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France Ferran, poesia

FRANCO SANTAMARIA

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SALA DEGLI OSPITI

 

POESIA / FRANCE FERRAN


FEUILLAGE CADUC / CADONO FOGLIE

Larmes rousses, lambeaux organiques
en lente spirale s’affalant sur l’humus
pour tisser à l’hiver son tapis mou,
pour laisser à l’arbre sa forme initiale
comme disloquée.

Qu’il sombre dans le bleu-noir de l’étang,
ce soleil prêt à dénoncer la nuit précoce,
à s’insurger au passage de l’amour.

Solitude, dépouillement, rien ne saurait
différer le cours mortel du temps si ce n’est
le souffle magique de l’Esprit.

Lacrime rosse, organici frammenti
che s’abbandonano in lente volute sull’humus
per tessere un morbido tappeto all’inverno,
lasciare all’albero una forma iniziale
come slogata.

Che affondi nel blu-nero dello stagno
questo sole pronto a denunciare la notte precoce,
a insorgere al passaggio dell’amore.

Solitudine, rinuncia, nulla saprebbe
rendere diverso il corso mortale del tempo se non fosse
il soffio magico dello Spirito.

L'ÉTOILE DE SION / LA STELLA DI SION

Venue du fond des âges paver la colline,
l’étoile de Sion, tel un bijou porte-bonheur,
s’offre à qui sait la cueillir dans l’herbe rase
où elle affleure parcimonieusement.

Du haut de ce coteau légendaire, l’infini
s’allie aux grandes houles grises du ciel,
roulant au-dessus de nos têtes un océan familier.

Brûlante au creux de ma main, cette pierre étoilée,
secrètement unie au mystère du temps,
porte témoignage du frêle lys qui jonchait la mer
baignant notre Lorraine originelle.

Et les calices pétrifiés, de toute leur dureté
tenace, çà et là, ont résisté, éveillant
une pitié silencieuse pour avoir été foulés
par des hordes barbares ou le passant frivole.

La pierre nue est l’histoire survivante de sa tige perdue.
Délivrée de la terre comme une semence fertile,
elle remonte vers le soleil pour nous dire sa foi.

Venuta dal fondo delle età ad ammantare la collina,
la stella di Sion, come un gioiello portafortuna,
si dà a chi sa coglierla tra l'erba rasa
dove appena appena affiora.

Dell'alto di questa collinetta leggendaria, l'infinito
si allea alle grandi onde grigie del cielo,
sulle nostre teste avvolgendo un oceano familiare.

Questa pietra stellata, bruciante nel cavo della mia mano,
segretamente unita al mistero del tempo,
testimonia del fragile giglio che costellava il mare
che bagnava la nostra Lorena all'origine.

E i calici pietrificati, in tutta la loro durezza
tenace, qua e là, hanno resistito svegliando
una pietà silenziosa per essere stati calpestati
dalle orde barbariche o dal rozzo passante.

La pietra nuda è la storia superstite del suo gambo perso.
Liberata dalla terra come fertile seme,
risale verso il sole per attestarci la sua fede.

Nota: La stella di Sion, fossile a cinque punte, detto "entroco", è un coccio di crinoide o giglio di mare. Si trova ancora sulla collina tra Sion e Vaudémont, nel Lorenese, collina celebrata dallo scrittore Maurice Barrès ("La colline inspirée").

CHÈVRE PICASSIENNE / CAPRA PICASSIANA

La chèvre - feuille blanche sur le noir de l’ubac,
Dresse son chapeau de paille où réside l'ardeur
Fraîchement verte de son spasme d’orgueil
Face à l’ambiguë société des hommes d’en bas.

Son élan - limite de la pente figée -
Epouse la candeur d’âme de tous les mortels
Aspirant- expirant leur passage précaire.
Sur un vieux parchemin en peau de chèvre
Finira de s’écrire leur destin.

La capra - bianca foglia sul nero dell'ubac,
innalza il suo cappello di paglia dove risiede l'ardore
recentemente verde del suo spasmo di orgoglio
contro l'ambigua società degli uomini meschini.

Il suo slancio - limite della pendenza raggelata -
sposa il candore d'anima di tutti i mortali
aspirando - morente - il loro passaggio precario.
su una vecchia pergamena di pelle di capra.

Nota: Picasso si è molto ispirato a questo animale. France Ferran, in un gioco di parole tra "chèvre" e "feuille" , allude anche al "chèvre-feuille" che è una pianta rampicante e profumata.

VOX TERRAE

Comme un animal,
elle a bougé

Comme un athlète
elle a soufflé

Comme le tonnerre
elle a grondé

Comme le voleur ou la mort
elle a surgi sans prévenir

Mugissant comme le vent
secouant comme la tempête.


Pouvoir de la Terre :
faisant violence à son paraître
tellement lisse.
sa voix abyssale a résonné.


Créées immémorialement
ont opposées leur sagesse
ces Pyrénées à présent sereines.

Pas comme nos cœurs :
dans nos poitrines
s'est enfoncé le javelot de la peur.


A repris ses droits la Nuit sage
et son ballet d'étoiles.

Est retombé le sommeil sous nos toits,
l'accent des clairons éteint.

Oublieuse de son éclat de colère
la Nature est là :
selon les Anciens
qu'un coup de semonce
pour annoncer la neige.

Come un animale,
si è mossa

Come un atleta
ha soffiato

Come il tuono
ha brontolato

Come il ladro o la morte
è sorta inattesa

Ruggente come il vento
scuotente come la tempesta.


Potenza della terra:
che fa violenza al suo apparire
totalmente piano,
è rintronata la sua voce abissale.


Da tempo immemorabile creati
hanno opposto la loro saggezza
questi ora sereni Pirenei.

Non come i nostri cuori:
nei nostri petti
s’è ficcato il giavellotto della paura.


Saggia, ha ripreso la Notte il consueto cammino
e il suo balletto di stelle.

Il sonno è ripiombato sotto il nostro tetto,
spento lo squillo delle sirene.

Dimentica della sua collera rabbiosa
la Natura è questa:
secondo gli Antichi:
a colpi di minacce
annuncia la neve.

Nota: Sisma con epicentro nella regione d’Argelès/Lourdes avvertito nella notte tra il 14 e il 15 novembre 2010.

© France Ferran
© trad. Franco Santamaria

Biografia

France Ferran è nata a Toulouse - la Tolosa gallo-romana, che le ha trasmesso la passione per la cultura latina, con particolare predilezione per Virgilio, Petrarca, Leopardi fino ai poeti italiani contemporanei.
Poeta, ha conseguito una dozzina di premi di poesia in francese ed inglese.
Critica di danza, membro del CID-UNESCO, è stata invitata numerose volte ai maggiori Festival italiani (Genova-Nervi, Maggio Fiorentino, Venezia, etc.)
È autrice di "Jorge Donn danse Bejart - Jorge Donn balla Bejart" (Edizioni Nathan).
www.envols-poesie.com/index.htm


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FRANCO SANTAMARIA: LETTERATURA E ARTE
Quando LETTERATURA e ARTE esprimono, metaforicamente, la dura condizione dell'uomo.