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Sulla rena ingorda di gialla sete
la voce dell'onda batte il ritmo ad ogni risveglio
di fossile tra i grani, come chiaro petalo di rosa.
Però l'onda non conta il tempo
né sfoglia l'ordine
di ciò che in puntuale cadenza e in forma indeterminabile
viene deposto e risorge.
Sulla rena disponibile ad ogni violenta assorbenza
la mano dell'onda spinge l'orgasmo estremo
dell'uomo che fluttuò prigioniero di alghe alla deriva.
E non trattiene l'eternità del moto.
Sulla rena gonfia di membra marine disfatte
il cuore dell'onda diventa fiore di schiuma
per simulacri di stele al fondo caduti.
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