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Gianluigi Zeppetella
L'AFFANNO, L'ATTESA, poesie (con immagini in b/n)
Guida editori, Napoli
ISBN 88-6042-112-8, pagg. 68, € 5,20
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L’ATTESA
Soffia il vento, lo senti,
lo leggi sui volti d’intorno,
cupi, senza allegria.
Ne scorgi gli effetti
nel lento ruotare del capo
di quanti, seppure intenti,
indugiando rallentano, pigri.
Anche i miei pensieri,
scuri come i tuoi capelli,
sospinti da sbuffi improvvisi
ondeggiano, saltano via,
cadono poi nel vuoto.
Dove sei, anima,
in quale delle pieghe sottili,
o delle anse oscure della mente
ti nascondi?
Vedrai la luce, ancora?
Nemmeno so dire se infine,
pietosa, verrà la tua mano
ad asciugare le gocce salate
che, in gara tra loro,
scendono nelle pieghe
di un sorriso amaro.
GIARDINO CHIUSO
Voli frullanti d’uccelli,
bellezza danzante
guarnita dei vaghi ricami
di mille farfalle.
Tripudio di luce dal cielo
grondante profumi
di fiori e foglie lucenti.
Fervore operoso
di api ronzanti
nel tardo mattino.
Nel chiuso silente giardino,
nessuno raccoglie
le tenere voci
di maggio?
D’AUTUNNO
Grigio silenzio sul mare,
solitudine fredda d’autunno;
fruscìo inascoltato dell’onda
che abbraccia gli scogli
con rapido amplesso,
mai paga.
L’umida sabbia è adornata
di un tenue merletto di spuma
sapientemente ordìto
e mille volte distrutto
sull’arco solenne
di questa riva deserta.
D’intorno,
tristezza di conchiglie morte,
di piccole cose perdute,
di erbe marine in lenta agonìa.
A est, sfiorata dal vento,
aspersa di luce abbagliante
sotto altissime nubi,
la fila di bianche case
dalle imposte chiuse.
DENTRO
C’è tensione nell’aria.
Dentro, un profumo sottile
rischiara le cose,
sospinge i gesti,
affretta i passi.
Scorgo,
sul volto assorto,
tracce lontane
di segreti pensieri,
di palpiti negati.
Di là dal vetro
lambito dal sole
dietro il pulviscolo grigio,
in freddo disordine vive
il nuovo quartiere.
Tutto è remoto,
estraneo, quasi,
oltre la scura finestra.
Solo noi, dentro,
sembriamo vivi.
SFINX
Tremi tutta,
bianca di carne afflitta,
e gemi,
silente immagine di vita nuova
che interroga la notte
e i luminosi giorni
cercando me.
E in quale dove
vaga la mente
indomita, sola;
per quali spazi infiniti
e quali filacciosi pensieri
recando intorno?
Alianti di seta volano fieri
come le tue speranze.
© Gianluigi
Zeppetella, da "L'affanno, l'attesa"
Il libro
La silloge si
potrebbe definire un breve canzoniere per l’amata. Si potrebbe. A
patto di non passare sotto silenzio alcuni testi che innescano altri
temi, altre memorie, altra conoscenza. Estive visioni d’infanzia,
dolenti scorci di miseria meridionale, occhiate in ciò che resta
dell’antica Grecia.
Emblematico d’una duplice cifra semantica, il titolo di questa
raccolta lirica occhieggia come un sigillo d’intelligenza, induce a
un ritorno sul frontespizio quando il lettore sia giunto in fondo.
(Dalla Prefazione di Pasquale Maffeo)
L'Autore
Gianluigi
Zeppetella è nato e vive a S. Maria C.V. (CE). Direttore dell’Unità
opera-tiva complessa di Fisiopatologia, terapia del dolore e cure
palliative dell’Ospedale di Caserta, è da tempo impegnato nel
volontariato ospedaliero e in ambito bioetico e comunicazionale. È
Coordinatore Regionale della Società italiana di cure palliative
(SICP); membro di comitati scientifici in ambito universitario;
curatore e/o relatore di corsi di formazione e di convegni medici;
docente presso la Seconda Università di Napoli; autore di numerosi
articoli scientifici, del volume "Il diritto a non soffrire" (ed.
Cuzzolin, Napoli, 1999), e dei "Principi di terapia del dolore e
cure palliative nel paziente oncologico" (ed. Moretti, Milano,
2003). Per i tipi Guida ha già pubblicato la silloge "Dietro lo
specchio".
Pasquale Maffeo,
Prefazione a "L'affanno, l'attesa"
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