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Armando Salvatore Santoro

FRANCO SANTAMARIA

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SALA DEGLI OSPITI

 

POESIA / ARMANDO SALVATORE SANTORO


Ad occhi chiusi

Armando Salvatore Santoro, Ad occhi chiusi

Armando Salvatore Santoro
AD OCCHI CHIUSI, poesie d’amore
Edit Santoro, Galatina 2010
ISBN 978-8895545-26-4, pagine 142, € 15


Per ordinare il libro:
Armando Salvatore Santoro, santoro3000@alice.it
 

INFEDELE / Introduzione alla raccolta

Dite di me quel che vi pare,
ma non ch’io sia infedele.
È peccato l’amore?
Si condanna chi lo dona?
Dov’è la colpa?
Dove la trasgressione?
Offrir con sofferenza gioia,
invitare al nostro godimento
dei commensali ingordi
è cupidigia?
È solo frenesia di copula?
Di piacere immondo?
Il pittore,
che colore darà alla sua tela,
non dipingerà l’apoteosi di un martirio
ma l’ascensione al sublime,
riprodurrà la mia capacità
di regalar l’amore.


RISTABILIRE LE REGOLE

Le avrei regalato tutto,
tutto di me,
anche quel minuscolo seme invisibile
che fa nascere una vita.
Avrei legato la mia entità alla sua,
mischiato il mio sangue al suo,
ed avrei sregolato le regole
di una società repressa
che ratifica il decoroso e l’indecoroso
con il metro di un perbenismo bigotto
che affossa i sentimenti e l’affetto.

Non avrei avvertito i suoi primi movimenti
galleggiando nei liquidi amniotici,
non avrei sentito lo strillo
del suo primo vagito.
Avrei immaginato il suo esile corpicino,
maschio o femmina che fosse,
allineato nelle culle d’una stanza di maternità.
L’avrei seguito nel suo sonno leggero,
guardato con le candide mani aggrappate al suo seno,
osservato nelle felicità espresse ad altri.
L’avrei visto correre a quattro zampe
tra gli ulivi,
nei recinti di pietre antiche della mia civiltà
che ho lasciato.
L’avrei desiderato,
ancora una volta l’avrei desiderato,
e non l’avrei avuto tra le braccia
a cantargli una ninna nanna
e vederlo addormentare sereno.
Ancora una volta
esiliato da un amore che non conosco,
che mi è stato sempre negato,
come una condanna da scontare,
per un delitto che non ho mai commesso
e di cui non capisco ragioni ed origini.
Ancora una volta,
ancora una volta,
dover rinunciare ad un amore sincero,
sbocciato tra i virgulti d’una pianta antica,
con le nuove radici
che si confondono e s’intrecciano con quelle vigorose
che affondano da quasi cinque lustri nel terreno.

Ora la sera è scesa,
ha oscurato le emozioni,
offuscato i sentimenti,
represso l’amore,
ristabilite le regole.


MADRIGALE AMOROSO

Tace la voce sua in fondo al mare
quasi un lamento giunge dalle grotte
che spezza il cuor nel buio della notte.

Dura l’attesa, più non so aspettare
la vita ormai da me s'è allontanata
e non saprò se mai sarà tornata.

Mi cercherà per non dover patire
ma la mia voce non potrà sentire.


DIALOGO D’AMORE

A:
Il nostro amore
è come questa rosa
che mi si sta appassendo tra le mani,
i petali abbandona ad uno ad uno
e al vento li disperde tristemente,
reclina il capo
ed ha un colore livido di morte.
S:
Ma il mio respiro
lieve la riscalda,
la linfa le fornisce,
solleva il capo
e lentamente, amore,
la forza acquista
e dopo rifiorisce.
A:
Si sta sfogliando ancora,
non lo vedi?
Abbandona i petali
e rinsecca,
come la vita mia
ormai nulla più vale.
S:
Ma con la morte,
mio piccolo amore,
la vita di certo non perisce,
rinsecca, è vero,
ma acquista di nuovo, poi, vigore
e nuovamente in maggio rifiorisce.


