Per Fineco è stato un buon 2016

Per Fineco il 2016 è stato sicuramente un anno piuttosto positivo, conclusosi con l’aver conseguito un livello di utile netto pari a 211,8 milioni di euro, e dunque in crescita del 10,0 per cento rispetto a quanto la società fu in grado di conseguire nel corso dell’anno precedente. L’utile netto rettificato per le poste non ricorrenti è invece ammontato a quota 200,7 milioni di euro, in rialzo del 3,7 per cento rispetto a quanto maturato nell’anno precedente, e rendendo così il 2016 il miglior anno di sempre, pur includendo il contributo di 7,1 milioni di euro ai Sistemi di garanzia dei depositi (Dgs).

Risalendo le linee del conto economico, e fornendo uno sguardo al valore della produzione, notiamo inoltre come i ricavi totali siano stati pari a 559,1 milioni di euro, in rialzo del 2,7% per cento. Ancora, il cost-income ratio rettificato si è attestato al 42 per cento mentre il Cet1 è ora pari al 22,9 per cento.

Sul fronte delle masse aggregate, la raccolta netta della banca ha potuto toccare quota 5,036 miliardi di euro, di cui la raccolta in Guided Products a 3,877 miliardi di euro, in incremento del 14 per cento rispetto all’anno precedente. Il totale delle attività finanziarie è salito del 9 per cento a quota 60,2 miliardi di euro, di cui 22,2 miliardi di euro (+10 per cento) nel solo segmento private.

Ulteriormente, rammentiamo come il consiglio di amministrazione di Fineco abbia già proposto un dividendo pari a 0,28 euro per azione, con una crescita del 9,8 per cento rispetto a quello proposto nello scorso anno, e con un payout all’80 per cento.

Per quanto attiene i primi dati del nuovo anno, a gennaio la raccolta netta si è attestata a 265 milioni di euro e i nuovi clienti sono stati circa 11.800 (+13 per cento).

“Siamo molto soddisfatti dei risultati del 2016, il miglior anno di sempre, il secondo da record dopo il 2015”, ha dichiarato l’amministratore delegato Alessandro Foti. “Dati che confermano la qualità e sostenibilità del nostro modello di business, in grado di affrontare con successo anche le fasi di mercato più complesse”.

You can leave a response, or trackback from your own site.

Leave a Reply