Franco Santamaria,poesia,narrativa,pittura,culturapoesia narrativa pittura arte
   

 

Mario M. Gabriele

FRANCO SANTAMARIA

Opere
Hanno detto di
Franco Santamaria
Biografia
Biographie 
SALA DEGLI OSPITI
Poesia
Narrativa
Arte
Critica-Sagg.
Citazioni

Eventi Culturali Naz.
Concorsi Letter./Art.
Link Culturali

SALA DEGLI OSPITI

 

POESIA / MARIO M. GABRIELE


I

Siamo le amiche di Hamlet.
Le sue ansie e i tormenti
sono i nostri tormenti e le vostre ansie.
Veniamo dal New England
per un “canto d’amore”.

Ci siamo fermate in un cottage
con le finestre che si aprono ad ovest
e le stanze vuote di arredi
dove c’è sempre qualcuno
che lascia biglietti d’addio e metà della sua vita.

Veniamo per un “canto d’amore”.
Siamo Laura, Ellen ed Elisabeth
e fare questo viaggio è una vera imprudenza.

Conosciamo fanciulle nelle nostre contee
che coltivano amori come gardenie
e non hanno paura del giorno che viene
e sono anni che più non leggiamo Melville e Osborne
perché la giovinezza è una storia che non ci appartiene.

Eravamo le più belle orchidee
dall’Outer Ring alle contee.

II

I nostri silenzi sono i vostri silenzi.
Siamo le amiche di Hamlet.

La signorina Collins,
che ci ha accolto con un sorriso
e un brandy chèrmes,
ripete da sempre che il nulla
è la vera sfera del mondo
e non bastano sogni e illusioni
per allontanare le nostre ansie e le vostre paure.

Veniamo da una stagione d’uccelli di passo,
tra gente che muore con garbo e silenzio,
e ci fermiamo stasera dai Beckett
per un “canto d’amore” qui a Firenze.

Sappiamo che è stato difficile
lasciare la casa e il quartiere
e affrontare un nuovo cammino
per strade di frane e assassini
rischiando la vita per niente.

Siamo le amiche di Hamlet
e i nostri silenzi sono i vostri silenzi
e non abbiamo risposte da dare
neppure a noi stesse.

III

Veniamo da un lungo viaggio
e siamo nella casa dei Beckett
dove tra un ciarlare e un brandy chèrmes
s’è un poco sbagliato parlando della vita
perché è un discorso che non trova risposte
e nessuno può darci una mano,
neppure gli amici rimasti nel Wessex
a leggere Durrell e O’Neill.

Siamo le amiche di Hamlet
e le sue ansie e i tormenti
sono i nostri tormenti e le vostre ansie.

Da quando abbiamo attraversato città e paesi,
non c’è nessuna di noi che creda ad un raggio di sole
perché sappiamo assai bene
che questo viaggio è una vera imprudenza
e non bastano amici discreti
a farci sognare un domani sereno.

Eravamo le più belle orchidee
dall’Outer Ring alle contee.

IV

Siamo Laura, Ellen ed Elisabeth
venute a fare domande
che si fanno da anni e da sempre
why our lovers are gone,
and no ships will ever bring them home again!

(perché i nostri amori sono andati via
e nessuna nave li riporterà a casa ancora!).

I nostri silenzi sono i vostri silenzi.
Le vostre ansie sono le nostre paure.

Siamo Laura, Ellen ed Elisabeth,
le amiche di Hamlet,
e la nostra gaiezza si è spenta col tempo
e non serve qui ricordare
perché è meglio non fare domande
su ciò che non sappiamo o conosciamo
in questo “canto d’amore”,
non importa se di vita o anche di morte.

V

Il nostro è un lungo viaggio
che non ha appunti e diari
e neppure le pagine del tempo passato.

Lo sa bene padre Brown che scruta nell’anima
per pulirci i peccati,
e non abbiamo mani per pregare,
né fonti dove bere,
né un domani per sperare.

Da quando siamo qui,
andiamo dove meglio si brucia la sera
e si sopporta tranquille un brandy o un caffè,
sicure che da questo viaggio
non ricaveremo un bel niente.
Di certo non resteremo dai Beckett
sognando le bianche scogliere delle contee.
Siamo le amiche di Hamlet.

© Mario M. Gabriele, da “Bouquet”,  2002


Fuori di casa l’hotel Ariel invita ad un dolce approdo.
La stagione non è di quelle docili e serene
e non promette nulla di buono:
polvere alla polvere, terra alla terra!

La notte ci si può perdere per strada
da St. Just ai giardini di Beiderbecke,
e chi arriva ha poco da raccontare.

C’è chi attende i portatori d’acqua e di caffè,
chi scrive epitaffi sulle pagine di Carver.