SONETTO DISPERATO

Quando incrocio il tuo nome nella rete
m’assale sempre un forte batticuore
va bene, forse sale un po’ il rancore,
ma donato m'hai tu giornate liete.

Non so s’abbiam sbagliato tutte e due
perché noi regalando il nostro amore
forse abbiam generato del dolore
e ognuno si terrà le colpe sue.

Ma questa vita mia dimmi che vale
senza l’amore tuo ormai svuotato?
L’ansia nel petto ogni giornata sale

e in casa me ne sto da carcerato;
ad altre l’affetto mio non so donare
senza l’amore tuo son disperato.


AMORE ED ODIO
Ho cercato di cancellare il nome tuo
dalla lavagna rossa del mio cuore,
ho lavato con la salsedine marina
tutti gli affetti che un dì m’avevi dato,
nella roccia ho inciso il mio dolore
con le unghie avvelenate dal rancore.

Ho disperso al vento le parole
dolci e gli affetti a me più cari,
tutte le tue carezze ho poi annegato
nei crepacci profondi dei ghiacciai
e dio ho insultato perché non pone cura
ai figli suoi e la coscienza oscura.

E annebbia le cose più belle del creato,
la luce del sole, i fiori, la natura,
di pennellate d’inferno l’animo riempie,
di disprezzo t’inonda mente e cuore,
ti fa dimenticare tutti i doni
che infiniti racchiude la sua essenza,
t’offusca ogni giudizio e la coscienza.

Trasforma tutta la tenerezza c’hai donata
in odio profondo, in ritorsione, sdegno;
le dolci parole in stupide insolenze,
scopre la parte peggiore di te stesso
e l’offesa regali senza più pensare
all’affetto ch'hai avuto, al sentimento
un giorno ricambiato ed oggi spento.


PECCATI

Cosa resterà
di te,
di me,
di noi due
quando il tempo
arriverà impetuoso
a bussare alla mia porta?

Cosa dirò al tuo Dio,
quando mi chiederà
di te,
di me,
di noi,
del nostro passato,
dei nostri peccati?

Mi vergognerò
e cercherò di nascondergli la verità.
Ma lui sorriderà,
capirà del mio amore per te,
e mi passerà la sua mano sul viso,
pieno di rughe,
di pensieri,
e mi dirà: entra nella mia casa,
mai nessuno come te ha amato tanto,
mai amore fu così tenero e profondo.
Non avere vergogna:
tu sei l’amore,
io sono l’amore.


COSA RESTERÁ

Cosa resterà di questo nostro amore
impossibile?
Quale traccia nel cuore conserverai
di me?
Le tue parole lontane,
sommerse dagli anni che passano,
dalla differenza di età che ci separa!
Cosa resterà
di questo immenso dolore
che mi inonda il cervello,
mi strazia il petto,
mi devasta i pensieri?
Forse la follia,
forse l’odio verso un dio che mi ignora,
che distribuisce i suoi doni
solo per fare dispetto ai suoi figli,
che dice di amare,
per i quali si è immolato,
e che lascia soffrire in silenzio,
che lascia morire.
E tu quale ricordo avrai di me
quando gli anni imbiancheranno i tuoi capelli?
Cosa racconterai ai tuoi figli
dei tuoi amori segreti,
delle tue passioni represse?
La libertà,
questa maledetta vendetta dell’uomo
fatta sognare ai popoli
e poi negata nei sentimenti,
la nostra libertà negata
sarà il castigo alla nostra rinuncia
a non averla vissuta interamente
quando il tempo ce l’aveva regalata.

