POESIA /
VALERIA SEROFILLI
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Poesie inedite
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Resoconto
(In morte di Mario Luzi)
L’eredità non so del mio strano rapporto
con la vita o meglio / il suo diporto
Ora / altro poco conta, caro
né più né meno di come ti ricordo
Col vivere si versa / al vivere un acconto
ma sempre infine ti si riversa il conto
in scomodo ritardo, prolisso contrattempo
Fili di carrucola dipanano
strane circostanze / meccanismi
ricordi a branchi / brancolano il buio
ed io qui in attesa di dire / cosa? -
Quello che è stato, o quel ch’essere poteva?
Qui con i miei fantasmi (a) tracimare
sciogliendo il giusto, il vero dal superfluo
scandagliandone il ritmo ed il meandro
scindendo l’essere dal non
/ l’ora dal quando
Lo strano riversarsi / lo strasogno
tra annichilimento e resoconto / catarsi
a summa del percorso,
quel tuo darsi – strano a dirsi – in fogli sparsi
aspersi di consenso, di non detto
Discorsi – quanti, (ricordi?) – sui corsi e sui ricorsi
il pessimismo / bicchiere mezzo vuoto
l’ottimismo, se è bicchiere mezzo pieno
l’altra metà è fine del sentiero
Ed ora qui a riflettere se è vero
se esista un senso al verso del pensiero
o se tutto è già scritto falso e vero
Se è nel libro che ti addossi contro
in quel palmo riverso / nascita e mescita
rimescolìo d’intenti / fraintendimenti
E noi assuefatti (ad) ossigeno e certezze
in bilico tra un sé stessi e il niente…
Se potessi al vivere
non dover mai / dare un resoconto!
Segmento di lucertola
Non dichiarano poetiche – dici
i poeti veri
Si dimena / il loro fare, segmento di lucertola
in vortice eterno / eterno movimento
all’unisono col pensiero / oltre
il tormento, (tormentato canto)
Lucertola in segmento, la poetica
mulinello d’idee / forza centripeta
che genera catarsi, sacrificio funzionale
alla rinascita
Staccata coda che rinasce
reincarnato incanto / metamorfosi a oltranza
E alla lucertola al sole / non rincresce
di avere della coda solo un mozzicone
perché tanto sa che le ricresce
punto oltre da sé, da cui diparte / obbligato
distanziamento che ne accresce
la nostalgia di muro:
prezzo che è ben valso il suo futuro.
Ebbra
Ora tu qui / alchemica mistura
ed il pallore si farà dunque rubino
fecondo di ebrezza e dolci attese
paghe di amplessi e di sorprese
Nata appena / come d’uva il mosto
Appena sorta / com’alba da tramonto
Schiusa / pistillo da corolla:
liquida / com’acqua di sorgente
Tempo è di berci / chimerico piacere
tempo è di sorsi, aliti ed essenze:
il tuo fiato da noi trasfonde
e si alimenta
e ne accresce l’orlo e lo trabocca
Vendemmia di pelle / occhi negli occhi
Se è tutto inganno
inganno sia
perché è questo
il più dolce annegamento!
© Valeria Serofilli
Commento ai testi
di Maria Giovanna Missaggia
Dei tanti, tantissimi scrittori di versi che affollano sia le pagine
a stampa che quelle elettroniche, in una sinfonia vastissima e
frastornante di voci, i versi di Valeria Serofilli ricordano il
suono di un diapason che fissi la misura, il “senso del verso”, per
l’appunto, ossia la sua ragion d’essere e, per così dire, la
direzione del suo moto, ossia i punti cardinali verso cui risulti
oggi possibile orientare la ricerca poetica.
Questo carattere ragionativo-inquisitorio emerge dalla tessitura dei
testi che si fonda sul rincorrersi di sempre nuove, e via, via più
articolate definizioni dello spunto di origine, come un ampliarsi
della riflessione poetica per mezzo di successive puntualizzazioni,
sfaccettature, approfondimenti su un tema d’avvio, secondo una
struttura a cerchi concentrici (e non a caso una tra le più belle
liriche della Serofilli, che dà il nome ad una intera raccolta, si
intitola “Chiedo i cerchi”).
Ma questa sorta di accanimento definitorio non si esprime per mezzo
di un linguaggio geometrico e lineare, bensì sceglie la forma più
difficile e improbabile per svolgere un ragionamento, ossia quella
dei legami analogici tra la realtà che si vuol descrivere ed una
serie di immagini che si sviluppano in successione e scaturiscono
l’una dall'altra, secondo una strutture a climax..
È
come se il “senso del verso” si sdoppiasse: da un lato l’indagine
ragionativa, dall’altro una creazione ininterrotta e multiforme di
piani della realtà ognuno dei quali riflette l’oggetto indagato, lo
trasforma e ne suggerisce nuovi potenziali significati.
