Come funziona Clear, l’app che cancella il nostro passato

social network

Se avete un passato che volete dimenticare, poichè ben poco glorioso per la vostra “nuova” immagine, una mano d’aiuto potrebbe essere rappresentata da Clear, un’app nata proprio per cercare di cancellare il passato dai social network e ricostituire pertanto una nuova immagine digitale. Una frase o una foto imbarazzante potrebbero dunque diventare uno sbiadito ricordo che non nuocerà alle vostre nuove relazioni personali o professionali. Ma come funziona?

A spiegarlo è lo stesso Ethan Czahor, il creatore dell’app, in grado di vivere una disavventura in prima persona, piuttosto emblematica: assunto come CTO nello staff dell’ex governatore della Florida, il repubblicano Jeff Bush, è stato licenziato dopo appena due giorni perchè i media avevano scoperto alcuni vecchi tweet e post sul suo blog, poco corretti nei confronti degli omosessuali.

“Dopo il college ero andato ad Hollywood per studiare improvvisazione teatrale. Usavo Twitter per testare i miei sketch, si trattava prevalentemente di contenuti umoristici indirizzati alla mia cerchia di amici. Dopo aver cambiato carriera e ottenuto finalmente il lavoro dei miei sogni questi contenuti sono stati decontestualizzati per farmi apparire la persona che non sono, un’operazione che mi è costata la carriera. Ho creato Clear per far sì che questo non avvenga mai più a nessuno” – ha dichiarato il giovane Ethan alla stampa americana, introducendo le caratteristiche principali della propria app.

A proposito, il software è ancora in fase sperimentale ma, stando ai rumors, starebbe fornendo ottimi risultati per poter individuare i contenuti ritenuti offensivi o a rischio, disseminati nel corso degli anni sui social network. Il suo utilizzo può essere liberamente personalizzato sulla base di parole chiave o altri elementi ancora.

Una volta avviata l’app, Clear fornirà come responso l’elenco dei tweet e dei post incriminati, proponendo dunque la cancellazione. Non solo: Clear fa anche un passo in avanti, fornendo una sorta di rating di affidabilità degli utenti su un singolo social network.

“La mia generazione è la prima ad avere tutta la vita on-line. Quello che è successo a me può avvenire a chiunque, in ogni campo. Quello che hai scritto con leggerezza, magari 10 anni fa, resta sul web e può essere usato in futuro contro di te” – ha concluso il giovane sviluppatore. Che, magari, spera ora di tramutare il suo flop professionale alle dipendenze di Bush in una nuova opportunità di carriera.

You can leave a response, or trackback from your own site.

Leave a Reply