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Stefania Crozzoletti
PRIMA VITA
Faraeditore, Rimini
ISBN 978-88-95139-57-9, pp. 74, € 11,00
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Prima vita
D'accordo mi arrendo:
accetto di vivere
la prima esistenza che viene
proseguo stonata
con l'inutile forza che mi contraddistingue
gratto i muri tanto per fare
meglio che essere
assolutamente contemplativa
guardo le stelle
e non trovo significati
guai ad essere
beatamente infelici
A tu per tu con la poesia
Allora, anima bella,
giochiamo con le parole
o con i significati?
Uniamo
ondeggianti vorticose
frasi sensuali
spremiamo il verbo
ricamiamo i pronomi
o seguiamo il sentiero in pianura
consegnando al pensiero il suo
ruolo filosofo?
Troviamo un nome
o sondiamo l'essenza?
Mettiamo tutto nel
corpo frullatore
troviamo l'interruttore nella
testa
mescoliamo frasi anima ironia
dolore rabbia comprensione
e dal vulcano facciamo uscire
una piccola perla
che ci faccia sentire
immeritatamente speciali
Femminile tombale
Dovrei essere tutto
invece non so che essere
una cosa alla volta
La capacità di sovrapporre i ruoli
propria del mondo femminile
in me diventa
calca di apparenti strati leggeri
ammasso di pietre
praticamente una tomba
Pablo
Se Dio esiste
mi ha regalato il disincanto
altrimenti sono stata io
che miope ho travolto i sogni notturni
e quelli diurni
sognerìe e destini improbabili
mi fanno compagnia ma si fermano
di fronte all'evidenza che acceca
come il sole
[è così]
di fronte alle inspiegabili nefandezze umane
la nausea si rafforza con la presa d'atto
[è sempre così]
scatto fotografie e catalogo sezioni di mondo
un puzzle che non riesco più a ricomporre
ci vorrebbe Picasso per mettere tutto
insieme tutto mostrando
anche di me ho una visione parziale
lo devo certo alle cesoie del pensiero
che mi restituiscono pezzi di quanto era
© Stefania
Crozzoletti, da "Prima vita"
Il libro
«L’autrice non
si propone mai come portavoce di nessuno, sa bene che i percorsi
sono individuali e, per una umiltà che deriva
forse dalla propria insicurezza, fugge da ogni ruolo che non sia
quello di rappresentare sé stessa. Ma proprio in questa
umiltà, in questa insicurezza la sua scrittura acquista un ruolo più
grande del semplice “raccontar-si” e passa al “raccontare” il punto
di vista di chi in sé non ha ancora trovato una voce adatta. È una
ricerca di compagni di viaggio (“C’è qualcuno come me / là fuori?”);
è accettazione dei propri limiti umani (“Devo smettere di volere /
le vite belle degli altri”) o, in modo forse ancora più coraggioso,
di donna (“La capacità di sovrapporre i ruoli / propria del mondo
femminile / in me diventa /… / praticamente una tomba”).»
(dalla Prefazione di Francesco Tomada)
«Recensire un libro che rappresenta l’esordio di un’autrice è sempre
stimolante, non si hanno termini di paragone e non si ha, come nel
mio caso, una _base_ di conoscenza sulla persona di Stefania. Il
percorso che ho intrapreso nel sorseggiare questo libro è del tutto
inverso al normale percorso di un libro. Sono partito dal leggere
l’indice e ho proseguito con le poesie il cui titolo mi ispirava di
più. Cosi mi sono costruito una mia “teoria” sulla poetica e la
figura di Stefania Crozzoletti, e l’ho rafforzata rileggendo il
libro dall’inizio alla fine, con la sola esclusione della
prefazione. Questo per non essere contagiato dall’interpretazione di
un’altra persona. Reputo Prima Vita un buon libro di poesia: vi ho
letto versi che ricordano l’incisività e la linearità di Alda
Merini, altri che ben rappresentano la genuinità, il ritmo, e la
rappresentazione della poesia di Sylvia Plath, ma la cosa più
importante è degno rappresentante dell’anima di Stefania.
La poesia di Stefania scorre piacevolmente, tocca svariati temi e
mostra le varie sfaccettature dell’autrice. (...)»
(dalla Recensione di Guido Passini) -
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«Prima Vita, opera in versi di Stefania Crozzoletti
chiude la prima poesia con una riflessione che fa maturare attese e
soccorre la memoria di tante opere lette : “guai ad essere/
beatamente infelici”. D’acchito ho ricordato Shakespeare, quello
delle tragedie, dove mai l’infelicità è beata, ma si pone
all’origine degli accadimenti; solo in un secondo momento ho colto
l’ossimoro del verso, quindi il controllo, la messa in ordine delle
emozioni.
Parto da questi due versi per un percorso nel testo che non li
smentisca e non resto delusa : conosco la difficoltà
(l’impossibilità?) di chiamarsi fuori dai giochi, di farsi identità
al di fuori delle categorie del gregge, dei cani-pastore, dei
pastori, dei rifiuti creaturali di marginalità. Stefania non ama
essere consolatoria, né con l’esistenza degli altri né con la
propria.
Anche a lei succede di avere la “mente colma di antipensiero/ … /
Intanto/ il pianeta ruota.” quasi fosse indifferente al suo
affannarsi, agli affanni delle creature, al dolore e al male e anche
alla fatica di consacrarsi ad un’etica sempre più assediata; ad una
reticenza del cosmo anche a lei succede di rispondere con una
rassegnazione inquieta e in fuga.
C’è molto dolore nelle parole che disegnano lo stare della poetessa
in una situazione che si potrebbe definire borderline: da una parte
la ribellione e un gran senso di impotenza, dall’altra la
consapevolezza di essere contaminata e non esente dal rischio di
essere “beatamente infelice”.»
(dalla Recensione di Narda Fattori) -
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L'Autrice
Stefania
Crozzoletti è nata nel 1966 a Isola della Scala (Verona), dove vive.
Laureata in Economia e Commercio, si occupa di studi e ricerche
economiche.
Sue poesie sono state pubblicate nelle antologie della
Giulio Perrone Editore Pensieri d'Inchiostro, III edizione, e
La
notte. I grandi temi della poesia. La sua raccolta (Non sono un)
poeta è stata segnalata nel concorso di Fara Editore “Pubblica con
noi 2008”. Nel 2009 esce il libro Prima Vita edito da Fara Editore.
Contatti:
stefania.cr@gmail.com
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