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Marcella Boccia
DIARIO DALL'INDIA - Riflessioni sulla filosofia yoga
Edarc Editore - ISBN 978-88-86428-23-1; pp. 196, € 12,00
Per ordinare il libro:
- Edarc Editore, Firenze -
www.edarc.it -
edarc@edarc.it
- Marcella Boccia <posta@marcellaboccia.it> |
Pagine di
un diario: la permanenza in India
[...] Il ponte che collega la sponda sinistra del Gange con
quella destra, lungo la quale sono siti gli ashram ed i templi
più importanti, è letteralmente invaso dalle scimmie; esse si
nascondono in alto, aggrappandosi al corrimano di acciaio, e
sorvolano la testa dei passanti, o li agganciano tirando i lembi dei
loro pantaloni. All'entrata del ponte, degli ambulanti vendono
sacchetti di noccioline e dolcetti di cui questi ani-mali sono
ghiotti: non fai a tempo a procurartene uno, che te l'hanno già sottratto!
Io e Sonu abbiamo attraversato la traballante ed incantevole passerella, e ci
siamo seduti sugli scogli in riva al Gange. Alcune persone ci hanno
esortato a non di-sturbare il Sadhu che stava meditando (a me
sembrava che dormisse!).
Ci sono migliaia di pellegrini che ogni giorno vengono a Rishikesh,
attraversano il lungo ponte e si recano al tempio. Sonu dice che ciò
avverrà fino al 15 agosto; credo che i pellegrinaggi coincidano con
la festa di Shiva di cui mi parlavano a Delhi. Alcuni di questi
ragazzi, tutti vestiti uguali, con pantaloncini e magliette di un
arancione sgargiante, e l'immagine di Shiva, stampata sul dorso, si
avvicinano, chiedendo di fare una foto con me; Sonu pensa, invece,
che mi disturbino e continua a mandarli via, invitandoli a non
infastidirmi, quasi fosse geloso!!!
Può darsi che sia così! Sarà che oggi ho indossato un bellissimo panjabi
viola; op-pure sarà che lo Yoga e la Meditazione mi fanno accumulare
energie che tutti av-vertono.
Credo, piuttosto, che sia per la mia pelle bianca, davvero bianca! Devo
dire, però, che ho abbandonato il mio solito pallore. Penso, anzi,
di avere un bel colorito.
Ma, certo, in confronto a loro sono bianchissima...
Con Sonu parlavamo di questa differenza del colore della pelle, ed io gli ho
spiegato quanto mi piaccia la loro, così lui voleva strapparsela per
farmene dono!
[...]
Ieri mattina, in biblioteca, ho preso un grosso libro che ha
attirato la mia attenzione.
Non so spiegarmi il perché, ma era come se mi chiamasse.
Mentre lo sfogliavo ho notato delle righe scritte a penna.
"All you need is love", mi ricordava una nota canzone dei Beatles.
La data, 31/3/70, ed una firma, George Harrison.
In India può succedere anche
questo: sfogli un libro e scopri che uno dei Beatles, morto solo
poco tempo fa e notoriamente Hare Krishna, nel '70 si è divertito a
scarabocchiare un prezioso libro della biblioteca dello Yoga Niketan
ashram, ma-gari seduto sulla sedia su cui sedevo io, e magari
dirigendo lo sguardo fuori della finestra, verso gli alberi di mango
su cui i miei occhi hanno vagato per quasi due mesi ogni mattina in
quella "library" piena di scaffali e Vasudeva che non finiva mai di
sistemare, catalogare, numerare i libri...
Questo può accadere in India...
Che apri casualmente un libro e scopri l'autografo di uno dei Beatles.
Può succedere che una scimmia ti
rubi le banane, che i rickshaw ti schizzano il fango sul kurta
bianco nella stagione dei monsoni, che il più bel ragazzo mai visto
ti chieda di sposarlo e che un maestro di Yoga venticinquenne di
nome Madhu (miele) ti adotti come sorella nella giornata del Raksha Bandhan, in cui si festeggia l'amore tra fratello e
sorella, regalandoti un orologio ed una scatola di dolci.
...
Accade in India che un serpente
velenosissimo sosti davanti alla tua camera, o che le scimmie bevono
acqua e bicarbonato dal tuo bicchiere in camera.
...
Ma in India può accadere anche
che i bambini, per strada, ti salutino, correndo verso di te ed
urlandoti "Halloooo, Mem!". E che non ti chiedano l'elemosina...
