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Noris Roberts

FRANCO SANTAMARIA

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SALA DEGLI OSPITI

 

POESIA / NORIS ROBERTS


Poesie inedite
Traduzione dal venezuelano di Raffaella Vittori

So che penserai a me quando non ti amerò più così

So che penserai a me quando non ti amerò più così…
con l’infinito piacere del mio corpo sul tuo petto
bagnando teneramente la tua anima totalmente
sigillando i tuoi baci assetati senza pretendere per un momento
il possesso dei tuoi sentimenti.

Ti amai unendo il mio respiro a quel bacio furtivo
riscaldato forse dal mio incendio vorace
cavalcando il mio corpo nelle rapide del vento
con la stessa audacia del dondolio delle ore del tempo.

Ti amai con l’impeto di una donna
Donandoti il mio respiro ad ogni tramonto
Inumidendo di gelsomino la tua pelle nuda
e nei tuoi baci cristallini l’amore può dissetarsi.
Ti amai con l’idillio rinato all’alba
Dove il tuo sorriso malva accompagnava il mio sguardo
Ed il maestoso vento canticchiava una canzone lontana.

Ti amai più del pretorio silenzio, dell’attrazione, del sesso
delle frasi dette come vangelo
fino ad ubriacarti con i miei eccessi.

E fu tale bella pazzia nel sentirmi tanto immortale come la luna
Amore senza legami, amore giocoso con le strade vergini della mia fenditura,
certo, tutto finisce
come finisce la notte con le risate dell’alba e la luna affiora con annuncio di trombe, e forse
nei tuoi fantastici sogni, ricordo ciò che ci fu tra te e me

con il passare del tempo lamenti il tuo errore ed in un gracile soffio si sveglia di nuovo la passione ed intraprendi il tuo volo verso il mio cuore.

So che penserai a me quando non ti amerò così.


Nel mio silenzio

Nel mio silenzio, occulto la vita,
Occulto la bambina che ancora non è nata,
la donna, che non vuole più essere,
la poetessa nottambula di ieri
Nel mio silenzio, i sali coprono i miei occhi che soffrono di dolore
Qualcosa fluttua in essi,
Non è odio, è il vivo dubbio che mi acceca,
e la fiera di questo silenzio che non avevo mai sentito prima
Tra lunghe vigilie cerco di decifrare mio dolore sanguineo, i fallimenti, il timore di sbagliarmi.
In un angolo della stanza, la vita che volle essere
Sotto le mie ciglia, l’effervescente ombra del passato,
non trovo nulla, solo il tuo sguardo truccato,
e si lamenta la mia voce balbettando la tua perdita
Non ho nulla, è come il bacio che muore ad ogni saluto
E tu, non hai voluto raggiungere il mio silenzio.


Spogliai in silenzio i miei baci

Spogliai in silenzio i miei baci
senza tregua l’incessante desiderio scorreva nelle mie vene
più vivo di quanto si possa dire e mi chiedo…
se è avidità questo turbine profondo.
Bruciando le mie fibre, penetrando nelle radici della disperazione
l’incitazione abita nella mia pelle rifulgente di passione
inseguendo la strada per averti impresso nelle mie parole
che sgorgando si fa polvere tra le mie labbra
avanzando in umidi istanti senza limiti e ineffabili
Come dovrò arrivare a te giacché davanti ai miei occhi ti proietti come un capriccio
che affoga la mia mente?
E’ insonnia.
E’ poesia.
E’ la canzone che mi fa disperdere ogni ora.
Cosa faccio con i miei sforzi?
Che faccio?
Sono cosciente di questa premura
che tra mura e corazza
la sete mi lega a quest’alba.
Che faccio?


Oggi mi avvalgo dei tuoi ricordi

Oggi mi avvalgo dei tuoi ricordi per averti ancora con me finché quest’arido amore esaurisca la viva pazzia del mio cuore.

Tremante tra le pene mi sento fluttuare, impossibile che i miei battiti ritornino a germogliare, quindi mi ritrovo condannata al naufragio, desiderando la morte in questo momento per dimenticare
…e tu non ci sei

A chi racconto che non ci sono fiori nel mio roseto, ragioni per vivere, sogni che necessitano di speranza.
…e già, all’alba non ci saranno baci al risveglio né carezze che annuncino il nuovo giorno, tutto rimane come un brutto ricordo
…e che senza di te mi sento perduta come la notte che si fa largo e mai termina, me ne andrò da quest’oscuro precipizio con le mie labbra tristi
sapendo che mi hai abbandonato e se un giorno ti ricorderai di me fallo con la sacralità della mia anima e non con la corona di spine sulle mie lacrime.


Orgasmi incatenati mordendomi le labbra

Prigioniera nella tua pelle, discreta la notte scivola tra le mie lenzuola, nei versi dell’alba, abbozzando estasiato il sonoro bacio che cresce nel mio corpo, lì, dove il fulgore diventa eterno e il sapermi tra le tue mani non so se è un’avventura o una creazione della mia pazzia

Nuda, mi spingo senza pudore nei piaceri del passero…

Orgasmi incatenati mordendo le mie labbra traendo volgari istanti inebrianti nella mia fervida pelle.

Grida sordo il vocabolo dell’amore penetrando nella mia immaginazione.

Si arresta il respiro

La lettera gotica della passione, dove finisce l’alba nei giardini del mio essere.

Carnale il desiderio, diventa vibrazione la mia villosa rosa, nell’entrare nel nido di mille farfalle.

Davanti a tale avidità sfrenata, i nostri corpi amalgamati, senza pudore, senza pausa, fino al raggiungimento dell’accarezzare la pelle dell’anima.

Già si allontanano stremati i desideri

L’utopia che le mie labbra sfiorava.

Lo spreco nelle mie viscere.

La galoppante passione che tagliava di mille colori la mia immaginazione, scotendo il mio volatile corpo all’inizio della soddisfazione reciproca.

Già si allontanano stremati i desideri.

© Noris Roberts
© Traduzione di Raffaella Vittori

 

Noris Roberts

“Nata a Puerto La Cruz, Venezuela.
Avvocato di professione. Dottorato in Diritto Commerciale e Civile. Laureata presso l’Università Santa Maria, Caracas, Venezuela.
A nove anni sentii forte l’inclinazione per le arti, specialmente per la letteratura, il balletto e la pittura.
La mia ansia nel nutrirmi sempre di più mi spinse a curiosare tra la pittura senza comunque tralasciare le mie principali passioni: la scrittura e il balletto.
Come scrittrice scoprii la meraviglia di far arrivare agli altri ciò che significa per me vivere.
La parola, come veicolo, mi rende più facile l’esprimere ciò che a volte non si dice, o non si vuole menzionare.
In ogni parola che scrivo immagino intensamente l’amore, il dolore, la fede, la speranza.
Molte delle mie poesie sono strate tradotte in altre lingue e pubblicate in diverse riviste letterarie e sono stata invitata in diverse antologie poetiche.
Ambasciatrice universale per la pace in Venezuela.
Attualmente esercito la mia professione di avvocato civilista.”


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http://www.norisroberts.com


 

FRANCO SANTAMARIA: LETTERATURA E ARTE
Quando LETTERATURA e ARTE esprimono, metaforicamente, la dura condizione dell'uomo.