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Dimitry Rufolo
IL DIARIO DI OMBRALLEGRA, poesia
Editrice Zona, 2000
ISBN 978-88-6438-067-4, pag. 80, € 10,00
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– L'effimera essenza –
Del silenzio colgo l'essenza
le fughe tra il frigorifero ed il cielo
sono l'attesa di vino freddo
di parole calde
e questa attesa mi allieta
perchè di quelle vivo
il vino caldo non mi soddisfa
e le attese fredde nemmeno
vivo di attimi intensi
lambisco la sponda
in cui un placido mare mi attenua
un cosmo fragile mi contiene
ed io frantumo i confini
perchè stretti mi costringono
in lacci
che troppo facilmente posso strappare
e sono pura potenza
e sono pura violenza
e sono puro
nel silenzio contiguo
o semplicemente esposto
senza barriere
facilmente raggiungibile
il tocco della tua mano sul mio corpo
è lieta novella
allo stesso tempo
nefasta sciagura
perchè a quelle mani
non posso rispondere
non ho risposte
nemmeno attese
corro tra il vino fresco
ed il mondo in attesa
non ho che le mie mani per scrivere
e non ho altro
perchè il silenzio è d'oro
ed io sono moneta comune.
– Posto in prima fila –
Sono fermo
delicato e comodo
davanti ad immagini erranti e veloci
indifeso davanti al fiume di colori
ora opachi
ora troppo brillanti
che mi invadono gli occhi
Ci vorrebbe un unguento
per non restare cieco
ci vorrebbe un comando
sul volume del sonoro
I-m-m-a-g-i-n-e
s-u-o-n-o
v-o-r-t-i-c-e
e-v-e-n-t-o
resto annichilito
davanti a strisce pedonali
che portano dritte ad un muro
su di esso
segni di schianti passati e recenti
su di esso
scarabocchi e graffiti di precedenti reclusi
carcerati dell'anima sola
carcerieri dell'anima allegra
I-m-m-a-g-i-n-e
s-u-o-n-o
v-o-r-t-i-c-e
e-v-e-n-t-o
cielo e vuoto
aria senza direzione
tavoli e sedie
strisce e mura
spengo la vista e l'udito
e sono parte dell'orizzonte
un fotogramma di altri pensieri.
– Vocabolario –
Sai cos'è la tristezza?
La tristezza è una tavola imbandita
senza nessun commensale
Sai cos'è la tristezza?
La tristezza è un'attesa inutile
sui gradini di una piazza
Sai cos'è la tristezza?
La tristezza è spiare l'altrui felicità
ostentando indifferenza
Ma tu non sai cos'è la tristezza?
Buon per te,amico mio...
– Gin Demon –
Ho capovolto il bicchiere
ed il demone prigioniero
nella campana di vetro
si dimena e lancia grida
che solo io posso sentire
ma finchè resta lì
non può far male a nessuno.
Ed io lo osservo ogni giorno
per guardare che la prigione
sia sicura
e fino ad oggi tiene...
e lo specchio mattutino ringrazia
perchè mai ha visto tanti sorrisi.
Ed il sonno notturno ringrazia
perchè mai ha visto sogni
così puliti
Ed io mi ringrazio
per avermi fatto vedere
questo giorno senza menzogne.
© Dimitry
Rufolo, da “Il diario di Ombrallegra”
Il libro
Alberto
Mori per “Il diario di Ombrallegra”:
Quello che si può dire ad un diario, avviene da quell’altra parte di
noi stessi che continua a pronunciare quanto l’esistenza proponga
sempre un senso alla nostra vita: “Existere” è un esercizio nudo e
crudo, che si impara molto lontano dai versi e dalla poesia.
Ciascuno di noi lo deve apprendere da solo, quando siamo tra “Il
frigorifero ed il cielo”, come occasiona la metafora di un verso di
Dimitry Rufolo.
L’essere si sorveglia e bada alla sua sussistenza individuale ed
intanto, tenta uno slancio comprensivo della sua essenza in cerca
d’individuazione.
“Il diario di Ombrallegra” compie questo sforzo verso la coesione
fra ego ed es, l’io e gli altri, in una consecuzione di quadri che
sono tentativi di microsopravvivenze in progress, poiché l’autore è
soggetto stesso che mostra la sua precarietà, per modularla e
lavorarla con le parole e con versi prosodici trasudanti dalla sua
umoralità. Nel frattempo, però non siamo più nei “pensieri a banda
larga”. Le “frequenze” ora sono minime, legate a singoli
accadimenti, a situazioni scottanti e quanto mai presenti.
Il poeta sente le ferite far male, frutto del disordine della vita,
ma non si abbandona mai definitivamente a pletorico rammarico.
(continua a leggere)
Pietro Gioja per “Il Diario di Ombrallegra”:
La raccolta di poesie “Il Diario di Ombrallegra” di Dimitry Rufolo
(ed. Zona 2009) ci offre un variegato exurcus dei possibili
accadimenti sofferti da un’anima tipicamente immersa nella
cronistoria di oggi. Ecco allora affiorare nel repertorio
dell’immaginario del poeta il continuo conflitto antieroico tra
l’esistenza e l’essenza, la realtà e l’illusione, la veglia e il
sogno, in un continuo rincorrersi e sovrapporsi di immagini in
sequenza che, attraverso la potenza evocatrice del verso, ci
restituiscono il dipinto multiforme di quel sentire complesso e
screziato che ci attrae in quanto ci appartiene come uomini che
condividono questo tempo di incertezze per cui “vorremmo dormire
senza sognare / perché i sogni fanno male / e non ci danno nulla in
cambio / ma è così bello sognare…”. (continua
a leggere)
L'Autore
Autodidatta,
operaio, barista, poeta di strada, musicista girovago, musicista
stanziale, spettatore, attore e uomo comune. Ha pubblicato tra il
2007 ed il 2008 la raccolta “Pensieri a banda larga” ottenendo
numerosi consensi di stampa specializzata e critica letteraria. È
stato segnalato nel premio nazionale di poesia “città di Castorano”,
ed.2007, ed inserito nella raccolta “scrivere per la musica”. Nel
2009 è arrivato secondo al concorso internazionale di poesia
“Jacques Prevert”. Attualmente effettua reading e perfomance
poetiche ad ampio raggio nel circuito nazionale. È nato a Parma il
22 luglio 1967. Risiede sullo stesso vostro pianeta, probabilmente
non lontano da voi. (Dimitry Rufolo)
Blog:
www.dimitryrufolo.blogspot.com
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