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Milena Tagliavini / poesia

FRANCO SANTAMARIA

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POESIA / MILENA TAGLIAVINI


da "Sabato"

Milena Tagliavini, Sabato / poesia

Milena Tagliavini
SABATO poesie
Nota di Nicola Gardini
Ibiskos editrice

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1. BELLISSIMA

Ho preparato la cena poi mi sono
Distesa nuda sopra i fogli anche se
La cosa potrebbe sembrare infattibile.
Non sono maledetta e ciò mi taglia
Fuori. Certo pazza o ubriaca potrei
Sembrare più credibile ma
Così formica operaia con tutti
Quei semi da ammassare e
Regina alata pronta a procreare
Schiacciata dal peso di trenta
Anni di polvere che ogni giorno
Ogni giorno ho raccolto in sacchi
E li trascino pensandoli leggeri.
Forse è meno sostenibile
Nascosta tra i quattro fuochi
Di casa la pazzia della normalità.

Ho stirato e non ho nemmeno
Trascurato l’insistenza delle pieghe
Sotto i colli. Lì la guerra tra la tua
Ostinazione e la loro. Combatti
A capo chino e il corpo –la sua parte
Che non conosci,dico- così vero
Nella cantina sopra l’asse non è lì.
La metamorfosi antica e nuova
Insieme l’ha affinato. Vibro nera
Per diventare voce della bellissima
Cosa che non c’è.


2. SABATO

La conversazione telefonica sulla lite
Tra te e l’estetista che ti ha conciato
Le unghie con una resina applicata
Malissimo mentre i profughi
Alla tivù sotto le bombe cercano
Di fuggire da Bagdad...L’esplosione
Della forsythia con le schegge gialle
Che dilaga per Arese in questa
Stagione di sangue e nuovi arrivi
Mentre ho in mente un ritornello
“Sono uscita a comprarmi un vestitino
Con la guerra a tre ore di cammino”
Già ideato pochissime primavere fa
Durante il Kosovo con la sola
Variante della distanza...
Il mio comportamento che pochi
Anni fa avrei considerato riprovevole:
Andare a ballare e poi a un capezzale
Dove un vecchio non sa più cos’è l’attesa...
Il senso biblico della vicinanza
Dei corpi negli spogliatoi dove
Converso nuda con sconosciute
Che rivestite fuori avrò difficoltà
A salutare...Per tacere della gioia
Del gusto d’un bigné e dell’unione
Delle bocche nonostante l’abitudine
-Un piccolissimo neo nel rapporto
Qualità –prezzo da pagare- tutta
Volta a sostegno dell’approfondimento...
Ecco, questa marmellata della vita
E della morte nel ritaglio infinitesimo
Di un giorno anziché confondermi
Anziché deprimermi per un momento
Dipinge la mia vastità ed io mi sento
Sacra, incomprensibile, terribile
Proprio come il mondo.


3. DISORIENTA

Disorienta partire dalla grande
Città puntare a sud –ovest contro
Vento verso alberi ritorti
E distese di fiori. Il mare propone
Già il colore estivo, ma conserva avaro
I cristalli invernali e l’occhio
Di madre infida. Hai dentro la tinta
Di un grigio lungo di muri, strade
E coperchi di cielo e le tenaglie
Del porto dove le case si fondono
Alle navi, le catene strozzano
Gli argani e il mare giace sfinito
Come sotto un giogo. Di fronte
Alla luce inaspettata che ferisce
Dentro come un dolore di nascita
Come il tuffo al cuore del primo
Respiro, credi che la verità non stia
Nelle città e nell’opera degli uomini,
Sia rintanata dove nessuno ancora
E’ andato a scovarla. Ma poi l’orma
Del cinghiale, il nido, la tana rivelano
Il lavorio del porto umano e pensi:
Ogni cosa trasforma ogni cosa e la
Verità non c’è oppure è dappertutto.


4. TRE APRILE

Sono tagliata fuori. Tre aprile
Duemilatre. Mi distrae la polvere
Sugli album –dodici che chiudono
più vite- per le onde che sfuggono
alla rigidità. Le persone chiuse là
vive o morte non ci sono. Il mio seno
non è più la massa gonfia sopra una
bocca di neonato con cui Ilaria non
divide nemmeno la memoria. Il filo
che lega l’enormità delle differenze
sono le labbra: solo un professionista
avrebbe saputo ritrarle nella tristezza.
Così si affollano anni e anni di sorrisi
Lasciando tra gli spazi delle foto
La morte. Sono tagliata fuori perché
Per me spolverare è come scavare.


