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Forse, in bui cimiteri o grandi oceani del cielo
a infinito affaticamento, a definitiva perdita dell’essere
sprofondano moltitudini di stelle.
Inutilmente, quando ci accieca la notte
e fiumi di tristezze paurose infiammano le vene,
quella che fu nostra per scelta cerchiamo.
Così, questo grumo di terra del sud
che ci appartiene e in muta radice e ingiallito costone
consuma: è già una stella che langue,
così povera e appena tremante
sul filo dell’estremo orizzonte.
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