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1 - da "Bgdad
e altre poesie" :
Ipocrisia
In nome di Dio
La blasfemia
E in ogni assassinato
Un’unghia di Dio
Un pelo
Un’arteria di Dio
Un palmo di anima
Putrefacendosi
D’ipocrisia.
Modernità
Per i padroni delle petroliere
E delle fabbriche di armi
Il Giardino dell’Eden era incompleto.
Per questo esplosioni
Fiammate di fumi mitragliate.
Tra il Tigri e l’Eufrate
Brilla in splendore il Nuovo Ordine.
Un futuro
Hanno ridotto a calcinate ossa
Moltitudini
A nere colonne di fumo
Caseggiati
A indignato pugno crespato
Il cuore del mondo.
Non c’è strada che non porta al dolore.
Non c’è incrocio senza lamenti.
Oh, la impunità corsara del boia!
Il suo uffizio di morte
Sterminando la colomba.
Un coro di tasche, di cani con catena,
adula gli imbecilli
stimola sparatorie, si impiega nei saccheggi.
Il mondo così muore.
L’impero corrode il terrestre il marino
Lo ammazza,
tutto succhia e ammazza.
Con morire sotto i suoi missili
Non facciamo niente.
Dobbiamo imbandierare la vita
Gomito con gomito,
non lasciar passare i servili,
non dare spazio ai suoi sicari,
rendere la vita impossibile
ai traditori,
riempirgli l’impero di colombe.
2 - Altre poesie:
11 settembre
Non potè il fumo sopra la Moneda
Occultare la luce che lì palpitava.
Branchi armati assaltarono la casa
Perseguitando l’uomo con la rosa impugnata.
Fecero scorrere la peste, l’omicidio, la tortura.
Incrostarono tanta pallottola nel Palazzo del Governo
Che dalle sue rovine sgorgarono
Metalli insanguinati con la linfa del Chile crivellata.
America si duole, il mondo si costerna: hanno cominciato
A far scomparire la rosa e il canto per Santiago.
Settembre arriva con le gemme sfilacciate, si rovescia
Nelle strade tra specchi di zafferano e ferramenta rotte.
Il compagno presidente resiste.
L’orda nei corridoii cannone in mano, massacrando
Massacrando nei sindacati e nelle scuole massacrando.
Nello stadio nazionale le mani del Chile separate
Dal braccio in alto e il sudore della fronte.
I maiali genocida sotto ordine di sciacallo con voce di fischietto
I sogni di Vicerè è osannato dagli eleganti saloni.
Ripugnante burattino di Mr Henry Kissinger
Impiegato dalla Sam’s Business & CIA.
Aspettando le sue ossa il cane di canino prestato, ostenta
Le sue medaglie di ruffiano nella porta di servizio dell’embassy.
Ne La Moneda esplose centimetro dopo centimetro la granata.
Il compagno presidente resiste.
Sotto mitra e carri armati e pistole e bombe,
sotto la ignominia imperalista e dopo la sua morte
senza morte, il compagno presidente e il suo popolo resistono.
Resiste.
Oh, dura tristezza che s’estende lenta sopra le decadi,
anni di memoria insepolta, utopia mai vinta.
Il compagno presidente resiste.
Resiste.
Resiste, in ognuno di noi.
Il compagno presidente.
Convoco i poeti con chitarra
Compagni poeti
ai fratelli
in un giorno di torre con campana
in ora dolorosa di papaveri
in un minuto di terminante basta.
Dobbiamo dare battaglia.
per ogni bomba cento versi rigorosi
per ogni sparo una colomba.
Non possiamo essere indifferenti all’ ossario,
non si può
già non si può più
morire di spalle.
Chiamo i giornalisti con onore,
compagni giornalisti,
ai fratelli
all’urgente Assemblea Universale dell’Etica.
Dobbiamo recuperare la parola,
esercitare la verità a tutto o niente,
rompere il muro di applausi alla barbarie.
La feroce perversione del silenzio.
Per ogni asticella di osso bruciato
per ogni vomito di piombo sopra il Libano
sei nomi di genocidii in prima pagina
attestando le immagini dell’inferno.
