Le aziende chiedono i prestiti per pagare le tasse

Le aziende oggi sono costrette a chiedere i prestiti per pagare le tasse, è il risultato di un’indagine nel settore delle imprese che rileva le enormi difficoltà, che negli ultimi anni le aziende hanno sostenuto. Strette nella morsa del fisco, per pagare le tasse sono state costrette a chiedere alle banche la possibilità di ricevere un prestito per pagare gli oneri fiscali.

L’indagine ha rivelato che ad avere maggiori difficoltà, sono le aziende che hanno notevoli immobili interessati nel loro lavoro, per cui parliamo d’imprese che hanno capannoni, oppure alberghi per quanto riguarda il settore turistico e poi ancora i supermercati per quanto concerne le catene della grande distribuzione.

L’indagine è stata eseguita da Unimpresa alla fine del 2014, evidenziando come una copiosa percentuale, parliamo del 62% tra micro, medie e macro imprese, per far fronte alle tasse si sono dovuti rivolgere agli enti di credito per non rimanere indietro con gli oneri da versare all’erario.

Una situazione nata a causa della crisi internazionale che ha investito l’economia mondiale negli ultimi anni: tra aumento delle tasse, crisi e diminuzione delle entrate, le aziende sono state portate quasi al tracollo. Molte imprese sono state costrette a chiudere i battenti a causa della mancanza di utili, eventi sfortunati che hanno impedito loro di rimanere a galla in una situazione precaria e difficile: l’aumento delle tasse in concomitanza con la mancanza di guadagni, hanno influito negativamente sulla vite delle imprese.

Dovendo chiedere nuovi prestiti alle banche, ecco un sito sempre aggiornato www.generazioneattiva.it, per quanto possa alleviare la situazione di emergenza del momento, ha portato inevitabilmente le casse delle imprese a sovraccaricarsi di ulteriori uscite per pagare le rate del prestito richiesto, soprattutto per pagare IMU e Tasi sono state le voci che maggiormente hanno danneggiato le imprese, con le loro entrate in aumento, che associata ad altri doveri fiscali, hanno indebolito l’economia delle imprese.

A tal riguardo si è anche espresso il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi, il quale ha affermato con fermezza che tale politica basata sul sistema tributario troppo pesante, non fa bene alle imprese, le danneggia ulteriormente, portandole tal volta, anche al fallimento e quindi alla chiusura definitiva delle loro attività.

Questa tendenza cominciata alla fine del 2014 ha continuato la sua ascesa anche nel 2015, la stessa Abi, l’associazione che rappresenta gli istituti di credito, ha dichiarato che nel primo trimestre del 2015 sono stati registrati prestiti in aumento alle imprese, ma anche alle famiglie.

Questo segno positivo per le banche, presenta chiari segni di difficoltà per le imprese, che sono costrette a fronteggiare nuovi costi e spese in più, nonostante gli utili e i guadagni non siano in aumento e in certi casi, purtroppo anche in calo.

Un dato positivo è dato dai tassi d’interesse, che rispetto al passato sono più bassi, parliamo di un tasso medio storico importante che tocca il 3,5%, un dato comunque positivo che fa ben sperare per il futuro, anche per le imprese, che in questo momento sono sovraccaricate di spese e prestiti, ma fanno sperare nel futuro.

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