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Adele Desideri / poesia

FRANCO SANTAMARIA

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SALA DEGLI OSPITI

 

POESIA / ADELE DESIDERI


da "Salomè"; da "Non tocco gli ippogrifi"
e Poesie inedite

1. Da "SALOMÈ" :

MADRE
Giorni precisi
schegge feroci.

Oltre il mare
il silenzio mortifica.

Venti lunghi anni errante
nei confusi errori.
Io, sola.

È guerra:
il diritto difeso
di chi un giorno
mi rinnegherà.

Bambina
inferocita
preme il grilletto.

DUE FUOCHI
Stretto
il pertugio,
nel mezzo.
Fuochi
due
ardono.

Mi fermo
dubbiosa.

Indosso
tuta
ignifuga.

Mi addentro.

Il respiro
liquido.
Roveto
ardente
mi avvolge:
orizzonte
blasfemo
oltre il nero fumo.

Fiamma
minaccia
il mio corpo.

Resto,
non fuggo.

Istinto deviato.

Sabotaggio.
Immobile,
e’ colla
tra la terra e il piede.

Strappo
il tessuto
ignifugo.

Mia pelle offro,
già cenere.

Lapilli
di brace
scottano le membra.

Non coincidenza.
Direzioni alternate.
Destra.
Sinistra.

Calda.

Almeno
non algido
avviso,
non bianco
l’onirico
sbirciare,
non gelido
il vagito.

Qualcosa
di simile
all’amore,
quando morte ti coglie.

CLITORIDE
Come clitoride sgozzato
mi lacerava le membra
mani e piedi aggrovigliati
artritici
reumatici
nodosi.
Senza cammino
senza contatto.
Il mondo esterno
una cloaca
che mi inghiotte.
Le ovaie
raggrinzite
gridavano il gelo
d'un feto non nato.
Demoni e streghe
e concubine
in valzer lascivi
e orgasmi colpevoli...
Ma il portacenere
sempre lindo sul mio tavolo
tutto celava.
Gli argenti brillavano e gli ori
pellicce profumi e balocchi.
Soltanto il mio nome
non ho mai potuto
dire,
né pensare.
Quasi un orrendo misfatto
lo partorisse
e l'orrore profondo
lo crescesse
e l'ombra disumana
lo rivelasse.

© Adele Desideri, da Salomè

"Salomè", Il Filo 2003, seconda ediz. 2005
L’opera prima della poetessa torinese Adele Desideri, è una raccolta poetica di marca resistenziale, nel senso che vi è una rabbia corposa per tutto ciò che abbandona, ferisce, umilia, mortifica, in specie la donna. E’ un dettato semplice, il suo, l’espressione è ridotta all’osso: le parole sono selezionate, sono affilate come schegge, per colpire meglio….Si sente l’anima profonda delle donne vere…immerse in un tempo ora d’amore e ora di ferite lancinanti; si sente la rabbia, l’odio, per chi ha reso la donna “senza volto” e “senza anima”…
È una poesia esile nel dettato e infiammata nei moventi, e l’andamento è a scatti, come singhiozzo di pianto o di rabbia mal trattenuta. Salomè è anche un raffinato intarsio di parole vecchie e nuove, di echi antichi e modulazioni moderne; una poesia che, a vederla, sembra fragile, ma, a toccarla, ustiona come bacio d’addio o grido di rabbia. Eppure tutta la raccolta, proprio tutta, è come dorata di dolcezza: di benedetta dolcezza disarmante. (Andrea Consoli, Unità, 20 agosto 2004)

2. Da "NON TOCCO GLI IPPOGRIFI" :

PAURA
Pesce fuor d’acqua
trasale.

Ansia da prestazione.
Tribunale dell’Onnipotente
sentenzia.

Lupo della steppa:
curia
incessante
imprescindibile.

Già proferita la condanna.

Indifendibile.
Sconfitta.

Rimossi.
Immolati affetti
referti
doveri.

Anamnesi
spudorata rifiuta
assimilazione.

Ripida salita
pietra fredda mi preme
ma non freno il passo.

Paura: demenza sovrasta.

Rea:
impossibili azioni
tempi non resi
orecchie sigillate.

Per chi amo.
Perché amo.

Paura: languire d’inedia.

Io, paura.

Intelletto,
creazione,
baia profonda,
ostinata
verso l’olocausto.

Codice d’onore
mi vincola.
Soverchia.
Ansia monca il cerebro.
Asfissia d’alma.

Sei scomparso,
Privo di Nome.

Bile:
prova capitale
spezza il collo.

Camminavo sulle acque
leggiadra…

Trappola per topo,
sorcio io stessa.

