|
POESIA
Conchiglia,
- ricciolo di madreperla -
mi chiami.
e trasfondi nel sangue
flusso
di suoni
e immagini.
Da dove alla mia sabbia?.
NIDO
In nido di collina,
inspiro
odore di vinaccia
dalle mammelle gravide
di viti.
Il fico mi chiama
affamata di miele.
Insaziabili gli occhi
di forme e colori.
Il volo termina
tra i rami
del melograno.
MI MANCHI
Mi manchi
fuoco
che incendi
il mio autunno;
roccia
su cui certa mi aggrappo
e abbandono nel sonno
il mio corpo.
Il tempo
ha eroso la carne,
ma giovane è l'impeto.
PAPAVERI
Spingendo
dagli antri della terra,
Primavera si è ferita.
Tra erba nuova
e spacchi d'asfalto
ha lasciato
papaveri .
|
a Carmine
PER MANO
Scorrono le tue lacrime
nelle mie vene,
succhia ossigeno la pelle
al tuo sorriso.
La mia carne,
specchio del tuo Golgotha,
è regina
quando sei in trono.
Per mano, fino al Mare..
RECONDITA SORGENTE
Da recondita sorgente
zampilla acqua
nel pozzo secco.
Sento pacato scorrere
fra terra e pietra.
Colmato
il vuoto
è pronto ad irrigare.
LA PIGNA
Il mare nel cuore.
Covato dal sole
si schiude
il ventre di resina
e regala a manciate
gemelli.
ALTRO CIELO
Conosce la mia terra
il suo cielo
in essa sepolto
da massi tiranni.
Morente di sete
invoca sorgenti.
Sterile
appena sussulta:
"Dov'è
l'energia del mio cuore?"
La vede
altro Cielo.
Si apre.
La cura con slancio
di madre e di padre.
Ed eccola
con veste regale
donato da sperma
di pioggia e di sole.
© Lucia Visconti,
da "Per mano" |
L'opera
Carmelo
Mezzasalma (Prefazione) :
Questo libro poetico di Lucia Visconti è un libro davvero insolito,
per tematica ed espressività, poiché non esita a porre al centro del
suo dettato poetico il mistero di Cristo. Esso sembra dirci,
infatti, che cosa gli uomini e le donne di oggi possono ricevere da
Gesù, ma quel che più importa è la risposta a questa domanda che è
essenzialmente mistica e poetica al contempo.
Di fatto, mistica non è niente di
più e niente di meno che il prestare attenzione alla realtà primaria
di Dio quale si esprime nella persona di Gesù che è il liberatore
per eccellenza: liberatore dalle angosce e dalle derive
esistenziali, dall'aridità affettiva e dalle tenebre del cuore
umano. Angoscia, deriva, aridità, tenebra, sono tutte situazioni
dell'anima che chiamano in causa proprio la poesia, mentre accendono
il difficile arco della speranza tra incertezza e rischio.
La stessa poetessa, del resto,
accenna, nella sua nota introduttiva, alla "dotta ignoranza" del
cardinale tedesco Nicolò Cusano ed è sorprendente che proprio questo
grande filosofo e uomo di fede abbia insegnato a tutti a vedere in
Gesù Cristo anche colui in cui tutti i progetti di Dio per l'essere
umano raggiungono lo sviluppo più alto e più bello. Ma per accedere
a questa verità, a questa esperienza, non possiamo restare indecisi,
dobbiamo osare, ecco il messaggio profondo della poesia di Lucia
Visconti. Infatti, colui che si nasconde sul fondo della barca,
mentre dintorno si scatena la tempesta del mare e della vita, è in
realtà colui che ci protegge tutti dalle offese di venti
incontrollabili ed ostili.
Per mano è un titolo
felice. Segnala la preferenza che l'autrice accorda al registro
fisico, esistenziale e conferma il valore che ella attribuisce a
questa sua poesia che vuole far incontrare tutti noi con il Cristo,
come Maria Maddalena, nel giardino della sua Resurrezione. Così,
lungo le poesie di questa raccolta, Gesù è come una lama di luce che
penetra in una stanza buia: "tutto m'imbevi, / riversando in
cellule riarse / lo splendore / della tua miniera". Oppure, è la
voce per eccellenza che chiama dal fondo delle cose, nelle
esperienze limite del dubbio, della sofferenza, in una parola di
quel dramma umano che qui e là la poesia di Lucia Visconti evoca con
intensità espressiva ed emotiva, tutta tesa a raccontare la propria
natura femminile attraverso l'incastro di illuminazioni repentine e
rivelatrici: "Voce / mi rapisci nel volo. / Poi / mi sfregi / con
unghie di felino. / Ci sei?". Così, in queste brevi miniature,
psicologiche e mistiche, tutte tramate dal fluire di immagini della
natura o dalle accensioni dell'anima, Lucia Visconti mette in campo
nei suoi versi un'intensità emotiva e anche una freschezza verbale
che richiamano alla mente quel "sogno infiammato" di cui parla la
poesia di Anna Achmatova.
Poesia religiosa, dunque, ma
anche poesia profondamente umana che s'inoltra, con decisione e
fermezza, lungo quei sentieri del nostro pellegrinaggio terreno ove
è ancora possibile incontrare Colui che parla dal fuoco. Così, anche
nell'alternarsi di luce e di ombra per questo incontro tanto atteso
e necessario, il cuore e i sentimenti non vengono lasciati alla
psicologia, ma le vengono sottratti proprio dalla poesia che può
asciugare le lacrime della vita col gesto della mano di Dio.
Franco Manescalchi :
... Lucia Visconti può essere inserita, per l'evidenza della
scrittura, nel novero di chi alla poesia giunge partendo dalla vita.
Questo suo lavoro, come gli altri editi e inediti, s'inserisce nel
solco di quel cattolicesimofiorentino per cui il verso e il racconto
sono imparentati da una necessità di dire, umile e illuminante, che
va oltre la letteratura, rigenerandola con una visione del mondo che
dà un senso d'eterno al quotidiano, restituendo dignità di parola
anche ai moti più franti dell'anima, o forse partendo proprio da
quelli...
L'Autrice
Lucia Visconti Cicchino, nata ad Abbadia San Salvatore
(Siena) il 2 febbraio 1952, è felicemente sposata e madre di cinque figli.
Laureata in Pedagogia alla
Facoltà di Magistero dell'Università di Firenze con il professor
Lamberto Borghi, è stata per sua scelta insegnante elementare. Coi
suoi alunni ha curato soprattutto i laboratori linguistici.
Membro della "Bottega de' i'
tempu passu", gruppo culturale di Abbadia San Salvatore, scrive
poesie in dialetto.
Ha pubblicato nel gennaio del
2003 il suo primo libro di poesie, Orme di Signoria, con le
Edizioni Chirico di Napoli. Lo stesso editore le ha pubblicato
quindi, nel maggio 2003, Grazie Disma, un testo di
meditazione sul senso della sofferenza e sulla misericordia di Dio.
Nel febbraio 2007 ha pubblicato
il racconto Con il volto di terra presso l'editore Cantagalli di Siena.
Di lei hanno scritto: Giorgio
Barberi Squarotti, Plinio Perilli, Carmelo Mezzasalma, Mario Sodi,
Alberta Bigagli, Mariella Bettarini, Antonio Spagnuolo, Letizia
Lanza, Vittorio Messori, Giulio Panzani, Giuliano Landolfi,
Vittoriano Esposito, Pasquale Defelice, Pietro Pancamo, Letizia
Lanza, Annalisa Macchia. |