Perché chi crede che l'India sia
"solo povera" si sbaglia di grosso: io non ho mai vi-sto tanta
ricchezza d'animo, di spirito... Un cuore grande quanto quella
straor-dinaria terra, bagnata dai monsoni, immersa nel fango e negli
escrementi delle muc-che sacre, che odora di cacca e disinfettante,
ma anche di chapati e mango, tanto mango...
L'ananas, poi...
[...]
Namaskar, il saluto indiano
I praticanti yogin sono soliti eseguire il Surya Namaskar al sorgere
del sole, con l'attenzione rivolta verso i raggi dell'astro che
compare all'orizzonte. Esso tonifica e rivitalizza la maggior parte
degli organi vitali: ne traggono beneficio non solo i polmoni, il
cuore, lo stomaco, i reni, gli intestini, il sistema nervoso ed il
midollo spinale, ma anche le gambe, le braccia, il tronco, le
spalle, la colonna vertebrale ed il collo.
Il termine Surya Namaskar, come già detto, vuol dire "Saluto al
Sole".
Surya, infatti, deriva dal sanscrito e vuol dire "Sole".
Namaskar vuol dire
"Saluto". Non si tratta, tuttavia, di un semplice saluto: un
Namaskar è un saluto, fatto a mani giunte, alla grandezza, alla
saggezza, di chi ci sta di fronte, in questo caso una Gande Divinità
quale il Sole, ma anche verso un Maestro, un amico o una persona amata.
In India lo si esegue
semplicemente portando le mani giunte al petto, con le dita distese
ed inchinandosi leggermente in avanti, o anche pronunciando la
parola "Namaskar", o "Namastè"; il primo viene utilizzato con
persone che si conoscono poco ed il secondo con persone con cui si
ha confidenza (come "Buongiorno" e "ciao"), ed è un augurio di
vedere la persona a cui si rivolge in pace con se stessa e con gli
altri, nella totale armonia tra il principio positivo,
simboleggiato dalla mano destra, e quello negativo, dalla
mano sinistra.
Spesso, comunque, gli indiani
comunicano a gesti; il gesto del Namaskar può, così, voler
significare anche "grazie", per qualcosa in particolare, o "grazie
perché esisti, perché sei qui".
Nei primi tempi, quando giunsi in
India, feci fatica ad abituarmi a questo atteggiamento, legata
con'ero all'abitudine di pronunciare la parola "Thanks", come sono
solita fare, ad esempio, a tavola. Ci rimasi male, infatti, quando
eseguii una commissione per una signora che viveva nell'ashram. Mi
aveva chiesto di scattarle delle foto durante la puja (cerimonia)
che ogni mattina eseguiva nella Sala Yoga dedicandola alla statua
del fondatore dell'ashram. Fui felice di farle un simpatico servizio
fotografico e mi affrettai a far sviluppare quelle foto il giorno
stesso, per fargliene dono. Quando le portai, entusiasta, quel
pacchetto, ebbi l'impressione che non mi avesse ringraziata. In
realtà, invece, lo aveva fatto con gli occhi, ma era una maniera
tanto diversa da quella a cui ero abituata, che ho dovuto
rifletterci un po' per comprendere.
Un Namaskar, un saluto, un ringraziamento, può avere tanti modi di esecuzione.
Ecco che il Surya Namaskar è un
ringraziamento al Sole per la vitale funzione che svolge sul nostro
Pianeta, senza la quale il genere umano non sarebbe mai esistito.
Molti sono in India i "Namaskar".
Numerosi, inoltre, sono i poeti che hanno dedicato versi al Sole ed
al "Namaskar", come in questa preghiera:
"Namaste Onoro il luogo in te
in cui dimora l'intero universo Onoro il luogo in te che è
amore, verità, luce e pace
Quando tu sei in quel luogo
dentro di te
e io sono in quel luogo dentro di me
siamo una cosa sola"
[...]
© Marcella
Boccia, da "Diario dall'India"
Il libro
"Diario dall'India" (di Francesco Bonelli)
Artista e scrittrice poliedrica, con all'attivo due dischi, una
raccolta di poesie ed un racconto semiserio, "Diario dall'India.
Riflessioni sulla filosofia yoga" è la nuova pubblicazione di
Marcella Boccia, libro edito da Edarc (Firenze, 2007).
Le pagine scorrono bene, talora commoventi, talora divertenti,
quelle della prima parte, ossia il diario a cui la scrittrice dava
inchiostro durante la sua permanenza in India, la prima di una lunga
serie. Interessante saggio sullo yoga, invece, la seconda parte del
libro. In tutto, 194 pagine di straordinaria bellezza.
