|
Una finestra tra me e l'universo:
un geranio quasi morto
per gelo, quasi estinta luce;
più in là, il cielo veste la terra
d’immenso.
Non muta la finestra
se non in piccole sfoglie
che cadono felpando;
muta il cielo la maschera
d’ora in ora,
da consumato attore.
Ma finirà l'opera umana,
pur in lenta caduta.
Il cielo è l'eterno,
l’universo
che il rettangolo della finestra mia
vuole ora toccare con le nuvole sue.
|