Franco Santamaria,poesia,narrativa,pittura,culturapoesia narrativa pittura arte
   

 

Gabriel Impaglione / poeta e giornalista argentino

FRANCO SANTAMARIA

Opere
Hanno detto di
Franco Santamaria
Biografia
Biographie 
SALA DEGLI OSPITI
Poesia
Narrativa
Arte
Critica-Sagg.
Citazioni

Eventi Culturali Naz.
Concorsi Letter./Art.
Link Culturali

SALA DEGLI OSPITI

 

POESIA / GABRIEL IMPAGLIONE


da "Spiegazioni con mare"

Gabriel Impaglione, Spegazioni con mare

Gabriel Impaglione
SPIEGAZIONI CON MARE e altri elementi - poesie
UNI-Service Editrice Italiana - ISBN 88-88859-57-8

Per ordinare il libro:
- UNI-Service Editrice
Via Verdi 9/A, 38100 Trento
- www.uni-service.it / editrice@uni-service.it


Sulle mie influenze
I
L’uomo che vidi con la fuga rotta sotto mitraglia
in mezzo ad una strada dove pendevano
sfilacciate le ghirlande di un antico pane.

L’uomo ripetuto come eco nell’ingiustizia
sotto sfruttamento a raffiche,
sotto metallo di dittatura,
accerchiato dall’ipocrisia
invalido di sparatorie d’impossibile.

L’uomo che vidi graffiato da esilii,
distrutto da macchine distrutte,
morsicato dalla stampa puttana.

L’uomo in mezzo agli uomini
affogato in abissi di tempo,
riempito di piombo imperiale,
venduto da tutti i traditori.

L’uomo alzato tuttavia
voce in pugno
lotta in bocca
capace di tenerezza di rosa nel petto
invincibile nella sintesi del sogno.

E l’amore, oh amore, nel centro delle ore
come un bambino che reclama le mie braccia.

II
Una foto di Chaplin dove ridono i miei figli
e il silenzio
col quale a volte mi guardi.

III
La tenerezza
questa sostanza
imperturbabile
dei miei amici.

IV
Qualche ora di fronte al mare
dove la vasta rete del silenzio
ruba lampi alle parole
e il rumore di chiglie e coperte
traccia scie,
solchi di luce dove nascono i passeri.

V
E l’ariafuocoterracquamore che tu sei
baciorifugio, liquore del crepuscolo e goccia
accesa di musica nelle mani.

VI
E la musica nelle mani
voglio dire
la musica

VII
E le mani
voglio dire
la volontà degli uffizi terrestri.

Sobre mis influencias
I
El hombre que vi con la fuga rota bajo metralla
en medio de una calle donde colgaban
raidas las guirmaldas de un antiguo pan.

El hombre repetido como eco en la injusticia
bajo explotación a mansalva,
bajo metal de dictadura,
cercado por la hipocresía
inválido de balaceras de imposible.

El hombre que vi raspado de exilios,
destruido por máquinas destruidas,
mordido por la prensa ramera.

El hombre en medio de los hombres
ahogado en abismos de tiempo,
lleno de plomo imperial,
vendido por todos los traidores.

El hombre alzado todavía
voz en puño
lucha en boca
capaz de ternura de rosa en pecho
invencible en la síntesis del sueño.

Y el amor, ay amor, en el centro de las horas
como un niño que reclama mis brazos.

II
Una foto de Chaplin donde ríen mis hijos
y el silencio
con el que a veces me miras.

III
La ternura
esa sustancia
imperturbable
de mis amigos.

IV
Cualquier hora frente al mar
donde la vasta red del silencio
le roba relámpagos a las palabras
y el rumor de quillas y cubiertas
traza singladuras,
surcos de luz donde nacen los pájaros.

V
Y el airefuegotierraaguamor que tú eres
besorefugio, licor de crepúsculo y gota
encendida de música en las manos.

VI
Y la música en las manos
es decir
la música

VII
Y las manos
es decir
la voluntad de los oficios terrestres.

La notte si muove come una nave fantasma ,
vince gli scogli, sbarca
un’ insurrezione di silenzi che colano
negl’interstizi del canto dei grilli.

Distante dalle lampade
di casa in casa la moltitudine di carboni.

Scivola sotto le porte
manifesti d’ombra, cartografie
dove stampò l’amore la sua rosa dei venti.

I gatti perseguono filacce scolorite
mentre l’acqua canta tra le pietre
e la città lontana nel suo grappolo di madreperle
sembra costellazione addormentata nella montagna.

Sotto il riflesso della tua bocca nel mio petto
il tempo rivela tutti i misteri.

La noche se mueve como un barco fantasma ,
vence los acantilados, desembarca
un revuelo de silencios que se cuelan
en los intersticios del canto de los grillos.

Lejos de las lámparas
de casa en casa la muchedumbre de carbones.

Desliza por debajo de las puertas
manifiestos de sombra, cartografías
donde grabó el amor su rosa de los vientos.

Los gatos persiguen hilachas desteñidas
mientras el agua canta entre las piedras
y la ciudad lejana en su racimo de perlas
parece constelación dormida en la montaña.

Bajo el reflejo de tu boca en mi pecho
el tiempo revela todos los misterios.

