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INTIMO PENSIERO
Ho freddo. Ho scheggiato il
cuore.
Col merlo che mi strappa il sole,
col martello che picchia contro vento...
Madonna in veli di strazio,
bitume che avanza lento,
sentinella fragile...
farfalla scura...
Volevo tenerezza!
Ma non ha sguardi,
il viandante,
nè petali e candore!
ALL'ULTIMO BIVIO
Quello strascico verdognolo,
stanotte, tirato proprio a forza nella tana,
annuiva agli scheletri,
alle "assenze", alle luride bambole
sgozzate....
Ma dov'era l'ardore del tuo canto?
Goccia a goccia, a svuotare
il pozzo, il finto oceano...
la barbarie...
Ma dov'era la bellezza della Notte?
Prestigiatore, al ritmo dei mutati venti,
grillo e murena...cannibale...impostore...
Ma dov'era la bella strada
del tuo Amore?
(Il sogno impavido, il furore?)
Ho respirato a singhiozzi.
Con la Luna che mi porgeva
cento canti
e la spinta insulsa...a rimanere!
A rimestare col mio sguardo
il "fuori" e il niente.
Senza fuoco e "conoscenza"!
AVVINTA
Frantoio, (d'uva o di pazienza?),
questo corpo scuce le viole...
Ah, anima gemente,
rendimi la lava e la cenere!
Stoppa di campo e di bellezze...
Bruciami...
al tramonto...all'alba...
e di tenerezze strizzami
e inondami
e masticami
coi germi di lucida avarizia...
Baciami...
Alitando sulla mia schiena
come stelo di ginestra
incollato alla luna...
Abbracciami...
Ho petali di sentimento
alle mia gola...
Ingoiami...
Ho morbidezze da vendere
baci da diffondere
perle d'anima
da urlarti - silenziosa-
...e avvinta...
© Sandra Cervone |