Locali vietati ai bambini: cresce il numero in Germania

bambini

I bambini in Germania non abbondano, visto e considerato che il tasso di natalità è basso come in Italia. Ma non per questo si può pensare che i genitori possano imporre la prole al prossimo: così, almeno, la pensano sempre più titolari di locali tedeschi, che stanno abbracciano in massa l’idea di escludere l’accesso ai bambini.

Ad iniziare era stato tre anni fa il titolare di un caffè di Prenzlauerberg a Berlino. E alle numerose proteste per questo particolare divieto, il titolare aveva sostanzialmente risposto che i clienti hanno il diritto di leggere il giornale in pace, invitando dunque le mamme con i bambini ad andare in un altro caffè, visto che le alternative non mancano.

A tale imprenditore si è poi aggiunto un albergo di Bad Saarow, località turistica sullo Scharmützersee, lago a sudest di Berlino, che ha deciso di diventare off limits per chi abbia meno di sedici anni. Ancora, lo stesso esempio è stato seguito da un Biergarten di Düsseldorf, che è andato ancora oltre: la birreria all’aperto ha infatti appeso un cartello che vieta i piccoli come i cani.

Alla luce di quanto sopra, guai a pensare che possa trattarsi di casi isolati: secondo un
sondaggio volante del «Berliner Zeitung», che naturalmente non ha alcun valore scientifico, l’88% dei lettori si dice d’accordo con tali comportamenti.

E dunque, via con gli esempi, sottolineava il quotidiano Italia Oggi. L’Hotel Esplanade e il suo complesso termale hanno 50 mila clienti all’anno, di cui 3 mila erano bambini. “Il troppo è troppo” – sottolineava il direttore Tom Curdok, “anche per me, padre di tre figli, la decisione è stata non facile, ma le lamentele degli ospiti sono aumentate. Abbiamo cercato di creare zone riservate ai piccoli, una piscina, e perfino una sauna. Inutile, i genitori si sentono in diritto di imporli al prossimo in ogni parte del nostro complesso”.

Come intuibile, proseguono le proteste da parte dell’Associazione per la tutela delle famiglie, ma nonostante ciò il divieto è rimasto. L’associazione albergatori invece appoggia Tom Curdok: l’offerta di hotel è enorme, le famiglie possono andare altrove.

E voi che ne pensate? Siete d’accordo con chi propone degli alberghi e dei locali off-limits per i bimbi? O ritenete che queste scelte siano assurde? Fateci sapere la vostra!

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