In questo senso l’inserzione dei richiami più o meno espliciti a
Montale che la stessa autrice segnala (Fili di carrucola
dipanano/ strane circostanze - "Resoconto") mi
sembra abbia una funzione ben diversa da quella dell’usuale
ammiccamento letterario, o di un senhal posto ad esprimere il
proprio debito intellettuale verso un modello poetico: è invece uno
specchio aggiuntivo, sovrapposto ai molti altri creati dall'autrice,
e che, come gli altri, riflette l’idea o l’immagine che è al centro
della ricerca, ed in parte la spiega, in parte la deforma, rendendo
necessario un nuovo tentativo di definirla. Questo, credo, spieghi
anche i rimandi interni ai testi della stessa autrice che è
possibile trovare nelle sue raccolte poetiche.
Quanto alle analogie cui è affidato il compito di estrinsecare la
vera sostanza delle nostre esperienze, esse hanno la natura
rutilante, la musicalità sonora e la capacità di ramificarsi
ininterrottamente che hanno gli slittamenti analogici della poesia
barocca. Sebbene il Barocco non costituisca uno dei riferimenti
intenzionali di Valeria Serofilli, è innegabile che esso sia un
tratto connaturato alla sua sensibilità, come dimostra la struttura
dei suoi testi nei quali uno stesso dato della realtà subisce
continue metamorfosi per mezzo di successive metafore, ognuna delle
quali sembra essere quella che definitivamente imprigiona l’essenza
stessa della cosa descritta, mentre è solo un nuovo punto di avvio
da cui si dipartono altre trasfigurazioni (“Nata appena / come
d’uva il mosto/ Appena sorta / com’alba da tramonto /Schiusa /
pistillo da corolla:/ liquida / com’acqua di sorgente” -
"Ebbra"). Barocco è anche un ulteriore elemento che
caratterizza i versi della Serofilli e che non saprei come definire
se non come una sorta di sensuale esuberanza verbale: sequenze
allitteranti e paronomasie producono echi e risonanze interne che
complicano ed arricchiscono i suoni fino a riprodurre sul piano
della musicalità l’intensità delle sensazioni descritte (“Col
vivere si versa / al vivere un acconto/ ma sempre infine ti si
riversa il conto/ in scomodo ritardo, prolisso contrattempo”; “quel
tuo darsi – strano a dirsi – in fogli sparsi/ aspersi di consenso,
di non detto. /Discorsi – quanti, (ricordi?) – sui corsi e sui
ricorsi” - "Resoconto").
Significativa, infine, è la naturalezza con cui all’interno di
questi accorgimenti tecnici viene accolta una sostanza umana viva e
bruciante: "Resoconto" è il solitario colloquio con un
maestro scomparso, ma è anche il dialogo, colto con straordinaria
immediatezza, che ogni uomo ha con se stesso (“ricordi a
branchi / brancolano il buio/ ed io qui in attesa di dire / cosa? -”;
“Discorsi – quanti, (ricordi?) – sui corsi e sui ricorsi/ il
pessimismo / bicchiere mezzo vuoto/ l’ottimismo, se è bicchiere
mezzo pieno/ l’altra metà è fine del sentiero”).
© Maria
Giovanna Missaggia
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Note biobibliografiche di Valeria
Serofilli
Valeria Serofilli insegna Lettere
presso gli Istituti d’istruzione secondaria. Come operatrice
culturale è Presidente del Premio Nazionale di Poesia “Astrolabio”,
nella giuria di altri premi letterari e organizzatrice degli
incontri letterari presso il Caffè storico dell’Ussero sul lungarno
pisano. È curatrice della collana “Passi - Poesia, I libri
dell’Astrolabio” per la Puntoacapo Editrice di Novi Ligure.
È autrice di poesia, saggistica e testi di prosa, tra cui racconti
brevi, (alcuni inseriti in Pisanthology della collana antologica di
Perrone editore, e già vincitrici del Castelfiorentino 2007), nonché
racconti per ragazzi raccolti in Comete per la coda (uno dei quali
finalista premio Teramo 2005).
In qualità di saggista ha pubblicato il volume I Gigli di Nola,
pp. 254, Rotary Club, Nola – Pomigliano d’Arco, 1993 di cui uno
stralcio è stato inserito nel testo Tra pietra e cielo edito dalla
Pro loco di Massarosa (Lucca, 2005); sua opera prima di poesia è
Acini d’Anima (Pisangrafica, Pisa, 2000), vincitrice del
Premio Astrolabio 2000, sez. poesia, poi rilevato, rinnovato e
presieduto dall’autrice; sempre in poesia ha pubblicato Tela
di Eràto, (Sovera Multimedia, Roma, 2002) nella Collana “La
Fronda Peneia”, con nota critica di Giorgio Bàrberi Squarotti;
Fedro rivisitato (Ed. Bastogi, Foggia 2004), collana di
poesia “Il Capricorno”, curata da Maria Grazia Lenisa, con
prefazione di Dino Carlesi e nota critica di Giorgio Bàrberi
Squarotti; il cofanetto libro con audiolibro Nel senso del
verso (Ed. ETS, Pisa 2006), contenitore multimediale che
comprende un estratto delle varie raccolte poetiche dell’autrice e
nuove poesie, recitate e interpretate liricamente, con
accompagnamento musicale al pianoforte e clarino, rappresentato al
Teatro Verdi di Pisa in forma di spettacolo; Chiedo i cerchi
(puntoacapo Editrice, Novi Ligure, 2008); Nel senso del verso -
Nuovo Volume (Leonida Edizioni, Reggio Calabria 2009), opera
vincitrice del Premio Gaetano Cingari 2008; Premio Astrolabio 2008,
Antologia (puntoacapo Editrice, Novi Ligure 2009).
