|
Recensire un
libro che rappresenta l’esordio di un’autrice è sempre stimolante,
non si hanno termini di paragone e non si ha, come nel mio caso, una
_base_ di conoscenza sulla persona di Stefania. Il percorso che ho
intrapreso nel sorseggiare questo libro è del tutto inverso al
normale percorso di un libro. Sono partito dal leggere l’indice e ho
proseguito con le poesie il cui titolo mi ispirava di più. Cosi mi
sono costruito una mia “teoria” sulla poetica e la figura di
Stefania Crozzoletti, e l’ho rafforzata rileggendo il libro
dall’inizio alla fine, con la sola esclusione della prefazione.
Questo per non essere contagiato dall’interpretazione di un’altra
persona. Reputo Prima Vita un buon libro di poesia: vi ho letto
versi che ricordano l’incisività e la linearità di Alda Merini,
altri che ben rappresentano la genuinità, il ritmo, e la
rappresentazione della poesia di Sylvia Plath, ma la cosa più
importante è degno rappresentante dell’anima di Stefania.
La poesia di Stefania scorre piacevolmente, tocca svariati temi e
mostra le varie sfaccettature dell’autrice.
Ho notato nell’evolversi della poetica dell’autrice, un approccio
sicuro con il verso, a volte quasi una necessità smisurata di
infondere un messaggio, o meglio un valore aggiunto alle realtà
odierne.
Interessante “l’esame” che Stefania fa di se stessa, mettendo in
fila tessere del mondo di oggi. Osserva, deposita, ragiona e sfoga
il suo sentire con versi ben costruiti e soffici nonostante i temi
trattati.
La mia impressione è quella che Stefania in realtà non si senta
completamente poeta, forse più una pedina delle proprie emozioni, ma
soprattutto degli eventi che la circondano. Un libro da leggere per
intensità e apparente semplicità dei versi, che in alcune pagine
appaiono sotto forma di monologo interiore.
Esistono pagine che da sole implodono in un fragore di emozioni che
le rendono uniche. Ne scelgo una da citare:
Oggi nelle tasche della mente / trovo accartocciate solo / facili
risposte che mi convincono / mio malgrado // È pace viziata / tregua
armata al mio / maledetto affanno.
Prima vita rappresenta a mio avviso il percorso che Stefania ci
vuole mostrare senza l’ausilio di agenti artificiali … lascio a voi
la chiusura finale di questa recensione.
Personalmente reputo questo libro un ottimo inizio per Stefania, e
quindi in bocca al lupo per il futuro.
© Guido
Passini
|