Franco Santamaria,poesia,narrativa,pittura,culturapoesia narrativa pittura arte
   

 

Gabriella Garofalo

FRANCO SANTAMARIA

Opere
Hanno detto di
Franco Santamaria
Biografia
Biographie 
SALA DEGLI OSPITI
Poesia
Narrativa
Arte
Critica-Sagg.
Citazioni

Eventi Culturali Naz.
Concorsi Letter./Art.
Link Culturali

SALA DEGLI OSPITI

 

POESIA / GABRIELLA GAROFALO


Ma è luce del mattino (28.02.’07)

Ma è luce del mattino che forza sua rivale
azzurra luce di candele
è forza del mattino che sconvolge
eleganza della notte-
non è azzurra o elegante
anima esasperata da creature
che altri non vede perché ferma
ad altre luci, colori invadenti-
luna ha già deciso:
leva per conto suo, detesta esibizioni,
lascia perdere.


Litigano per calici ed argenti (a D.L. - 17.05.’07)

Litigano per calici ed argenti-
a mani nude nuda elettricità
dirai nascita di sofferenza
il suo levarsi in cielo, in erba-
ora le voci sentono il congedo
evocano forse mentre corre
acredine madre di parola,
sta salendo le scale, ti disperde
a sguardi luna se la osservi, certo-
come un’eclissi splendono
i suoi lividi.


Luna, non limitarti a guardare energia (a M.A. - 17.06.’07)

Luna, non limitarti a guardare energia:
prendi, serviti, fermati assurdo pudore,
bastardo pomeriggio di sorrisi sguainati,
abiti bianchi-
altre membra ti toccano
mentre una certa luce nega
l’erba la chiesa al tuo sguardo,
anima che corre ad esistenza-
sole sembrano chiamarla
e morde anche lei di sorrisi sguainati,
di parole.


Lurida perfidia di mattina (a M.W. - 26.07.'07)

Lurida perfidia di mattina-
come può esserci fermento di seme
se incalza l'anima luce di urgenza
e di ferita?
Imprecazioni, così sbriga altro grembo,
l'aria, accoglierti:
svettano controllano congedano,
di avide boccate ti silenziano
sete, non esistenza-
ma improvvisata attesa nega
l'arrivo sotterraneo,
la stanza del tempo che protegge.


Limite, materia della sua visione (a S.E. - 10.08.’07)

Limite, materia della sua visione-
parole convulsive, anime disboscate
non liberano dimora
da verde del disagio se rampica t’infesta-
non certo scenario ideale
per i tuoi sguardi, il cielo-
anima non scorticarti,
lascia che altre donne
incandescenti di smalto e di creature
nascondano non tua visione, ma furie casalinghe,
segui tuo seme ambiguo-
obliquo come padre cielo.


Lascia in pace la morte la madre (a M.C. - 28.08.’07)

Lascia in pace la morte la madre
se gridano case insofferenti
perché abitate da altre voci-
come sa ubriacare la primavera,
sei colpita alla schiena mentre raccogli
ogni frammento di acqua, di luna
pensando temeraria:
nel tempo daranno la parola-
ma ride il caprifoglio e la clematide,
sono diversi non prendono sul serio
le promesse di una padrona neurolabile.


Lei non è d’accordo (a D.L. - 14.11.’07)

Lei non è d’accordo,
non serve analisi di campioni
se l’anima si avverte carsica,
se impara l’onda sulla carne:
tra cielo e terra non esistono alleanze-
fratture ti percorrono, peggio dei grembi
minacciano la tua integrità il blu, il rosso-
così almeno senti dire in giro,
così almeno riscontra la tua notte,
la pianta che vorrebbe resistere
a tutto il malore del tuo cielo.

© Gabriella Garofalo
 

Nota bio-bibliografica

Gabriella Garofalo, nata a Foggia nel 1956, v ive a Milano.
Presente in numerose riviste ed antologie, ha pubblicato tre raccolte di versi: "Lo sguardo di Orfeo" (Cesati editore, Firenze 1989), "L’inverno di vetro" (Edizioni dell’Arco, Milano 1995), "Di altre stelle polari" (Stampa spa, Brunello 2003).

E-mail: Gabriella Garofalo <grrz2001@yahoo.it>

 

FRANCO SANTAMARIA: LETTERATURA E ARTE
Quando LETTERATURA e ARTE esprimono, metaforicamente, la dura condizione dell'uomo.