PICCOLA ME BAMBINA
Scandalo avverto
se nudo di donna,
sensuale,
o scostumato,
attira il mio sguardo,
impuro.

Gelosia feroce
e rabbioso possesso
oscurano
povera mia mente
se uomo, o donna,
amati,
distratti,
vivono
affetti
o semplici simpatie,
altre da me.

Mani sudate,
cuore batte,
batte,
non controllo
il respiro.
E' panico.

Bimba piccola
teme
madre
fuggitiva.

E ad ogni amore
chiedo
cura
incessante.

Ma so:
quel che nel latte non ebbi,
altri non posson a me offrire.

Con fatica,
cresco.

Io amo
piccola me bambina,
allora non amata.

Io esisto,
e vivo
di mio stesso amore.
E al terrore
non abbandono, me piccina.
(…)
E sogno:
quando,
cresciuta,
né uomo né donna
temerò al confronto.

Ma piccola, intanto,
proteggo
mia bambina:
scandalo
e volgarità,
già troppo subite,
non hanno ingresso
tra le torri della mia fortezza.

Lasciami tranquilla,
vita,
ora
io posso
e devo
accudir me stessa
e avvolgere
di puro amore
piccola me bambina.

PREGHIERA
Signore,
dilata la mia anima.
Come un granello di sabbia
vola nel vento,
respiro il tuo spirito divino,
e ti cerco.

Signore,
colma la mia pazienza.
Come un attimo fugace
il mio tempo scorre.
Tu mi invadi,
ed è l'eternità.

Signore,
ascolta i miei oscuri silenzi.
Come un giorno pieno di impegni
la mia vita si ingarbuglia.
Ascolto la tua assenza,
ed è musica.

Signore,
ama le mie ossessioni.
Come follia,
affliggono la mia povera mente.
Confido nella tua provvidenza,
ed è luce.

Signore,
riposa la mia stanchezza.
Come un balsamo di misteriose virtù
sei per me.
Mi quieto,
ed è coraggio.

Signore,
asciuga le mie lacrime.
Come l'acqua
esse purificano.
Perdono,
e brucio d'amore.

Signore,
coltivami.
Come l'infante
con i suoi balocchi,
gioco con te
e vivo.

Signore,
gioca con me.
Quando l'ansia
soffoca l'aria,
tu amami:
invoco pazienza,
saggezza
e prudenza.

LUCIGNOLO
Giallo di crepuscolo iridescente
filtra
verde cangiante di boscosi abeti.

Uno steccato ligneo,
oltre il sentiero.

Fiori selvatici biancheggiano
ai fremiti della brezza.

Fragile giugno
si offre
oltre le vette
di un’estate enigmatica.

Inedia trapassa lentamente.
Il cibo
sposa piacere e fame.

Come lama deposta,
il dovere.

L’anima rubata
risorge possente.

Il pianto disseta tenui
sorpresi sorrisi.

E Amore
come seni di donna
e gambe divaricate
tra le braccia
culla
un dolce bimbo
appena rinato.

© Adele Desideri, da Non tocco gli ippogrifi

"Non tocco gli ippogrifi", Campanotto Editore 2006
“È un fiume carsico che all’improvviso erompe dalla roccia e si riversa tra borbottii e clamori all’aria aperta, questa poesia di Adele Desideri…Una lava ribollente …che si riversa fuori dal cratere della vita.” “La poesia di Adele Desideri è molto spesso asseverativa e sentenziale. In altri momenti è dubitativa e valutativa. Talvolta è una danza, talaltra è evocazione o preghiera…Una grammatica psicanalitica che, offerta ai lettori, si mostra quanto mai arbitraria. Ma nell’arbitrarietà si materializza un’ imprevedibile efficacia.” “Alla fine resta l’essenziale: l’acqua fresca, limpida, tenera, salvifica, come un nuovo battesimo.” (Dalla postfazione di Ottavio Rossani)

Già nota ai lettori pisani per aver ottenuto il secondo e il terzo posto nella quarta e nella sesta edizione del premio nazionale di poesia e narrativa Le Muse, la poetessa Adele Desideri ripropone una nuova silloge di liriche – Non tocco gli ippogrifi – che rappresenta una ideale, accattivante prosecuzione del discorso poetico iniziato con Salomè. In liriche intense, spesso di stampo diaristico, fatte di improvvise illuminazioni…che aprono ampi angoli visuali sull’anima, Adele Desideri si offre al lettore con pienezza di contenuti… Quasi impietosamente ripercorre un’av-ventura umana, la sua, contemplandone gli eventi più significativi con occhio disincantato e una grande capacità introspettiva. Un lungo, appassionante racconto quello di Adele Desideri, crudo e dolente in molti passaggi, che viene a completare uno straordinario percorso artistico. Il volume di liriche Non tocco gli ippogrifi contiene una accurata postfazione di Ottavio Rossani e nei giorni scorsi è entrato nella rosa dei finalisti del premio nazionale di poesia San Pellegrino Terme a conferma della validità di un messaggio poetico che comincia a farsi largo in campo nazionale. (Giuseppe Meucci, La Nazione, 23 giugno 2006)

