Shale gas americano anche in Italia

Piccola “rivoluzione” nel mercato energetico triccolore. Per la prima volta, infatti, lo shale gas americano arriva anche in Italia. Il primo carico, sotto forma di Gas naturale liquefatto (Gnl) è giunto a Livorno e sarà utile per poter tutelare il sistema energetico da eventuali emergenze invernali, quali ad esempio gli improvvisi picchi di domanda dovuti al freddo o l’acuirsi di alcune situazioni di crisi come era state in passato le «guerre del gas» tra Russia e Ucraina.

A ricordare quanto sopra è stata Uniper, che superando altri otto concorrenti ha vinto la gara per il cosiddetto servizio di peak shaving indetta da Offshore Lng Toscana (Olt), il rigassificatore galleggiante ormeggiato a Livorno, individuato dal governo italiano come infrastruttura strategica, destinata proprio a garantire la sicurezza del sistema di approvvigionamento del gas – ricorda il quotidiano Il Sole 24 Ore.

La Uniper ha così scelto di assolvere al proprio obbligo di consegna con gas statunitense, per un carico di 105 mila metri cubi di Gnl proveniente direttamente dall’impianto di Sabine Pass, in Louisiana, il primo (e per ora unico) terminal di liquefazione americano, della società Cheniere Energy, che in meno di un anno di attività è riuscito già a fornire un contributo ben positivo all’industria energetica nordamericana.

In tal proposito, si ricorda come per la prima volta negli ultimi sessant’anni, a novembre gli Stati Uniti sono stati esportatori netti di gas. Il carico da Sabine Pass è quindi stoccato nei serbatoi dell’Olt, per poi essere immesso nella rete di Snam Rete Gas, in caso di emergenza, tra gennaio e marzo 2017.

Ricondotto allo stato gassoso, il carico statunitense costituisce una fornitura di circa 63 milioni di metri cubi che, secondo le prime stime, dovrebbe essere sufficiente per poter soddisfare senza patemi d’animo i consumi di 50 mila abitazioni per un anno, sottolinea Uniper. In realtà rispetto al fabbisogno totale dell’Italia si tratta di una goccia nel mare, e comunque non paragonabile alle forniture dalla Russia, che l’anno scorso hanno rappresentato il 43 per cento delle nostre importazioni di gas.

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