Quanto vale la Ferrari?

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Vi siete mai chiesti quanto valga la Ferrari? Ebbene, una risposta vi è ora fornita da Morningstar, nota società specializzata in ricerche finanziarie, che ha stimato un “enterprice value” per l’azienda modenese controllata da Exor pari a 8,5 miliardi di euro. Una stima che potrebbe non essere soddisfacente per Sergio Marchionne, che in tempi non sospetti aveva detto che “non ci avrebbe fatto nulla” (il virgolettato è suo) con una stima di 7 miliardi di euro.

Come ribadito dal quotidiano Il Messaggero, Morningstar in una nota ha spiegato come “la forza del prezzo della casa del Cavallino è a fronte di una bassa volatilità di ricavi e profitti della società ed a ai margini molto elevati. Nel 2014 sono stati raggiunti risultati finanziari record con utili vicini ai 400 milioni nonostante la produzione sia rimasta costante”. In aggiunta a quanto sopra, la società sostiene che la Ferrari possa condividere i propri fondamentali con altre società operanti nel settore del lusso e, dunque, possa essere considerata più un’azienda luxury che un’azienda auto.

È ancora il quotidiano romano a ricordare come Marchionne sia attualmente molto attivo sul mercato dei capitali americano e come sia in contatto con i principali fondi e investitori per operazioni su più fronti che lo vedono ora coinvolto anche come vice presidente di Exor. Scontato a questo punto un nuovo road show finalizzato per illustrare il potenziale di Ferrari e, in tale ambito, non sorprende (e non sorprenderà) vedere il ceo sempre più presente negli eventi di Formula 1.

Stando a quanto riepiloga invece il Wall Street Journal, il manager italo – canadese sarebbe in stretto, strettissimo contatto con alcuni fondi hedge per supportare l’operazione General Motors, visto che – concludeva Il Messaggero – non ha rinunciato all’ipotesi del consolidamento nonostante il secco no del top management dell’azienda Usa fermamente convinta di essere in grado di andare avanti da sola.

La Ferrari potrebbe comunque esser lasciata fuori da ogni mossa strategica nei fronti di cui sopra. La società del cavallino rampante dovrebbe infatti essere già scorporata da Fca quando questa si alleerà con un altro partner eventuale.

Non ci resta pertanto che attendere la prossima mossa di Ferrari verso la strada di quotazione e di scorporo. Il tutto, nella speranza che il cavallino rampante, tornato più competitivo in Formula1, sappia regalarci non solamente qualche gioia finanziaria, bensì anche qualche maggiore soddisfazione sui circuiti più noti del massimo campionato di velocità su quattro ruote…

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