La rosea dolcezza del sole ai confini
del nero tabernacolo
non si pone al senso della nuova sfera.
E' declino indifferente,
perdita senza dolore, attesa
di fantasmi rapiti in sconvolti sudari.
Le confuse corone del cemento
e della forza tracciante le linee del bitume
forgiano altri giorni dagli occhi stanchi
nelle luci che vacillano
e vortici di verità mai fusi ai cerchi del silenzio.
Ogni impulso all'orgasmo riapre labbra violacee,
esegue il ballo del sangue
su foglie di palma sfibrate, quasi violenza alla terra
in un letto di buio tenace.
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