Carie dentale: potrebbe essere colpa degli ormoni

La prossima volta che andate dal dentista per una carie, provate a parlarne con lui: a volte tali patologie dentali non sono solo colpa di una cattiva igiene, con spazzolino, dentifricio e filo interdentale che vengono usati poco o male. Potrebbe infatti trattarsi anche di una determinante ormonale che, come intuibile, non deve essere utilizzata come abili per il mantenimento di una cattiva igiene orale!

In particolare, n recente studio condotto da Ralph Steinman e John Leonora, ricercatori statunitensi, avrebbe dimostrato che che quello delle carie ricorrenti è anche un problema sistemico, che va oltre la cattiva igiene orale. “Occorre sapere che esiste un asse neuroendocrino, formato da due ghiandole che dialogano costantemente tra loro: l’ipotalamo, situato nel cervello, e la parotide, localizzata davanti e sotto l’orecchio” – ricorda sul settimanale StarBene Salvatore Bardaro, docente di medicina integrata all’università di Siena e Pavia – “Quest’ultima, controllata dall’ipotalamo, non solo regola la qualità e la quantità della saliva, ma secerne anche un ormone, chiamato parotina, che svolge un ruolo protettivo per i denti. Stimola, infatti, il fluido dentinale, il nutriente naturale che viene secreto dalle cellule interne alla polpa dentale. Trasportato verso la superficie esterna, questo fuido rinforza la dentina e lo smalto. Ma basta che il dialogo tra l’ipotalamo e la parotide si inceppi per avere una diminuzione della parotina e dei meccanismi di difesa preposti dalla natura”.

Dunque, per poter comprendere quali siano le cause delle carie, meglio ampliare lo spettro potenziale delle determinanti. Lo stress cronico, ad esempio, conduce a un incremento dei livelli di cortisolo, un ormone che fa funzionare meno l’asse di cui lo specialista sopra faceva riferimento. I segnali inviati dall’ipotalamo alla ghiandola parotidea sono discontinui, e lo smalto punta a essere più debole, con conseguente maggiore esposizione ai batteri responsabili della carie.

Non solo: attenzione anche ai carboidrati. Il consumo eccessivo di sostanze come i dolci, la pizza e la pasta, incrementa i livelli di insulina e abbassa la concentrazione dei linfociti, che rappresentano le principali cellule di difesa all’interno del cavo orale. Dunque, anche se si lavano bene i denti dopo i pasti, si corre comunque il rischio di esporre la propria igiene orale a minacce particolarmente significative.

Attenzione, però: lo scenario ormonale non potrà essere addotto come scusa per non usare filo interdentale & co. con regolarità!

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