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Roberto Piperno, saggista, poeta

FRANCO SANTAMARIA

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SALA DEGLI OSPITI

 

POESIA / ROBERTO PIPERNO


da “Esseri”

Roberto Piperno, Esseri_poesie

Roberto Piperno
ESSERI, poesie
Prefazione di David Meghnagi
Edizioni Istituto Italiano di Cultura, Napoli 2010
ISBN 88-89203-50-1, pp.120, € 15,00

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Tel. 06 5884097 - info@bibli.it www.bibli.it

 

Bollinoblu

Bello
                                                         Bollino Blu
Blu
                                                           Blu
                                                                Blu
che garantisci
una vita più sicura
nel respiro pulito un po’di più
senza contanti dell’ultima ora
che rassicuri la nostra paura
più nascosta
di una voce rauca senza più
speranza

bollinobollino
bollinoblu
come bolla azzurra del mare
quando si nuota più a fondo
tra scogli e pesci
circoscritti da nomi estranei
e ancora memori della comune subacquea
unica origine di ogni vivente

bolla bolla crescente
dal fondo del vulcano
che ci ha partorito e poi
le bolle blu ci hanno fatto
risalire dal mare
per poter finalmente guardare
il sole guardiano
del vivente calore
che ci massaggia il volto
accarezzato dalle bollicine
che a volte emissioniamo dalle bocche
socchiuse nel dormiveglia
quando ogni sogno è ancora bolla
illuminata nella mente
prima della parola
e ci tiene vivi nel sonno

Bello bollino blu
che balli con noi
e ci proteggi al controllo
del passaggio del ponte di ferro
sul fiume Tiber
che sotto ancora canta
gorgogliando
nonostante le buste plasticate
che ne velano il fondo
facendosi spazio
tra le terre slabbrate
fino alla foce nel mare
utero della vita.

Blu  Blu  Blu
bl  bl  bl  bl  bl
balla
bollino Blu
u u u u u


Giorni

Ci sono giorni quando
la luce si spegne
prima che faccia giorno
giorni che non hanno suoni
neppure echi lontani di ricordi
né sussulti
per improvvisi rischi
di scontri senza fine
quando nessun incontro
è uno scambio al presente
e il rito della morte si ripete
e accantona per maggiore efficienza
il gusto di sentirsi allegri
magari anche felici.

Poi mi giro e guardo
quell’orologio antico appeso al muro
ricaricato ogni settimana
che conta in numeri netti
il percorso di desideri assetati
di esistenza
la gioia d’essere ancora vivo
oltre i numeri fissi dell’età

e ricordo Giuseppe
quando la luce di sguincio traghettava
l’alba in ascesa tra i rami rinfogliati
lasciato solo
in fondo al pozzo
da fratelli accesi d’invidia e gelosia
senza poter uscire
alla ricerca di pascoli nuovi
nel gusto della vita per gli agnelli.

Sarà possibile un atto di clemenza
come i fratelli scesi
a patto con la morte
per restituire una possibile risalita
al passaggio verso un’alba nuova?


P a ( r ) o l a

P p p p
          a
             oh oh oh
                     la la lallaby
Pa ( r )ola
sonorità segregata più in fondo
in antichi animali
per ritrovarsi insieme
lanciano suoni nascosti
e poi parole trasmesse
dalle sole corde vocali
che vibrano
anche se la bocca è chiusa
e a labbra aperte saltellano veloci quasi allegre
                                                        di lasciarsi andare
fuori del silenzio

                               ed ora tutti i suoni della parola
vvviibbbrrraanooo già
oltre le corde
risuonano nella mente volta a volta
senza il dizionario
e con significati nascosti ed essenziali
ad ogni suono della voce composta
                            e si susseguono in maniera imprevista
ogni volta
con combinazioni diverse e più segrete
di cui non si ha la chiave dei lucchetti

va Parola
a suscitare sensi più vivi
tanto più  attivi  articolati  complementari
della più ristretta definizione del maestro elementare

e non si dice Paola due volte
con la stessa combinazione
di sonorità e di pensiero.


Teatro comico

Chi sa se questa sera
riderò
arreso all’inevitabile contrasto
tra ciò che sembra e ciò che è

una risata vera
che scoppi
la tristezza accumulata nella ricerca
di troppe certezze

un’esplosione di vivacità
che cambi nuovamente
il volto irrigidito nel corruccio
di una vita spesa nel rimpianto.


