|
1. EXPERGEFACTIO
Troppo pieno questo osceno guazzabuglio
troppo pieno
straripa il ciarpame fasullo
dove ho sistemato i miei gioielli:
simulacri inutili
che si saziano nella polvere
della loro inutilità.
Anelo il candore
il vuoto perfetto
d’una tazza di coccio
così voglio il mio ego
trasparenza sonica,
ala infinita
urlante
in questo turbinare
d’azioni già viste
già morte
voglio un lento fluire che m’accenda:
fuoco di monte
imago puro e immacolato
senza radici
tra le cui lingue
proceder danzando:
la verità non ha paura del buio
© Monica Borettini
(da “Notturni capitomboli”, ed. Battei 2001)
2. DAL TESTAMENTO DI UN AMICO POETA
Accanto a un ramo d’albero:
la dura
sinfonia pacata dello sperdersi.
Piangono intenerite sere
Lo specchio spento
che ero.
© Monica Borettini
(da “Carismi e Castighi”, ed. Battei 2003)
3. CANZONE DI CENERE E GLORIA
Ah questa canzone
questa canzone
si tiene stretta a me in un fosco groviglio
immerge le sue dita
nel frale mio scompiglio
di foglie secche e fango
la voglia immaginifica di un vorticoso
tango
per catturare piano il seme del silenzio
racchiuso in un'ampolla sfregiata ma intinta
nell'assenzio
ah questa canzone
dagli accordi trafelati
rimbomba il cielo e il mare
su azzurri inebriati
rimbalza il suo motivo sui petali di giglio
e l'urlo della vita scomposto e frammischiato
in un eterno canto di lingue e venti antichi
è un coro caldo e lieve
che ho sempre assaporato
rovente governare di suoni e di sonanze
mi bruciano visioni di alchemiche alternanze
strisciar tra fenditure bagnate di passioni
nel gioco eterno e candido:
colpevoli illusioni
ah questa canzone segnacolo d'amore
più non resisto e canto
con tutto il mio furore
ed il mio volo cresce si nutre della gloria
abbandonando sale e cenere e memoria.
© Monica Borettini
(da “Un bivacco di streghe”, ed. Battei 2005)
4. NEVE
È giunto il momento della neve
nel fulgore di un inverno che mi accarezza l’anima
con il suo ghiaccio acuminato
sta arrivando anche la fine di Dicembre
e scocca la gloria della riflessione
il cammino di ricerca
incolla bocche ingorde al cielo
e qui intimi splendori aprono allo sguardo
che non ha inizio nè fine
accordano il silenzio interiore
al sontuoso paesaggio esterno
e tutto si fonde in voluttuose armonie debussyane
in una scultura di gioia
che forgia speranza di pace
ad innervare
i canali della vita.
© Monica Borettini
(da "La coda della galassia", Faraeditore 2005)
5. ACQUE DI POESIA
I.
Conserva l'onda del tuo piacere
serbala nello scrigno
d'acqua
che s'apre al silenzio:
capolavoro di eternità siderale
quando il pensiero si incarna d'infinito…
II.
Bianca spuma gli occhi avidi,
con le mani
il corpo si immerge
in acque incandescenti
non dire nulla
non occorrono parole
su questi coralli insanguinati
solo all'amore lascia
il piacere di questo canto urlato
la cui bellezza dilagante
srotola il destino
III.
E rivelarti tutti i segreti
lasciarli scorrere liberi
nell'alveo del tuo fiume
perché li porti lontano e di più
via da questa casa troppo piena
troppo vuota.
Solo allora serpeggiando fra I
verdognoli flutti
di una impetuosa creatura indomata
annaspando
giungeranno fino al mare
dove lo sbocco dell'eternità
li espande sbriciolandoli
fino a dissoluzione.
© Monica Borettini
(da "Un bivacco di streghe", ed. Battei 2005) |