© Armando Salvatore Santoro

Il libro
Presentazione di Pietro Santoro - Editore
Sono orgoglioso di presentare il secondo libro di poesie di questo autore, mio omonimo quanto a cognome ed al quale sono legato da profonda e sincera amicizia, al quale auguro un meritato successo per la qualità e per il livello artistico e letterario delle opere inserite in questo ricco volume edito dalla nostra Casa Editrice.
Sono certo che questa raccolta riscuoterà un vasto consenso in quei lettori che sono dei cultori della poesia d'amore.
Senza voler enfatizzare le liriche composte da questo autore, i cui meriti dovranno essere valutati e soppesati soprattutto dai lettori, ritengo che queste possono equipararsi ai grandi poeti del passato che hanno espresso il massimo di se stessi facendo parlare il proprio cuore e lasciando ai posteri poesie meravigliose ricche di sentimento e tenerezza.
Le poesie presentate, infatti, sono, "pezzi di cuore" di vita vissuta dall'autore, dove molte persone sicuramente si ritroveranno. In esse, quindi, vi è tutta la dolcezza e la sofferenza che solo un poeta riesce a comunicare utilizzando la parola per trasmettere le emozioni vissute e sofferte.
Nella raccolta, oltre ad alcune poesie in rima, vi sono anche publicati dei veri e propri esercizi di struttura poetica che solo gli intenditori potranno valutare con competenza e professionalità.
Mi riferisco in particolare non solo ai sonetti, ma anche alle ballate ed ai madrigali, che sono veri esercizi d'arte poetica del '200, costruiti con maestria e perfezione metrica, e che ci offre il livello di eccellenza poetica a cui questo autore è giunto.
Di questo sono certo e ce ne daranno ragione in particolare i critici ed i saggisti che leggeranno il volume e che diventeranno un motivo di prestigio ed orgoglio per la nostra Casa Editrice che ne ha curato la pubblicazione.
Questa raccolta si conclude con una riproposizione personale della bellissima poesia di Charles Baudelaire "Franciscae meae laudes" che Santoro ha tradotto ed interpretato in chiave moderna scavando dentro il cuore di questo autore, condannato all'inedia ed alla disperazione dai critici e dagli editori della sua epoca, e che lui ha voluto ricordare, quasi ad immortalarne il valore e la grandezza artistica e letteraria, per mettere in risalto l'alta perfezione poetica maturata da questo maestro della poesia e riproporlo, soprattutto, alle nuove generazioni che mi auguro leggeranno questo volume e che potranno aprezzare anche la dote umana che è una caratteristica inscindibile e profonda del modo di porsi e di essere di Salvatore Armando Santoro.
 