Che cada loro il disprezzo dei suoi figli
la condanna dei popoli, l’angoscia
brutale delle vittime morsicando la coscienza.
Oh fratelli
non potremo guardarci negli occhi
né parlare di poesia e di domani
né lanciare al volo sogni di un grande pane giallo
per tutti
non potremo cantare bandiere e domeniche
amore giustizia
verità…
non potremo.
non potremo pronunciare voci così semplici.
Non potremo.
Già si sa tutta quella gente che va per i saloni
con la parola libertà nel bavero.
Stanno rompendo il mondo, compagni.
Lo accoltellano giorno per giorno.
Questi sette fanatici di grandi tasche
stanno dividendo il mondo a pezzi.
E allora adesso e qui
noi
niente?
Domando: dove stanno i bambini?
Ho visto le stesse bombe che scheggiarono Bagdad
come un’antica magnifica ceramica
cadere col suo boato di rossa scia
sopra Beirut.
È verità che la paura si spessa
fino a fare corazza della pelle ardita?
Quanta morte, andrés, amico mio,
significa Israele partita dalla rabbia?
Si può misurare la gravità della paura,
la profondità del sangue?
Come si dice Basta perché si capisca?
Quanti morti senza morte nei rifugi
dove anche impilano dimenticanze!
È verità che in Beirut le strade
conducono solo ad una grande tomba aperta?
Dove stanno i bambini?
Sono sopravvissute le ragazze che risplendono
dietro degl’ immensi occhi neri?
Va di cadavere in cadavere la poesia
che aprì le finestre del Libano
a paesaggi di impalcature e di passeri?
Dove stanno i bambini?
Dove!
Dove stanno i bambini!
Generali, mercanti di armi, trafficanti
di bandiere, seguaci dell’impero:
dove stanno i bambini!
Se è verità che le ferite
piangono gocce di risposte rotte, l’aria
è spada che distrugge la mano che la impugna.
Perché Joumana i boia
quando tutto chiedeva il canto?
Dove stanno i bambini!
Assieme alle ossa dei loro padri nei carceri
e i centri di tortura?
Sotto la pioggia di piombo- tempesta?
Nelle rive delle città assediate dall’odio?
Le stesse bombe che una volta e l’altra
si ripetono imbecilli, ciecamente imbecilli
sopra piazze, mercati, aule e cucine,
sopra i bambini del Libano e Palestina,
sopra tutte le coscienze
anche cadono ora sopra la mia casa.
© Gabriel Impaglione
Biografia
Gabriel Impaglione (Morón, Buenos
Aires.1958) poeta e giornalista argentino.
Ha pubblicato: "Echarle pájaros al Mundo" (poesia, Ediciones
Panorama- Buenos Aires- 1994);
"Breviario de Cartografía Mágica" (poesia, El Taller del Poeta-
Galicia- 2002);
"Poemas Quietos" (Antol. Editorial Mizares- Barcelona- 2002);
In e-book "Todas las voces una voz”- Universidad de Educación a
Distancia, Madrid, 2002;
"Bagdad y otros poemas" (El Taller del Poeta- Galicia- 2003);
"Letrarios de Utópolis" (poesia, Linajes Editores- México- 2004).
"Cuentapájaros" (poesia, in stampa, Taller del Poeta- Galicia).
Poemi nell’Antologia "Canto a un Prisionero" (Edit. Poetas
Antiimperialistas, Canadà, 2005);
“Alala” (Taller del Poeta, España, 2005, anche in versione italiana).
“Carte di Sardinia“ (Uni Service.Trento- Italia. Poesia, 2006).
Tradotto in portoghese, italiano, inglese, sardo e
francese. Fondatore e direttore della rivista letteraria "Isla
Negra" di circolazione internazionale, coordina edizioni in italiano
e sardo di "Isola Nera" e "Isola Niedda", e in portoghese, "Ilha
Negra". Cura il blog (http://isla_negra.zoomblog.com).
Collabora con siti web di letteratura e con varie riviste e giornali
d’oltreoceano.
Sposato con la scrittrice italiana Giovanna Mulas, ha sei figli:
Martin, Gonzalo, Fabio, Noemi, Roberto ed Emanuele. Vive in Lanusei, Italia.
E.mail : impaglioneg@yahoo.es |