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In ogni campana batte un martello
di fuoco
per il ritorno delle anime alle origini.
Ma la nostra catarsi avviene nelle
scalpellature
di ogni giorno,
segna una seduta nei suoi termini
ogni giorno,
all'aria compressa dallo zolfo e dai fossili
di quelli che a noi hanno consegnato
di svolgere la stessa storia
sul sale dei calanchi a squame,
all'ascitico ventre dell'inedia dagli occhi infossati,
alla disposizione ultima
delle labbra ormai prive di saliva.
La nostra catarsi sgorga
dalle case dell'avvilente rassegnazione, dove si ricompone
il corpo esploso tra le macchie del lentisco,
dal sesso violentato della bimba in agonia
cui vano
è stato per pietà tenderci dolcissime mani
per continuare un sogno di fiore appena germogliato,
dal vortice di cenere che dai campi
ossessivamente ululando
s'innalza.
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