POESIA / FRANCESCA SANTUCCI
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LA NASCITA
Prodigio meraviglioso!
D’improvviso per oscuro cammino
esplosi e germinai,
attraversai tutte le stagioni
nuotando al buio, fra l’acque
cristalline del ventre suo
caldo, infine fu il travaglio,
poi la doglia fatale, e balzai fuori.
Sbocciai come la rosa maggiolina
-s’ era proprio in quel mese-
però come la gemma
ghermita alla sua roccia
dall’alveo protettivo delle reni
fui strappata, e luce fu
(ma già un cono
d’ombra si celava).
Fra lacrime e sangue e sudore
e dolore, in chiarità
ad accogliermi trovai le braccia
morbide ed il nettare,
dolce nutrimento, delle mammelle
candide, ed il sorriso
di mia madre luminoso:
beffardo,
insieme alla vita
mi consegnava alla mortalità.
DOPO L’ESTATE
Era di primavera, ed il mondo girava
per il verso giusto quando la bocca
dal primo bacio fu sorpresa e mi colse
la vertigine inattesa.
Ristetti,
a quell’amore abbarbicata,
come il convolvolo blu fiorito al muro,
come il male brutto al devastante cancro.
Già incanti sfolgoravano negli occhi,
ed i gabbiani bianchi in sospensione,
fra cielo e terra e mare, confetti mi parevano
candidi di sposa.
Poi giugno passò e luglio e agosto;
di quel bacio restò solo un ricordo,
di quell’amore (che amore non fu,
ché fu crudele) più nulla restò
dopo l’estate.
NOTTE DI SAN LORENZO
Non sono sola stanotte,
siamo in tre,
il ricordo di te, la mia solitudine
ed io, a spiare
la scia delle Perseidi
che il firmamento
accende.
No, non sono le lacrime del Santo
che piange
sopra la sua sventura,
non sono le scintille che sfavillano
e crepitano
intorno alla sua brace, sono polvere
di stelle (le stelle degli inganni):
quei desideri non s’avverano,
mai!
CUPIO DISSOLVI
Miele nell’acqua disciolto.
Io nell’acqua di miele disciolta.
Tu che bevi l’acqua disciolta
di miele.
Tu che mi bevi,
miele di me. Cupio dissolvi,
mia morte sognata perfetta,
io che, convertita, permango,
confusa parte di te.
Io che ti baleno pensiero,
tu che disegni archi coi pensieri,
e nello sguardo ti perdi,
lì, all’orizzonte, in cerca di me,
ed ignori che io sono dentro di te.
© Francesca Santucci |
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Biografia
Francesca Santucci è nata a
Napoli, dove ha compiuto studi umanistici, insegnato e redatto
articoli per il periodico “Campania oggi”; ora vive in provincia di
Bergamo.
Poetessa e scrittrice, ha conseguito diversi premi e riconoscimenti
sia per la narrativa che per la poesia.
Ha pubblicato due raccolte poetiche, La vana attesa (A.L.I. Penna
d'Autore, 2000) e L'ultimo viaggio (Il Foglio, 2002), l'antologia
Donna non sol ma torna musa all'arte (Il Foglio, 2003), Donne
protagoniste (Il Foglio, 2004), profili di donne variamente attive,
Messaggi dall’antichità, raccolta di saggi su temi dell'antichità
(Kimerik, settembre 2005), e due raccolte di racconti, Racconti e
fiabe (A.L.I. Penna d'Autore, 2004) e Napoli di ieri (A.L.I. Penna
d'Autore, 2005).
Ha, inoltre, curato la prefazione del libro dell’antichista Letizia
Lanza Il diavolo nella rete (Joker, 2003), dei Ricordi di guerra di
Rodomonte Lenti (A.L.I. Penna d'Autore, 2004), di Penziere mieje di
Vittorio Aprea (Kimerik, 2005).
E’ presente con poesie e racconti in antologie collettive e raccolte
multimediali (case editrici Book, Seledizioni, CE.AR.C., Centro
Incontri, Ursini, Penna d’Autore, Il Filo, I fiori di campo, Aletti,
Akkuaria, etc.).
Collabora con la rivista letteraria "Il notiziario per i soci
italiani della Brontë Society".
www.francescasantucci.it
www.letteraturaalfemminile.it
mail@francescasantucci.it
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