Molti i protagonisti del racconto, che Marcella Boccia ha incontrato
via via sulla sua strada indostana e che ha descritto con minuzia di
particolari in quella che sarebbe dovuta essere una lunga lettera
indirizzata alla sua famiglia e che è, poi, diventata un libro:
maestri di yoga, guru, negozianti di cianfrusaglie, amici giapponesi
e cinesi, scimmie cleptomani, donne indiane che le hanno insegnato
ad indossare il sari o a ballare la danza classica, monaci
imbroglioni ed eremiti fumati.
L'autrice catapulta il lettore in un mondo straordinario, offrendo
gli strumenti per assaporarlo in ogni sua sfumatura, attraverso i cinque sensi.
Odori, suoni, sapori, colori, toccano la sensibilità di chi si
accinge a scoprire un lato di Marcella Boccia che non conoscevamo,
sebbene si intravedesse nelle precedenti pubblicazioni: quello della
maestra di yoga compassionevole, della giovane viag-giatrice che
offre sorrisi ai locali che la ospitano nella loro terra, quello
della scrit-trice che sa commuovere anche quando non scrive versi.
Interessante lettura anche per chi voglia avvicinarsi al mondo dello
yoga, per praticarlo o semplicemente per saperne di più: "Diario
dall'India" è un saggio molto completo su questa disciplina, in cui
i termini sanscriti sono sempre seguiti da tra-duzione ed attenta
spiegazione per i neofiti e la lettura non appare esoterica come
accade spesso leggendo saggi che trattino di filosofie orientali. Un
breve saggio sul Saluto al Sole ed il Saluto alla Luna, con le
illustrazioni del campione giapponese di karate Tomohiko Hasegawa.
Dodici euro ben spesi per un libro altrettanto ben scritto per forma
e contenuto, in un momento in cui la grande editoria non rischia nel
dar fiducia ad autori giovani e le librerie pullulano di libri di pessima qualità.
L'Editore fiorentino Edarc, attento a pubblicazioni di notevole
spessore, offre la possibilità di ricevere comodamente il libro a
casa, richiedendolo all'e-mail
edarc@edarc.it (Francesco Bonelli)
Biografia
Marcella Boccia, poeta,
scrittrice, giornalista e voce rap, nasce a Baia e Latina nel 1974.
Nel 1996 pubblica l'album dal titolo ”Canzoni da ricordare”, col
nome d'arte di Dafne, poi abbandonato con la nascita delle Sfairos,
con cui pubblica, nel 2000, l’album “Next Age”. Nel 2005 nasce il
progetto “Teatro No-Made”, sperimentazio-ne poetico-sonora, in
collaborazione con il musicista Alfred K. Parolino.
La produzione poetica è particolarmente vasta negli anni 1996 -
1998, della sua permanenza a Roma, prima, e nell'isola di Lampedusa, poi.
Vince il 2° Premio all’Elsa Morante 2003, di Roma, e lo stesso anno
viene incoronata Poeta top 2003, votata da una giuria tecnica e dal
pubblico del web.
Riceve una menzione speciale al Premio «Parole Nuove, 2004» con la
seguente motivazione: «Per i temi affrontati, per le spiccate
capacità dimostrate dall'autrice nel tradurre in versi le più
complicate afflizioni dell'animo, per la notevole spiritualità dei
versi, questa Giuria, ha deciso di assegnare alla silloge intitolata
Impronte digitali sulla mia Anima una menzione speciale».
Ha ricevuto il Premio internazionale “Mandir della Pace – Assisi
2005” per il suo impegno nella diffusione di una cultura di pace e
non violenza.
È direttore della rivista «New Age & Dintorni».
Insegna Yoga e filosofia indiana nella scuola Shanti di Baia e
Latina, Associazione per la pace e i diritti umani. È presidente
dell’Associazione P.E.A.C.E. (Per Elargire Amore con Estro).
Suoi componimenti sono presenti in numerose antologie e riviste
letterarie in Italia, in Kossovo ed in India.
Ha pubblicato «Impronte digitali sulla mia Anima» (Spring Editore),
«Welcome a Baia giuliva» (Edarc Editore), «Diario dall’India» (Edarc Editore).
MARCELLA BOCCIA
Official website: www.sfairos.it
- www.marcellaboccia.it
www.myspace.com/marcellaboccia (la musica di Marcella Boccia)
Email: Marcella Boccia <posta@marcellaboccia.it>
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