5. METAPOESIA

Lì c’erano le mani davanti
Al cui flauto sono il cobra
E le tue ginocchia più volte
Trovate scolpite nei musei.
C’era la curva dei glutei sotto
I capelli e la schiena che parte
Dalla vita e si allarga. C’era anche
La fede d’oro. Certo una follia
-Stupida come ogni fede che non sa
Cosa sia la ragione- la mia unica
Fede. Forse un sedimento di
Rituali ossessivi che tolgono
Il fiato se vengono a mancare.
Forse il brillare d’un cerchio
Che conclude due vite in una
Certezza instabile d’amore
Funambolicamente rinnovata.
C’erano poi cose invisibili
Stipate nelle teste e costruite
Pian piano nei secoli che avevano
Calamitato le pupille e il caso
Che ci aveva deposti sullo stesso
Mare. Cose impossibili da
Definire eppure raccontate
In miliardi di libri: scuotevano
Dentro e apparivano in baci, turgori
E frutti che prolungano la vita.
Ed io ero l’orca nera e tu
Il compagno senza calcoli dalla
Forza che trasfigura perfino
Il tuo maglione. Ora noi
Stiamo andando via: resta
La carta, il piccolo segno di
Qualcosa vissuto ed ora,
Interpretato, si offre agli occhi:
Puoi farne quel che vuoi.

© Milena Tagliavini

Il libro

Un saluto per Milena - Nota di Nicola Gardini

Bisogna salutare con entusiasmo questa raccolta di Milena Tagliavini. Non molti, credo, hanno avuto la fortuna che ho avuto io – di assistere alla nascita e allo sviluppo di questo suo avvolgente personaggio, della sua famelica ispirazione, alla scrittura di alcuni di questi suoi stupendi testi. Ho detto “personaggio”, ma non vorrei dare l’idea che Milena Tagliavini fosse bloccata nei rituali. La sua passione poetica, la sua versatilità culturale, la sua curiosità la portano a impersonare, a essere più figure, più donne – e tutte mitiche: la madre, la moglie, la testimone del tempo presente, la signora di città, la derelitta, l’innamorata. Tutte queste figure, in cui Milena fa incontrare il suo mondo quotidiano e la sua istintiva intelligenza della Poesia, sono accomunate da un mostruoso amore della vita, un amore che non si riduce neppure davanti al muro delle distruzioni, della solitudine e dell’ incomprensione. Proprio questo amore porta gli occhi della poetessa ad avvicinarsi al massimo agli oggetti della realtà, a studiarli nelle loro qualità minime, perfino infinitesimali, così che, nella pagina, quegli oggetti “saltano fuori” come rivoltati, deformati, irriconoscibili e, proprio per questo, nuovi. La capacità straniante è il dono principale di questa scrittura, che procede con eloquenza generosa, sorprende con i suoi trapassi continui, anche se consequenziali, e trasporta il lettore di rapida in rapida, con quel senso di vitalità che urge e riempie i pensieri e le molteplici letture di Milena. I momenti belli di queste poesie sono numerosi, non si finirebbe mai di citarne, ma sono, in sostanza, incitabili, perché sono fusi nello svolgimento compatto del testo, sono come il mulinello nella corrente. E questo grazie a una davvero rara abilità di coagulare le parole comuni in grumi inediti, carichi di emozione. Milena, tenendo a freno un suo antico gusto per la letterarietà, ci mostra quanto una grande concentrazione possa con gli strumenti più semplici – l’osservazione delle cose e del cuore, e la fiducia nelle parole, anche in quelle che sembrano di tutti e potrebbero apparire incapaci di significare ancora. Ci vuole, certo, la sua energia. Ci vuole molta ironia.

Nicola Gardini

Biografia:

Milena Tagliavini è nata a Milano.
Le sue poesie sono apparse sulle riviste “Il Monte Analogo” di Milano (ideata da Giampiero Neri), “La Vallisa” di Bari, “La Mosca” di Milano, diretta da Gabriela Fantato.
Un suo racconto “Essa” è stato pubblicato su “La Mosca” di Milano.
Compare su alcune riviste on line tra cui “Il calzerotto marrone” e “Pane di nuvole”.
È stata recensita da riviste di poesia (“Il segnale”, Sandro Montalto) e quotidiani (“Secolo d’Italia”, Nicola Vacca) ed è presente sulla stampa della zona in cui abita..
Ha composto e tradotto in francese le poesie per la campagna pubblicitaria dell’anno 2000 di Nordberg Italia sulla rivista Quarry and Construction ed. PEI Parma.
Ha pubblicato le seguenti raccolte di poesie:
- Pianeti diversi (La Vita Felice, Milano)
- Sabato (con nota introduttiva di Nicola Gardini - Ibiskos, Empoli)
- La verità (con nota di Gabriela Fantato - Book Editore, Castel Maggiore – BO)
Vive ad Arese, in provincia di Milano.

MILENA TAGLIAVINI
Via Matteotti 45/40 - 20020 Arese (MI)
Tel. 02.9380658 - Cell. 3395606860

Recensione di Sandro Montalto a "Sabato" || Poesie da "La verità"

FRANCO SANTAMARIA: LETTERATURA E ARTE
Quando LETTERATURA e ARTE esprimono, metaforicamente, la dura condizione dell'uomo.