Drago d’oro, ecco i migliori videogiochi in Italia

Durante una cerimonia tenutasi poco tempo fa al Guido Reni District, a Roma, dinanzi al Maxxi, sono stati consegnati gli Oscar italiani per i videogiochi. Una cerimonia che non ha riservato grandissime sorprese, visto e considerato che Fifa 17 si è confermato il titolo più venduto in un mercato, quello italiano, particolarmente affezionato al mondo dei videogiochi ludici, e visto e considerato che il videogioco dell’anno è stato Final Fantasy XV, ultimo episodio di una saga targata Square Enix, piuttosto “particolare” per gli appassionati della serie: forse più occidentale rispetto agli episodi precedenti, ha richiesto investimenti plurimilionari e una produzione lunga dieci anni.

Ad ogni modo, non mancano certamente altri premi degni di nota. Ricordiamo per esempio come il titolo di videogioco più innovativo sia andato a Batman: Arkham Knight Vr, mentre il premio per la migliore app è andato senza sorprese a Pokemon Go. Il miglior gioco Indie è andato a Inside. Due titoli sui quali alcuni analisti avevano scommesso con particolare entusiasmo, come Uncharted 4 e Overwatch, si sono invece dovuti accontentare di premi minori, come quello – rispettivamente – di migliore grafica e migliore gameplay. Infine, il Drago d’Oro italiano, una speciale menzione dedicata ai prodotti di intrattenimento che sono stati realizzati nel nostro Paese, è stato vinto da Redout, della 34Big Things.

Per quanto concerne invece la qualità della cerimonia, occorre ricordare come quest’anno, ancor più dello scorso anno, l’evento si sia arricchito di alcuni particolari punti di attenzione, come la partecipazione di diversi ospiti internazionali tra cui uno degli autori più acclamati di videogiochi, come Fumito Ueda, a cui si devono alcuni videogiochi di grandissimo successo come Ico e Shadow of the Colussus. A Ueda si deve naturalmente anche The Last Guardian, che dopo anni di attesa (e qualche scoraggiamento, tanto che alcuni pessimisti pensavano che il titolo potesse oramai essere messo in archivio definitivamente) è finalmente arrivato sulle console. Quanto basta per permettere a Ueda di tornare alla ribalta e ottenere il Drago d’oro alla carriera.

L’occasione è stata naturalmente utile anche per fare il punto sull’industria dei videogiochi, un comparto sempre più importante nel nostro Paese e sempre più in grado di abbracciare un target di utenti sempre più ampio e sempre più eterogeneo. L’appuntamento è ora al nuovo Drago d’oro, per l’edizione 2018. Nella quale, siamo certi, la carne al fuoco non mancherà di certo!

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