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Nessuno ti conosce, madre;
nessuno abbastanza ti comprende.
Ti ho vista piangere silenziosa,
nel fondo della stalla
buia di letame,
alla greppia appoggiata di peso
come stanca di una fatica
dura, ultima,
e i capelli di grigio cielo
ti baciava la cavalla, turbata.
Ho meditato il tuo lavoro,
in casa t’ho veduta e fuori, tra i campi,
lavorare come un uomo o forse più.
Ho meditato il tuo amore grande
fino al cielo
e ho battuto il mio petto di dolore,
perché anch'io temo
di non comprenderti, sempre.
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