Una ragazza sorride portando Chardonnay.


Difficile Mr. Swanson,
passare per Dresda e Muhelberg.
Non ci sono voli sicuri, né oggi, né domani. Sorry!
Una suite la troveremo
quando verrà Mrs. Scarlett
a portare via il venditore di stelline.


Qualcuno nel fondo della hall
legge Orazio e Sant’Agostino.

Ma non sono molti quelli che chiedono passaggi
o che segnano nuovi itinerari sulle mappe.
Abbiamo bisogno anche di voi
piccoli sogni di vita!

La stagione non è di quelle docili e serene
e non promette nulla di buono:
polvere alla polvere, terra alla terra!

Aspetteremo che spiova,
che torni Mrs. Scarlett
mentre giochiamo a poker
o leggiamo un libro di Kinder.

L’anno scorso, ad Ariel,
ci sono stati più aquiloni
a dare l’addio
ai venditori di stelline.

Era la stagione dei passeri soli
quando inviasti il tuo libro
a Gregory Walker.

Forse le nebbie l’avranno portato altrove
o disperso sulle lapide dei poeti
se nessuno ha più scritto
o mandato messaggi da allora.

È così triste discutere della vita
abbattuta dal peso delle viole!

Resteremo qui tutto il tempo che occorre
bevendo Maclaughan
perché fare questo viaggio
è una vera imprudenza.

Mezzanotte!

Il fiume scorre. Dilaga per la città.

Nessuno arriva. Nessuno parte.
Non è possibile che sia così tardi, Mrs. Scarlett!

© Mario M. Gabriele, da "Conversazione Galante", 2004


Biografia:

Mario M. Gabriele è nato a Campobasso. Poeta e saggista, ha fondato nel 1980 la rivista di critica e di poetica Nuova Letteratura. Ha pubblicato le raccolte di versi Arsura (1972); La liana (1975); Il cerchio di fuoco (1976) finalista Premio Casa Hirta 1977; Astuccio da cherubino (1978); Carte della città segreta (1982); con prefazione di Domenico Rea, Premio Chiaravalle ed Enzo Assenza (1982), finalista Premio Pisa, 1982; Il giro del lazzaretto (1985); finalista premio Minturnae 1985; Moviola d’inverno (1992); la tetralogia Le finestre di Magritte, (2000); Bouquet, (2002); premio speciale Penisola Sorrentina (2002); Conversazione Galante, (2004) segnalazione Premio Sandro Penna 2004, Un burberry azzurro 2007. Ha curato monografie di autori del Secondo Novecento e antologie: Poeti nel Molise (1981); La poesia nel Molise (1981): Il segno e la metamorfosi (1987); Poeti molisani tra rinnovamento, tradizione e trasgressione (1998); Giose Rimanelli: da Alien Cantica a Sonetti per Joseph, passando per Detroit Blues (1999); La dialettica esistenziale nella poesia classica e contemporanea (2000); Carlo Felice Colucci – Poesie 1960-2001 (2001); La poesia di Gennaro Morra (2002); La parola negata (Rapporto sulla poesia a Napoli) (2004), Colucci, un’antologia di testi critici e alcuni inediti 1963-2006 (2006).
È presente in Poeti nuovi, (1974), con una nota di Giorgio Bàrberi Squarotti, Febbre, furore e fiele, di Giuseppe Zagarrio, Mursia (1983) e in altre antologie tra cui Le città dei poeti, Guida, Napoli, 2005, a cura di Carlo Felice Colucci e in Poeti della Campania, Marcus Edizioni, 2006, di G.B. Nazzaro. Saggi, e interventi critici sono apparsi su Tuttolibri, Quinta Generazione, Misure Critiche, Gradiva, America Oggi, Atelier, Riscontri, Il Segnale, Hyria, La Repubblica, Il Caffè, Secondo Tempo. Sue poesie sono state tradotte in inglese e iugoslavo. Si sono interessati alla sua opera, con saggi, recensioni e giudizi critici: G.B. Vicari, Giorgio Bàrberi Squarotti, Maria Luisa Spaziani, Domenico Rea. Luigi Fontanella, Giose Rimanelli, Gio Ferri, Mariella Bettarini, Stefano Lanuzza, Pietro Civitareale, Francesco D'Episcopo, Pasquale Maffeo, Gaetano Salveti, Carlo Felice Colucci, Pasquale A. De Lisio, Sebastiano Martelli, Gianbattista Faralli, Ciro Vitiello, Ugo Piscopo, Walter Nesti, Carlo Di Lieto.

Mario M. Gabriele <mariomgabriele@libero.it>


 

FRANCO SANTAMARIA: LETTERATURA E ARTE
Quando LETTERATURA e ARTE esprimono, metaforicamente, la dura condizione dell'uomo.