Più in là, bandiera mia, indietro
della pianura tirrena… oh fertile essenza generosa
che apre il suo grano azzurro
esplosione di girasole celesti
dove le navi seminano solchi di cotone e passeri…
si alza ingovernabile
l’atlantica muraglia di pietre increspate.

Vedi l’altura dove naufragarono le stelle?
Nella sua deriva palpitano forse come ombre d’argento.

Puoi vedere la rotta che gli addii tracciarono nel tempo?
Rigoroso sale che nella ferita
scava con perseveranza.

Dove gli sguardi cercarono navi orgogliose,
i pesci fugaci della sera,
si nasconde del ritorno la sua prua fantastica.

Nei porti tuttavia non attraccarono notizie d’oltremare
e la pallida silhouette che vincendo la bruma
congrega nei moli alle mani in alto
s’annuncia nelle macchie d’umidità
delle sale d’aspetto.

Voglio portarti, Mia, all’altra riva
più in là dell’ora, dove il vento del sud
nasce nel canto che celebra la patria.

Voglio arrivare con te nell’aria della pampa
al cuore minerale della luce, a ogni incrocio
dove la vastità moltiplica all’uomo
e ai suoi sogni,
dove i figli fondano la speranza
dove la mano ed il seme fioriscono nel pane
distribuito
e nella pietra di dire basta.

Oh, se questo giorno nostro fosse una nave,
minimo legno inesorabile
pugno di vento, uno stormo.

E subito come il canto, donnamia,
come un’onda
arriveremmo alla patria a completarci.

Más allá del límite, bandera mía, detrás
de la llanura tirrena... ay fértil esencia generosa
que abre su cereal azul
estallido de girasoles celestes
donde las naves siembran surcos de algodón y pájaros...
se alza ingobernable
la atlántica muralla de piedras encrespadas.

Ves la altura donde naufragaron las estrellas?
En su deriva parpadean tal vez como sombras de plata.

Puedes ver la ruta que las despedidas trazaron en el tiempo?
Riguroso salitre que en la herida
cava con perseverancia.

Donde las miradas buscaron naves orgullosas,
los peces fugaces de la tarde,
se esconde del regreso la proa fantástica.

En los puertos no atracaron aún noticias de ultramar
y la pálida silueta que venciendo la bruma
congrega en los muelles a las manos en alto
apenas si se anuncia en las manchas de humedad
de las salas de espera.

Quiero llevarte, Mía, a la otra orilla
más allá de la hora, donde el viento del sur
nace en el canto que celebra la patria.

Quiero llegar contigo al aire de la pampa
al corazón mineral de la luz, a cada esquina
donde la vastedad multiplica al hombre
y a sus sueños,
donde los hijos fundan la esperanza
donde la mano y la semilla florecen en el pan
distribuido
y en la piedra de decir basta.

Ay si este día nuestro fuese un barco,
mínimo leño inexorable
puñado de viento, una bandada.

Y de pronto como el canto, mujer,
como una ola
llegásemos a la patria a completarnos.

© Gabriel Impaglione

Il libro

In “Spiegazioni con mare e altri elementi” la poesia si fa canto corale, unione e insieme sintesi della natura e dell’animo umano. La parola si sgancia dal suo significato primario e diventa immagine audace, magnifica e universale. Non c’è artificiosità, ma semplicemente trasfusione biunivoca e sensibile dell’essenza di quanto ci circonda e ci emoziona.

Biografia:

Gabriel Impaglione (Morón, Buenos Aires.1958) poeta e giornalista argentino.
Ha pubblicato: "Echarle pájaros al Mundo" (poesia, Ediciones Panorama- Buenos Aires- 1994);
"Breviario de Cartografía Mágica" (poesia, El Taller del Poeta- Galicia- 2002);
"Poemas Quietos" (Antol. Editorial Mizares- Barcelona- 2002);
In e-book "Todas las voces una voz”- Universidad de Educación a Distancia, Madrid, 2002;
"Bagdad y otros poemas" (El Taller del Poeta- Galicia- 2003);
"Letrarios de Utópolis" (poesia, Linajes Editores- México- 2004).
"Cuentapájaros" (poesia, in stampa, Taller del Poeta- Galicia).
Poemi nell’Antologia "Canto a un Prisionero" (Edit. Poetas Antiimperialistas, Canadà, 2005);
“Alala” (Taller del Poeta, España, 2005, anche in versione italiana).
“Carte di Sardinia“ (Uni Service.Trento- Italia. Poesia, 2006).
Tradotto in portoghese, italiano, inglese, sardo e francese. Fondatore e direttore della rivista letteraria "Isla Negra"  di circolazione internazionale, coordina edizioni in italiano e sardo di "Isola Nera" e "Isola Niedda", e in portoghese, "Ilha Negra". Cura il blog (http://isla_negra.zoomblog.com). Collabora con siti web di letteratura e con varie riviste e giornali d’oltreoceano.
Sposato con la scrittrice italiana Giovanna Mulas, ha sei figli: Martin, Gonzalo, Fabio, Noemi, Roberto ed Emanuele. Vive in Lanusei, Italia.

E.mail : impaglioneg@yahoo.es

Poesie da "Carte di Sardinia"
Poesie da "Bagdad e altre poesie"

FRANCO SANTAMARIA: LETTERATURA E ARTE
Quando LETTERATURA e ARTE esprimono, metaforicamente, la dura condizione dell'uomo.