Quante rate e bollette non pagheremo nel 2016

Stando a quanto sancito dall’Unrec, l’Unione nazionale delle imprese di recupero crediti, nel 2015 le rate del mutuo o di prestiti sottoscritti per l’acquisto di beni di consumo, le bollette di luce, gas e telefono non saldate, sono state pari a 58,9 miliardi di euro, per una quota del Pil nazionale pari addirittura al 3,6 per cento. Un dato allarmante, in continua crescita rispetto agli scorsi anni (nel 2012 era pari a 42,9 miliardi di euro), e che è tuttavia da leggersi con la flessione del numero di pratiche avviate per la riscossione dei crediti (38,1 milioni, contro le 40,6 milioni dello scorso anno).

Territorialmente, le regioni dove gli arretrati sono di più sembrano essere Lombardia, Sicilia e Campania, che cumulativamente arrivano a quasi un quarto del totale italiano, mentre le migliori prestazioni sono in Valle d’Aosta, Molise e Trentino Alto Adige. Ma come andrà il 2016?

L’Associazione, in un suo recente intervento, ha affermato di attendersi un proseguimento del trend in corso, con un numero di posizioni gestite per conseguire il recupero crediti che dovrebbe evolversi in leggera flessione tra l’1,5 e il 2 per cento, e una crescita tra il 2,5 e il 3,5 per cento del valore dei crediti affidati.

Per l’Unirec il tutto si traduce in un maggior lavoro, tanto che lo scorso anno gli addetti dell’associazione hanno raggiunto quota 20mila unità, 1.400 in più rispetto al 2014. Non solo: il settore sembra essere chiamato ad affrontare nuove sfide, e proprio per questo motivo forte è la richiesta di adeguamento della normativa attuale, che finora non si è adeguata. Proprio per questo motivo alla fine del 2015 Unirec ha presentato al ministero dell’Interno una proposta di revisione delle regole, avanzando – tra le varie richieste – anche la domanda di accesso agevolato alle banche dati pubbliche in regime di convenzione per poter intensificare l’attività.

Infine, l’associazione ha sottolineato come la nuova frontiera per il settore del recupero crediti è rappresentata dalla Pubblica amministrazione, che oggi rappresenta l’1 per cento appena delle pratiche e degli importi affidati. Un passo avanti in questa direzione è stato segnato lo scorso febbraio dal disegno di legge che porta la firma della senatrice Lucrezia Ricchiuti che riconosce la piena legittimità alle società di recupero crediti di svolgere il proprio lavoro anche con gli enti locali.

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