Collabora con la rivista di poesia, arte e filosofia La Mosca
di Milano e autrice di recensioni per volumi di poesia, arte
e saggistica per altre riviste nazionali fra le quali
Pomezia-Notizie, Il Laboratorio del Segnalibro
(Roma), Il Convivio (CT) e Alla Bottega
(MI) e internazionali quali Gradiva Publication
(Rivista Internazionale di Poesia Italiana dell’Università dello
Stato di New York), di Luigi Fontanella.
Pubblica note di lettura anche su riviste telematiche. In
particolare Vico Acitillo 124-Poetry Wave,
www.vicoacitillo.it,
curata da Antonio Spagnuolo e Emilio Piccolo e Literary,
www.literary.it, diretta da
Giampietro Tonòn. È socia e collaboratrice del Gruppo Internazionale
di Lettura di Pisa, a suo tempo fondato dalla scrittrice pisana
Renata Giambene.
Suoi testi, in particolare il lavoro multimediale Nel senso del
verso e lo studio storicofolkloristico I Gigli di Nola, la cui
documentazione è conservata presso gli archivi del Museo
Etnomusicale di Nola in seguito al gemellaggio tra le città di Pisa
e di Nola, sono stati presentati in vari teatri fra cui il Verdi di
Pisa, e in sedi quali la Sala Baleari del Comune di Pisa e Palazzo
Panciatici di Firenze, al Rotary Club di Nola e in Caffè letterari
quali “Le Giubbe Rosse” di Firenze e “Il Caffè dell’Ussero” di Pisa.
Sue liriche sono state tradotte in inglese, francese, spagnolo,
giapponese e recitate in sedi quali la Cattedrale di Tokio in
occasione della Festa dell’Assunta. Alcune varianti poetiche
dell’autrice, richieste dal Centro di Documentazione sulla Poesia
Contemporanea Lorenzo Montano, sono depositate presso la Biblioteca
Civica di Verona. È inserita in Letteratura Italiana dal
secondo Novecento ad oggi (Bastogi, Foggia 2007, vol. 1) e
in numerose antologie e riviste italiane e straniere fra cui
Gradiva, Lo Scorpione Letterario diretto da
Antonia Arslan, La Clessidra (Novi Ligure), il
quotidiano Il denaro di Napoli, con pubblicazione di
singoli testi poetici in siti che si occupano di poesia quali
Poiein, Modulazioni di Franco Santamaria e nel
sito di Samuele Editore nonché in numerosi blog fra cui
Dedalus di Ivano Mugnaini, Viadellebelledonne
di Antonella Pizzo, Borgolibrario, Liquida.
Suoi testi editi e inediti sono stati premiati o segnalati in
concorsi nazionali (Premio “Montano”, “Alessandro Tassoni” “Città di
Tortona”, “Cinque Terre”, “Città di Pompei” e altri) e
internazionali fra cui il Fiur’lini (l’Aia, Olanda, dell’associaz.
culturale Forum) e letti e commentati all’interno delle trasmissioni
radiofoniche di Toscana Classica, Radio Alma di Bruxelles nella
rubrica culturale La Tela Sonora e televisive quali “L’Impallato” e
“Luci della Città” dell’emittente 50Canale, visibili anche sul
canale 897 di Sky e “Arcobaleno” di Telegranducato.
Fra i critici e autori che hanno presieduto giurie in cui sono stati
premiati suoi testi o hanno scritto note e commenti sui suoi lavori
ricordiamo Sandro Angelucci, Luigi Blasucci, Lia Bronzi, Alberto
Caramella, Dino Carlesi, Igino Creati, Mauro Ferrari, Luigi
Fontanella, Giuliano Ladolfi, Paola Lucarini Poggi, Lorenzo Fort,
Maria Grazia Lenisa, Dante Maffia, Marco Marchi, Pasquale Matrone,
Ivano Mugnaini, Aldo Onorati, Floriano Romboli, Paolo Ruffilli,
Andrea Salvini, Franco Santamaria, Maria Luisa Spaziani, Giorgio
Bàrberi Squarotti, Ciro Vitiello.
http://www.valeriaserofilli.it/
Valeria Serofilli, da
"La parola
e la cura/Amalgama" Valeria Serofilli,
Nota critica a
"Radici Perdute" di F. Santamaria
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