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ACQUE PIATTE
In questi giorni al mare, a Grado, è caldo e sento una profonda
stanchezza. Alta è l’inerzia. Se provo a fare qualcosa
mi chiedo perché i pensieri ristagnano così a lungo,
mentre so benissimo tutto quel che ho da fare.
Il mare è sempre piatto e silenzioso.
La pace di un convento francescano sull’isola di Barbana,
o quella analoga a Castagnavizza, di là dal confine, a Nova Gorica,
mi fanno ripensare agli anni persi in un sacco di cose inutili.
Non so dire esattamente se sono più sciocche le giornate di lavoro
O quelle spese nelle innumerevoli faccende di casa –
So però che passo avanti al cimitero del paese tutti i giorni,
che un caffè costa settanta centesimi, anche ottanta
e che qua le scritte sono in tedesco, in friulano e sloveno.
D’altro canto, i baci che mi hai dato in cucina, mentre
sparecchiavo,
e un grazie che ti è uscito dalle labbra, a tavola, dopo il vino
dolce,
mi hanno fatto capire molte cose: che niente è perso
in special modo le nostre parole, i gesti, i sorrisi,
e l’amore regalato a piene mani. E’ poca cosa, lo so, lo sappiamo.
In auto ragionavamo di queste e di tante altre cose,
anche vivere in famiglia è un’impresa
che molti non riescono a sopportare,
io non sopporto i momenti di stanca sulla spiaggia piatta di
Lignano,
camminare a tirare tardi, per prendere un gelato o divertirsi –
io mi diverto al molo, alle otto e mezzo di sera,
o la mattina presto a passeggiare
tutto solo per la spiaggia. Le onde verranno più alte, forse in
un’altra stagione,
spero in quel tempo di esserci ancora.
BRNO
Brno è una bella città nonostante il suo nome, è ospitale;
posta com'è sopra un colle, la strada sale da una piazza
che ha nome Mendlovo Namesti. Passano i tram sui binari,
i veicoli sono lindi e piccoli, si obliterano i biglietti
in una macchinetta, poi ci sediamo e guardiamo fuori dai finestrini.
La sera, in questi giorni d'agosto, è lieve come il balsamo
che mia figlia si è data sui capelli dopo lo shampoo.
Fa ancora caldo ma l'appartamento preso in città
(un'ala intera di un chiostro, si vedono il pozzo e gli alberi
dalle finestre) è fresco, mi viene voglia di niente,
del sole al tramonto, dell'erba umida, di passare le notti
a dormire. Il silenzio che ora sento mi aiuta a sdraiarmi
e allargare le braccia. La lingua ceca è dondolante,
come un telefilm che all'ora di cena riempie il microschermo
della tv portatile. Non c'è di oscuro niente in questo
capoluogo moravo, dai negozi che vendono i polsini per il basket
a una bibita di cola e limone nelle bottiglie di plastica.
Certo non tornerò nella piazzetta dietro la chiesa,
o in quel supermercato in alto a destra, in Piazza dei Cavoli
- uno scorcio mi ricorda il momento in cui ci sedemmo
e ci mettemmo a ridere come matti, come matti.
SILENZI
A Budapest ho visto una catena di profumerie
a basso prezzo, si chiama Rossmann, vendono anche
cancelleria, giocattoli, regali e cassette di musiche popolari -
così anche in Italia hanno iniziato ad apparire
negozietti che vendono ogni cosa a 85 cent.
Mi puoi aprire un poco la finestra? manca l’aria questa sera,
se l’unica maniera per amarti è quella dell’assenza,
è come in una sinfonia di Haydn, i lunghi silenzi
interrompono il battito del mio cuore. Non sono mai
riuscito a capire le cose più importanti. Non so cosa mi prese –
Genova, in questi giorni di novembre appena iniziato, conserva
i colori dell’estate. Quasi è caldo, l’ufficio delle poste è qui
vicino.
L’unica autorità che io riconosca è nei silenzi.
Alle volte, quando parli al telefono, non riesco
ad ascoltare quel che dici. Il tono della voce, il timbro, quel tuo
modo di piangere in silenzio, ecco fa pensare
ai muri pieni di scritte, ai guard-rail, alle dismissioni
del passato, agli scioperi selvaggi di Milano e a quel
tuo alt.
Oggi
credo in questo presente e nel futuro,
negli attimi persi e in quelli vissuti con coloro che
adesso all’ospedale stanno aspettando un’operazione
e il risultato della biopsia. Perché, io mi domando, queste cose -
(c’è troppa confusione in questi tempi selvaggi, dispersi)
era questo che accadeva in quegli anni? gli eventi
più importanti, le occasioni dovranno ancora venire.
QUARTINA
Dopo tre giorni, cara, mi è arrivato
un tuo messaggio al telefono. Mistero!
Questi SMS stanno dentro il cuore
come i fiori sul pero a inizio maggio
QUARTINA DI ALESSANDRINI
Ecco perché ti dico che senza te non posso
andare avanti: è un dono, forse una malattia:
se un giorno non ti vedo o non ti sento, non riesco
a vivere. Questa è vita, non è vita – è vita.
© Paolo Ragni
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Biografia:
Paolo Ragni è nato a Firenze nel
1957. Laureatosi a Siena con una tesi sulle riviste fiorentine del
Primo Novecento, ha esordito nel 1987 con un romanzo storico
“Leggenda per Ognissanti”. Il suo interesse per la storia è durato
vari anni e si è concretizzato in varie collane di racconti, di
carattere spesso mitico o fantastico, molti dei quali pubblicati.
Alla fine di questo periodo ha scritto cinque romanzi storici per
ragazzi, tutti pubblicati e di ambientazione medievale. Intanto
stendeva più versioni di un grosso romanzo storico e mitico
“L’ultima estate a Famagosta” dove ha fuso in modo molto articolato
temi tratti dai suoi racconti, con un’ambientazione però moderna con
spunti e inquietudini pacifiste.
Dalla metà degli anni Novanta la sua ispirazione ha cambiato
registro: ha iniziato a scrivere racconti prima grotteschi e
protestatari, dalla forte vis polemica civile e politica; e poi
testi lirici ed evocativi.
Nella necessità di una maggiore concentrazione creative, è passato
quindi alla poesia; le poesie sono raccolte in due sillogi
“Parcometri” e “Dismissioni”, parzialmente edite. Il suo terzo
romanzo “Il vento in si minore” segue, in una scrittura molto
frammentata, questo genere di ispirazione ai confini tra prosa,
poesia e silenzio.
Negli ultimi anni scrive indifferentemente racconti e poesie. Ha
eseguito alcuni progetti di suo interesse, quali dodici racconti per
un Calendario, sette racconti scritti al tempo futuro, poesie per la
Quaresima, poesie colorate a forma di rosa ed altro ancora.
Sotto questa ottica, la vena poetica si è arricchita di molti
elementi nuovi, spaziando tra generi e forme molto diversi,
alternando timbri intimistici, politici o sociali in strutture vuoi
molto aperte e discorsive, vuoi deliberatamente chiuse, in una
sperimentazione tecnico-formale adesso in pieno sviluppo.
E’ presente sul web con il suo sito
www.paoloragni.it e con la posta
elettronica paoloragni@paoloragni.it
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