Armando Salvatore Santoro

Santoro Salvatore Armando è nato a Reggio Calabria il 16 Marzo 1938 ed è laureato in Scienze politico-sociali presso l'Università di Torino.
Dedicatosi giovanissimo all'impegno nel sindacato fu tra i primi dirigenti della Cisl di Reggio Calabria prima e, all'inizio degli anni '60, dopo aver frequentato la scuola sindacale della Cisl di Firenze, si trasferisce in Valle d'Aosta dove ha curato in prevalenza il settore della formazione e dell'informazione. In tale veste è stato per diversi anni anche corrispondente per la Valle d'Aosta di "Conquiste del Lavoro", organo nazionale della Cisl.
A Reggio fu uno dei primi promotori del Movimento Federalista Europeo, e tale ruolo lo ha continuato anche in Valle d'Aosta, partecipando a tutte le attività organizzative di quegli anni che gli permisero di venire in contatto con i grandi ideatori del progetto europeo, Alterio Spinelli, Giuseppe Petrilli, Mauro Ferri, Angelo Lotti, ecc...
Nel suo ruolo di sindacalista, a lui si devono due importanti convegni organizzati all'inizio degli anni '80 in Valle d'Aosta: nel primo furono tracciate le linee per un potenziamento del settore termale, dove è stato prospettato il recupero delle Terme di Pre' St. Didier e lo sfruttamento industriale di alcune sorgenti per l'imbottigliamento di acqua minerale del Monte Bianco (idee che poi si sono realizzate) e, in un altro convengo, invece, sostenne il progetto del collegamento ferroviario tra Aosta e Martigny che è in fase di discussione in sede politica.
Dal 1986 è stato Segretario Regionale e componente dell'Esecutivo Nazionale del Sindacato Elettrici della CISL, compiti che svolse anche in Abruzzo, tra il 1989 al 1992, dove era stato inviato per motivi di lavoro.
Dal 1997 è in pensione ed impegna il suo tempo libero scrivendo poesie e racconti, una passione che sviluppò fin da adolescente e non più abbandonata, ed alternando la sua presenza tra la Valle d'Aosta ed alcune località della Toscana (Pistoia prima e Grosseto adesso).
Vasta la sua produzione poetica e numerosi i premi letterari ottenuti. Le sue poesie sono state pubblicate su diversi periodici locali (a Messina, Reggio Calabria, Pistoia, ma prevalentemente ad Aosta su giornali, quali Le Soleil Valdotaine, La Region e La Vallèe Notizie, un giornale molto diffuso in Valle d'Aosta). Recentemente una sua impegnativa poesia sociale "La Razza" è stata inserita anche nella rivista trimestrale di Cultura e Turismo "Calabria Sconosciuta".
Le sue poesie sono presenti in molte antologie letterarie, soprattutto della Keltia editrice di Aosta, e nel 2007, anche la Regione Toscana lo ha patrocinato una antologia letteraria, "Pater" (Morgana Edizioni-FI) dove sono raccolte liriche di personaggi di spicco della cultura italiana ed internazionale, quali Maria Luisa Spaziani, Andrea Zanzotto, Franco Loy, Smitran Stevka, Hinostroza Rodolfo, ecc...
Gran parte dei suoi lavori (poesie e racconti), però, sono on-line sul sito www.poetare.it/santoro.html, ma anche su altri portali nazionali ed internazionali che lo ospitano.
Nel Novembre 2006 ha stampato il suo primo libro di poesie, "La sabbia negli occhi", edito dalla casa editrice Pubblidea di Massa Marittima, che ha poi presentato in un recital di poesie che gli è stato organizzato a Reggio Calabria il 3 dicembre 2006. Sempre in questo mese è stato ospite di una trasmissione della emittente grossetana, Teletirreno, nel corso della quale ha presentato il suo volume di poesie ed ha declamato diverse sue liriche sulla miniera. Di questo volume è uscita una seconda edizione per i tipi della Casa Editrice Libellula - Minuto d'Arco - di Tricase (Lecce).
Nel 2007, infine, è stato coinvolto nel "Progetto Legalità" organizzato dall'Istituto Professionale per i Servizi Alberghieri di Castrovillari (CS) in collaborazione con Amnesty International, ed ha partecipato alla conclusione del progetto stesso presentando alcune sue poesie contro la violenza e la guerra.
Nel 2005 ha costituito a Boccheggiano (GR) il Circolo Culturale "Mario Luzi" ed è il Webmaster del portale www.circoloculturaleluzi.net, sito specializzato in letteratura italiana e straniera. Contemporaneamente ha promosso il Premio Letterario Europeo di Poesia e Narrativa Città di Montieri che nel 2006-2008 e 2009 è stato patrocinato anche dal Presidente della Repubblica e nel 2009 dalla Rappresentanza in Italia della Comunità Eurpea
(Email: s.a.santoro@circoloculturaleluzi.net)
Nel 2008 è stato ospite a Casarano Lecce di una importante Kermesse artistica inserita nel cartellone della festa dei Pugliesi nel Mondo ed ha declamato diverse sue poesie sul Salento, terra dei suoi avi alla quale è particolarmente legato.
Nell'agosto del 2010 ha pubblicato il suo secondo libro di poesie. Si tratta di 134 liriche inserite nel volume "Ad occhi chiusi - Poesie d'amore". Questo libro è stato presentato l'8 Agosto scorso, ad una manifestazione culturale organizzata dallo scrittore Pietro Zerella a San Leucio del Sannio (BN) nel corso della quale ha declamato alcune delle poesie contenute nella raccolta.
A breve sarà pubblicato anche un suo libro di racconti che è in corso di revisione e stampa.



Armando Salvatore Santoro
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