Adele Desideri (…) torna a graffiare con una forza espressiva variegata in movi-mento e toni a tratti persino spiazzante. L’impianto stilistico di questo suo nuovo lavoro (…) è infatti quanto mai anarchico e sganciato da moduli preconfezionati; da questa libertà sintattica il verso si dispiega e si sfrangia su un terreno interiore che offre al lettore tutta la sua varietà di paesaggi, per lo più rocciosi e aspri, ma a volte anche collinari, distesi. Metafora di un viaggio dentro se stessa, nella profondità dei gorghi inconsci e delle pur limpide aperture al mondo, questo libro ha una sua specificità di confessione coraggiosa e sincera, e le modalità stilistiche apertamente spurie ne sottolineano il pathos (…). Si scongiura così la banalizzazione della parola, che si eleva a sigillo dell’essere, e che qui è un corpo-parola mobilissimo e sfuggente. Può apparire mero sperimentalismo dei versi ciò che è piuttosto un precipitato di libere associazioni, una mappa emotiva resa però leggibile da sentieri, a volte sterrati a volte addomesticati da un asfalto semantico che sa ricomporre i bivi a un più agevole itinerario. “A volte il cielo cade sopra le stelle”, dice la Desideri, e in questa visione divergente c’è tutta la bellezza del caos che dalla caduta riesce comunque a sprigionare vita, sogno, e desiderio. (Daniela Monreale, Le voci della luna, numero 35, luglio 2006, Bologna)


3. POESIE INEDITE

LOT
Non fermarti non voltarti
scuoti il sale dalle spalle
guarda avanti
gioca un soldo alla tua sorte.
Spengi il lume danza al buio
non temere.
Spendi tutte le tue grazie
vivi l’attimo più esteso
pensa a quando capirai
nella cenere del vento
che era solo un lampo,
un tradimento.

TESTAMENTO
Sarò concubina leggiadra e disperata
sarò farfalla di una notte
cicala delle torride estati
luna calante
giovinetta del ballo assassino.
Non avrò nelle mani
le perle dei giorni trascorsi
non sarò lanterna, faro, fortezza.

Sarò pioggerellina di marzo
girasole distratto, mantide religiosa.
Di Edipo seguirò la sorte, mi caverò
gli occhi che non hanno veduto
quei secondi tra l’utero e la fossa
che marchiano come pecora al macello.

Lascerò tre soli: tra i loro raggi qualcuno
potrà scorgere un volto amoroso celato
nel decomposto ghigno.

© Adele Desideri

 

Nota biografica

Adele Desideri è nata a Torino e vive a Milano, dove insegna.
Ha pubblicato:
- Salomè (Edizioni Il Filo, 2003), seconda edizione 2005, con nota critica di Vito Ri-viello.
- Aforismi, con disegni di Lino Barazzetti (Edizioni Pulcinoelefante, 2005).
- Hommage à Piero Manzoni, con performance materica di Lino Barazzetti (Edizioni Pulcinoelefante, 2005).
- Non tocco gli ippogrifi (Campanotto Editore, 2006).
È presente con alcune liriche in La Biblioteca dell’Inedito (antologia multimediale, Edizioni Il Filo, 2004).
Ha ottenuto premi e menzioni in diversi concorsi letterari, tra cui il “Lorenzo Montano per edito e inedito (2004-2005-2006).
È stata finalista al Festival Nazionale di Poesia Italiana Città di San Pellegrino Terme per l’edizione IX del 2006.
Sulla sua poesia sono stati pubblicati articoli e recensioni su numerose riviste di settore e quotidiani (La Nazione, L’Unità, Il Giorno, Il Corriere della Sera).
Le sue poesie sono presenti su riviste, antologie e siti, nonché presso il Centro di documentazione contemporanea Lorenzo Montano (Biblioteca Civica di Verona), presso il Museo della Stampa di Soncino (Cremona) e presso la Biblioteca di Arte e Poesia Contemporanea, IULM, Milano.
È presente nell’antologia Milano in versi, una città e i suoi poeti, a cura di A. Gaccione (Viennepierre, Milano 2006).
Svolge attività critica per siti, riviste culturali e quotidiani, tra cui il Quotidiano della Calabria.
Partecipa frequentemente a manifestazioni, letture e spettacoli letterari.



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