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L’idea di ogni racconto mi è
venuta da notizie riportate da giornali in un rettangolino, forse
non diversamente utilizzabile, di pagina interna.
Ad episodi come questi dei racconti si dedica uno spazio più piccolo
di una manchette pubblicitaria - se pure -, evidentemente perché si
crede che non abbiano alcuna importanza nella direzione con ogni
mezzo perseguita dal sistema. Al contrario della necessità di dargli
quel risalto che spinga alla messa in atto di un progetto che spezzi
la catena dell’abbandono.
Ma anche la letteratura se ne occupa poco o niente.
Partendo dai pochi dati, veri, ne ho immaginato il retroterra
immerso di proposito nella realtà di un lembo di terra che io ben
conosco nella sua sofferenza.
Ma la sfera di comportamento e di linguaggio, di luoghi sterili di
vita, appartiene ad uno spazio geografico assai più ampio.
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