La poesia

La poesia
sempre per vedere
ciò che è nascosto oltre il primo sguardo
dietro il volto
il paesaggio
la luna
il pesce che si aggira sul fondo
la donna che gioca a dire donna
gli scontri che dominano gli uomini
i bambini che ridono imprevisti

per togliere l’ombra
o il troppo sole che abbacina
e vela ciò che è di più profondo
nel passaggio

per rendere i limoni
nascosti nel cortile
a me
a te
accessibili a tutti.

© Roberto Piperno, da “Esseri”

Il libro
Prefazione di David Meghnagi:

Quando Roberto Piperno mi ha chiesto se ero disponibile a scrivere una prefazione alle sue poesie, ho accettato con piacere. Molte le avevo già lette. Ma altro è leggerle in sequenza sullo sfondo del tempo e degli eventi che hanno portato alla decisione dell’autore di scrivere.

Suddivisa in tre sezioni la raccolta scandisce un percorso umano e ideale di aspetti diversi dell’esistenza: l’essere nel mondo (“Siamo”), l’impegno culturale e politico (“Nei conflitti”) e la ricerca di un senso alla vita e al mondo (“Tra i passaggi”).

Le poesie affrontano gli argomenti più diversi: l’avvelenamento delle grandi città, i micro conflitti, il razzismo e l’antisemitismo vecchio e nuovo, internet, le paure più ancestrali, l’amore per la vita e per il mondo, la speranza. Ma pur nella vastità dei temi toccati, segno di un impegno civile costante, la raccolta è attraversata da un fiume carsico fatto di memorie individuali e collettive, che per quanto trattenute non cessano di chiedere ascolto e quando l’autore vi si arrende forniscono le vette più alte di senso e di poesia.

Memoria, ricordi, testimonianza e sentimento della responsabilità sono l’elemento conduttore che rendono possibile l’apertura di una finestra sul mondo. Il dolore che promana in “Siamo memoria”, in “Ricordi” e in “Testimoni” con la loro eco di angosce ravvivate dalla violenza e dalla cattiveria del mondo, sono solo parzialmente sciolte nella rievocazione dell’esodo (“Mosè ricorda Pesach”).

Dare un nome al dolore è parte di un processo profondo con cui le generazioni ristabiliscono un contatto con le generazioni che le hanno preceduto, curano il passato ed entrano attraverso una porta stretta verso il futuro.

Sotto questo aspetto la poesia ha una funzione terapeutica. Mette in contatto fra loro le parti interne e queste con il mondo esterno.

Nella Bibbia il termine davar è utilizzato per rappresentare il processo creativo con cui la Divinità dà vita al mondo facendolo uscire dal caos primigenio. Le parole sono nella Bibbia anche azioni. E come tali sono da intendersi le parole del poeta.

Forse per questo anche la parola ebraica davar, che significa allo stesso tempo parola e azione, rimanda a midbar che significa deserto. Prendendo corpo a contatto col dolore più profondo, la parola riapre un varco alla speranza.

L’augurio più grande che si possa fare a chi scrive poesie, è di poterne scrivere altre. è il mio augurio.

