Cosa fare in caso di intossicazione da funghi

Saper riconoscere come si manifesta l’intossicazione da funghi può essere molto importante per aver salva la vita ed evitare pregiudizi definitivi sulla propria salute. Ma come fare?

Anzitutto, ricordate che l’intossicazione da funghi comincia quasi sempre con la nausea, seguita da dolori addominali e vomito. Solo in un secondo momento arrivano ondate di altri sintomi, come ad esempio la diarrea, in certi casi accompagnata da sudorazione abbondante o addirittura allucinazioni.

Come detto, il problema è talmente comune e potenzialmente pericoloso che sarebbe bene assumere la dovuta confidenza. “Secondo le nostre stime i casi sono almeno il 30% in più rispetto a quelli segnalati perché spesso sono coinvolti anche gli altri commensali” – afferma in merito la dottoressa Francesca Assisi del Centro Antiveleni dell’ospedale Niguarda di Milano.

Dunque, imparare a riconoscere un’intossicazione – lo ricordiamo anche in questa sede – può salvare la vita. E, soprattutto, conviene farlo con particolare tempestività, agendo nei frangenti più importanti, considerando che più ore passano tra l’ingestione dei funghi e la comparsa dei sintomi, più alta è la probabilità che l’intossicazione sia grave.

In particolare, proseguiva la dottoressa Assisi, nelle forme lievi, in cui il rischio di vita è basso o inesistente, i problemi gastrointestinali si presentano tra 30 minuti e 4-5 ore dopo aver mangiato i funghi. In quelle gravi, potenzialmente mortali, i sintomi compaiono dopo 6-20 ore.

Guai dunque ad aspettare, nella speranza che “passi”. Meglio agire subito, poichè prima si eliminano le tossine e più possibilità si hanno di ridurre i danni. Quando si avvertono i sintomi di cui sopra, occorre recarsi immediatamente dal medico o dalla guardia medica, che andrà a prescrivere un antiemetico per bloccare nausea e vomito, e un antidiarroico contro la diarrea. Se lo ritiene opportuno, farà altresì prendere del carbone vegetale. E in 24-48 ore di norma, in caso di intossicazione non grave, si ritorna in forma.

Se invece l’intossicazione è grave, il rischio è più alto. Meglio correre al pronto soccorso e portare i residui dei funghi consumati (cotti e crudi), così il micologo potrà accertare le specie tossiche ingerite. Guai infine al fai-da-te nella raccolta funghi: il periodo è sicuramente ottimo e invitante, ma è meglio non fidarsi mai della propria esperienza, poichè i rischi – anche per i cercatori di funghi provetti – sono sempre particolarmente elevati, e le conseguenze piuttosto drammatiche.

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