezzarsi
i lunghi capelli
e si solleva le vesti sotto i ponti
- poi brucia l'amore
o una corrente furiosa d'odio.

Questo fiume è
un fiume anche se
nessuno lo nomina?

*

2. L'angelo del ponte

Sulle arcate barocche del ponte
oggi l'angelo che porta i flagelli
e la corona di spine
ha allungato il braccio
e ha indicato proprio lui
il ragazzo bruno e la sua poca merce
così non poteva fuggire
ha gridato dalla spalletta
in piedi e le braccia aperte.

3. Come bulbi

Ha indosso soltanto
un abitino di cotone ma non ha
freddo in pieno inverno
quella bambina senza sorriso
ha il suo gioco
sta seppellendo uno a uno
lutti come bulbi nella sabbia
il fiume è irto di rami
e quali associazioni sono possibili
tra la sabbia
l'acqua i rami che cadono
viaggiano via con la corrente
e poi ritornano. Ora si alza
con uno stecco appena colto
una a una cancella
le impronte dei suoi passi.

Non torna indietro

Ancora segue il bordo del cratere
sul margine come una salamandra
il tempo dedicato alla visita
è scaduto grida il guardiano
lei lo sente e non ascolta
questa sera non torna
indietro non ancora
scruta i fiori quasi invisibili
nella prima ombra del vulcano
sopra steli lividi.

Quesito agli argini (per Annamaria D'A. )

Scala di marmo ingombra
di foglie secche e negligenza,
scendiamo al fiume
in direzione opposta alla corrente.

Alla ricerca di una pace scabra
meritiamo l'affronto
d'erbe aspre
e purgatorio d'imbratti cittadini,
che alle caviglie e fino
alle ginocchia ci strappano la pelle.

E finalmente senza impaccio
si cammina e, guarda,
in alto da un cirro barocco
un fuoco accende
tutti gli angeli sul ponte.

In basso e nell'ombra
finalmente sostiamo
dove i gabbiani saldamente infitti
lungo il bordo dell'acqua
con l'occhio solo guardano
- senza muovere piuma di profilo -
a noi che li guardiamo.

A occhio misurano
distanze e vocazione motoria
da noi a loro. Noi, che ascoltiamo
una scolpita dentro i grigi e i bianchi
fraterna serale gabbianità.

Resta sospeso un grido,
quando i gabbiani
- fino allora bipedi -
a gruppi di tre
con netta scansione temporale
spiegano l'ali
e in volo si allontanano.

© Piera Mattei, da "La materia invisibile"

Il libro

Il linguaggio delle cose
Non meno attenta di uno scienziato, Piera Mattei sperimenta le cose del mondo e le mette alla prova di un linguaggio preciso, leggero e tagliente come il bisturi di un anatomopatologo.
Senza ricercatezze ampollose, senza prodezze lessicali o raffinatezze verbograziose, come avrebbe detto Gadda, tutte le poesie parlano di materia densa, concreta, spesso vivente. Persino degli oggetti abbandonati all'inerte indifferenza della loro inutilità, come quelli di cui parla la poesia Stillife: "Oggetti / che verranno / abbandonati dopo l'estremo / omaggio di una descrizione" nei cui confronti "lo sguardo si fa freddo, capace / di meraviglia", la meraviglia che è anche madre della scienza e della filosofia.
Diverse in questo da molte produzioni poetiche attuali e passate, le poesie di questo libro non cercano di alleggerire le cose né si cimentano nel tentativo di rendere soave o aereo ciò che invece pesa e riempie di sé uno spazio concreto. Ogni cosa, come ogni esperienza, è espressa coi suoi odori e i suoi umori, le sue consistenze, i suoi movimenti assoluti e relativi. Con noncuranza quasi, e con un'ironia che nel suo realismo nasconde un'inquietante lucidità, queste poesie ci permettono di fare direttamente esperienza delle cose su cui concentrano lo sguardo, quasi, direi, come farebbe un ricercatore nel suo laboratorio.
"Il mio corpo adagiato / su una sedia a sdraio...", così comincia la poesia Movimenti che ci parlerà di stelle, costellazioni, nomenclature e tradizioni. È il peso del corpo sotto il cielo notturno d'agosto: un corpo che non solo vede, capisce e riflette, ma anche sente, materialmente, le leggi che governano il cosmo.
Lo stesso vale per le note musicali, liquide e concrete come i movimenti corporei degli esecutori o del direttore d'orchestra: l'udito le avverte distinte, lo sguardo cattura ogni particolare, lo poesia ci restituisce con la descrizione un'emozione, un'esperienza nostra finalmente e riconoscibile.
Solo alcuni esempi, dove compaiono una varietà di temi e anche di toni, sempre però con i corpi e le cose materiali al primo posto, i loro odori e umori. E noi che leggiamo veniamo sospinti a vivere le cose come sono, semplici e perfide, accoglienti e taglienti ma sempre, inevitabilmente, consistenti. (Enrico Castelli Gattinara)

Biografia:

Piera Mattei dopo gli studi di filosofia si è dedicata al cinema e al teatro e ha lavorato nell'ambito del giornalismo culturale e dello spettacolo. Negli anni '80-'90 è stata autrice e realizzatrice di spettacoli teatrali e ha trascorso lunghi periodi negli Stati Uniti, in Giappone, a Parigi inviando articoli a diversi giornali e riviste tra cui Paese Sera, il Ponte, Quotidiano dei lavoratori, Quotidiano donna, Spirali, La corte di Mantova.
Attualmente si occupa di letteratura come autore, traduttore e critico. Ha collaborato - fin dagli esordi, nel 1990 - alla rivista di poesia "Pagine", di cui è attualmente coredattrice.
Tra le sue pubblicazioni recenti:
raccolte di poesia, "La Finestra di Simenon" (Zone Editrice 1999) , "Campione di pelle" (Mazzoli 2001, poi inserita nell' antologia "Poesie dell'inizio del mondo" Sossella 2003) e "La Materia Invisibile" (Manni); libri di racconti "Umori regali" (Manni 2001) e "Nord" (Manni 2004); un libro su letteratura e viaggi "Dalle Città e dai Libri"(Manni 2002).
Per le edizioni Via del Vento ha tradotto e curato "Sarà estate", poesie di Emily Dickinson (2004), "Stelle" poesie di Emily Brontë (2005), "Diario di un pazzo" (2006) dello scrittore cinese Lu Xun, "Credo in te mia anima", poesie di Walt Whitman.
Sue poesie, racconti e interventi critici compaiono su riviste e antologie italiane e straniere, in traduzione inglese e spagnola.


FRANCO SANTAMARIA: LETTERATURA E ARTE
Quando LETTERATURA e ARTE esprimono, metaforicamente, la dura condizione dell'uomo.