L'Autore
Roberto Piperno nasce nel 1938 a Roma, dove vive. Da bambino ha vissuto il terribile periodo delle leggi razziali e delle persecuzioni naziste. Si è laureato in Legge alla Università La Sapienza, con una tesi sul Diritto d’Autore, in parte pubblicata sulla rivista della SIAE. Nella seconda metà degli anni ’50 ha diretto l’Hatikwà, il nuovo giornale della Federazione Giovanile Ebraica. Nel 1964 ha pubblicato “L’antisemitismo moderno” (Ed. Cappelli) con prefazione di Renzo De Felice. Questo libro, aggiornato e integrato, è stato ripubblicato (Ed.Giuntina) nel 2008 con il titolo “Sull’antisemitismo/ con una antologia di scritti antiebraici” prefazione di Walter Veltroni.
Dal 1963 al 1969 ha vissuto a Londra, lavorando prima presso la Performing Right Society e poi in istituti superiori del Comune di Londra come docente di lingua francese e italiana. A Londra ha conseguito un diploma in letteratura inglese. Rientrato a Roma nel 1969, avendo conseguito l’Abilitazione, è stato professore di lingua inglese in Scuole Superiori. Alla fine degli anni settanta è stato trasferito al dipartimento Cultura nella Amministrazione Provinciale di Roma, dove è diventato Dirigente . Dalla metà degli anni ottanta, per venti anni, è stato anche l’esperto nazionale per le Politiche Culturali dell’U.P.I, Unione delle Province d’Italia.
Nell’ambito della attività letteraria, ha collaborato con le associazioni Scrimat e Allegorein, dirette dal Prof. Filippo Bettini. In questo ambito ha partecipato alla realizzazione della trasmissione radiofonica “Poesia per la pace”; alla raccolta poetica “Poesie oltre i confini” sul tema dei rapporti tra popoli e culture diverse; al volume pubblicato in occasione del Giubileo “Roma Patria Comune”; alla installazione di testi poetici nelle strade e nelle piazze di Roma; alla pubblicazione “Il Tevere nella poesia del mondo”. Come principale collaboratore di Filippo Bettini ha curato la ricerca e numerose traduzioni per il Thesaurus, “Sotto il cielo di Roma” (in corso di pubblicazione nella nuova e allargata edizione), con testi di poeti e scrittori di ogni tempo e nazione che parlano di Roma. Inoltre ha collaborato alla realizzazione di “Mediterranea”, Festival intercontinentale della letteratura e delle arti. Nel 2008 per Allegorein ha seguito il “Corso regionale per formatori di Servizio Civile”, curato dall’ASAP, ottenendo l’Attestato di Formatore.
E’ stato membro della giuria di diversi Premi letterari: “Tivoli, Europa Giovani”, “Desideri Preziosi” , “Concorso Teatrale dei Castelli Romani”, ”PoeticaMente Pace” per giovani autori Ha curato, con la traduzione dall’inglese, la prima edizione in italiano del maggiore poeta israeliano vivente Natan Zach, vincitore, con il poeta arabo Adonis, del premio Feronia; del medesimo autore ha tradotto e curato “Confessione gentile”, Edizioni La Luna. Nel 2004,2007,2008 ha promosso e curato con Mario Lunetta la rassegna “Voci della città/Poeti a Roma 1950-2000” (Comune di Roma e Fondazione M.Piazzolla). Nel 2008, nel 2009 e nel 2010 ha realizzato con Rosa Francesca Farina gli incontri “L’Isola dei Poeti”, all’Isola Tiberina del Tevere e nel 2009 il Premio dedicato all’Isola.
Nel 2000 ha pubblicato il volume di poesie “Frattali” (Ed. Manni, prefazione di Mario Lunetta), che raccoglie buona parte della sua produzione poetica degli anni novanta. Nel 2004 ha pubblicato “Al tempo stesso” (Ed.Fermenti, prefazione di Francesco Muzzioli). Nel 2006 ha pubblicato “Sala d’Attesa” (Ed, Campanotto, prefazione di Giuseppe Fasano). Nel 2007 con la poesia “Mosé ricorda Pesah” ha vinto il premio nazionale “I sentieri dell’anima” (Associazione Anna Achmatova, Aquila) , sezione di poesia inedita in lingua italiana a tema religioso. Nel 2009 con la poesia “Bollinoblu” ha vinto il XXIII Premio Internazionale di Poesia e Letteratura “Nuove lettere” dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli, che nel 2010 ha pubblicato il suo quarto libro di poesia “Esseri” (prefazione di David Meghnagi).
Come poeta ha partecipato a numerosi readings e letture pubbliche e ha pubblicato su diverse riviste e antologie di poesia. Inoltre ha partecipato nel 2003 al sesto Festival Internazionale dei Poeti, a Gerusalemme; nel 2004 al Festival Internazionale degli Scrittori a Belgrado; nel 2007 all’ International Poetry Festival, Kritya 2007, a Trivandrum, India e al “Festival di poesia ebraica” a Roma.

 


Roberto Piperno, “Sull’antisemitismo

 

FRANCO SANTAMARIA: LETTERATURA E ARTE
Quando LETTERATURA e ARTE esprimono, metaforicamente, la dura condizione dell'uomo.