Scuola: a cosa serve insegnare il tedesco?

tedesco

Se il titolo del nostro odierno post potrebbe sembrare una provocazione, forse avete indovinato. Ma sappiate altresì che c’è chi – in Francia – sta proponendo concretamente di diminuire fortemente le ore di insegnamento di tedesco, per lasciare spazio a quelle di inglese, unica lingua che secondo i transalpini serve realmente insegnare.

In fondo, le novità potenziali dalla Francia non sono che una delle tante riforme del sistema scolastico in corso di evoluzione, e che qualche settimana fa il quotidiano Italia Oggi cercava di riassumere attribuendone la paternità agli Stati Uniti. Altri esempi? “Ad Amburgo hanno abolito il corsivo, i bambini imparano solo lo stampatello, perché è più facile. In Finlandia hanno abolito del tutto la scrittura, tanto da adulti i bambini batteranno solo sui tasti del computer. In Germania si vuole imitare i finlandesi, nonostante insegnanti e psicologi siano preoccupati: scrivere a mano favorisce la crescita intellettuale. In Italia abbiamo ridotto quasi a zero l’insegnamento del latino e del greco. Tanto, a che servono?” – sottolineava, con un pizzico di provocazione, il quotidiano.

Tornando all’oggetto principale del nostro approfondimento odierno, si può ben ricordare come i francesi si stiano gradualmente disimpegnando dal tedesco, e come gli effetti siano immediati. Ad esempio, i francesi hanno deciso di chiudere il Centro culturale a Berlino, che per oltre 50 anni è stato un simbolo di libertà. Il palazzo verrà venduto, in cambio di un pò di liquidità.

Non solo. Come intuibile, la riforma scolastica transalpina prevede un taglio delle lezioni di tedesco nei licei francesi, insieme con il consueto, e già noto e preventivato – taglio del latino, con conseguente sdegno degli insegnanti.

C’è chi naturalmente non ha gradito tutto ciò, e guarda con sospetto a quanto sta accadendo. Per alcuni critici sono queste le basi per creare classi di ignoranti, guidati dai figli dell’elite che invece possono studiare nelle scuole private.

Che si tratti di un “complotto” o di una naturale evoluzione delle cose, non sta a noi giudicarlo. Quel che è certo è che una scuola che sta al passo con i tempi, e che riesca magari ad anticipare le reali necessità formative, non sarebbe poi male. Ma siamo sicuri che sacrificare delle ore di lezione linguistica potrebbe essere realmente la soluzione più appropriata? Voi che ne pensate? Quali sono le lingue straniere che avete studiato alle superiori? Vi sono servite?

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