Franco Santamaria,poesia,narrativa,pittura,culturapoesia narrativa pittura arte
   

 

Enrico Pietrangeli

FRANCO SANTAMARIA

Opere
Hanno detto di
Franco Santamaria
Biografia
Biographie 
SALA DEGLI OSPITI
Poesia
Narrativa
Arte
Critica-Sagg.
Citazioni

Eventi Culturali Naz.
Concorsi Letter./Art.
Link Culturali

SALA DEGLI OSPITI

 

POESIA / ENRICO PIETRANGELI


da “Mezzogiorno dell’animo”

Enrico Pietrangeli, Mezzogiorno nell'animo_poesie

Enrico Pietrangeli
MEZZOGIORNO DELL’ANIMO
C.L.E.U.P Editrice, Padova, novembre 2011
ISBN 978 88 6129 775 3, Pagg. 100, € 12,00

Per ordinare il libro:
- C.L.E.U.P/Cooperativa Libraria Editrice Università di Padova
Via G. Belzoni, 118/3 - 35131 Padova
Tel. 049 650261, fax 049 8753496 - info@cleup.it
- Enrico Pietrangeli <
uf.stampa@fastwebnet.it>
Tel. 0662207421 (digitare 795 quando risponde il centralino)

 

Incompleti ideali

Nella mia vita incompleti
ideali dal primo giorno
incontrati amando, svuotato
per poi attiguo ritrovarmi
all’età che sporge la scure,
ficcato nell’eremo dell’animo
coltivando sterile disincanto.
Disillusa certezza infranta
da Goccia su lorica estesa.
Penetra la freccia pigiando,
pende sul costato conficcata,
di San Sebastiano squarcia
l’icona, la via compenetrata.


Disinfettami l’anima

Disinfettami l’anima,
se è quel che vuoi, sterilizzami.
Fallo piano, con tutto il bene
di un semestre terapeutico,
bombardando anticorpi
sopra inermi popolazioni.
La mia fede giungerà
donandoti Amore,
sacrificio mai invano.
Di fronte al martirio
si deve saper morire,
offrirsi per l’altro
fino in fondo, tutto.
Senza mai riserve
s’abbraccia la fede.
Cristo lo ha fatto,
ha fatto la rivoluzione.
Se prive di slanci,
le vie di mezzo
non salvano,
generano mediocri,
pasoliniani mostri,
vinti assoggettati,
vili conformisti.
Cristo è infinito,
incondizionato amore,
lo slancio più alto: il dono!
Predilige la sincerità
e dà forza e coraggio
che liberano il cuore
dai vincoli del nulla.
Ama i peccatori
che tornano, i ravveduti!
Disinfettami l’anima,
se è quel che vuoi, purificami.
Fallo piano, con tutto il bene
e la pietà nel dolore. Giungerà
la mia fede donandoti Amore,
quel sacrificio mai scorso invano.


Fammi sentire

Fammi sentire, o Signore,
non importa che sia dolore.
Temprami e dammi coraggio
che son pronto e lieto
per essere sacrificato,
ma non lasciarmi solo,
non abbandonarmi mai
tra l’inedia di un nulla
dove sprofonda l’animo.
Dammi un Tuo paterno castigo,
fammi piangere di commozione,
appendimi sulla Tua croce!
Ma non separarmi dal cuore,
donami speranza nel tormento
e troverò coraggio di resurrezione.


Porgimi il reale
“Che vita ti rimane? Per chi tu sarai bella? Chi più amerai?”, Catullo

Porgimi il reale, il non vissuto,
colmando il vuoto idealizzato.
Tendimi una mano, svelati il volto
per tutto questo tempo d’assenza
che, nel torpore, di dolore crebbe,
e, verso il cielo, di geotropismo
ascende, mettendo nel basso
radici, fondi legami alla Terra.
Raccogliamo i frutti del dolore,
dell’ideale riprendiamoci tutto.
Se non presi per tempo,
marciranno frutti maturi
inseminando altro inutile,
superfluo dolore oppure
stipati saranno in frigo,
insipidi frutti fuori stagione.


Statico equilibrio

Non oscilla e sta,
di materia informe,
lo statico equilibrio
in attesa d’una spinta
sull’altalena del vivere.
L’attesa lacera gli uomini
e piega i deboli di spirito.
L’attesa pondera disegni
tra ageminanti rovine.
L’attesa resiste: occhi
testimoni di una gloria,
quanto sottende tempo
che immortala il tempio,
l’artista che intarsia
preservando essenza
di presenza assenza.
Passeggio tra rovine
una domenica mattina
e un vibrante sorriso
tra crepe sporge inciso:
l’attesa è inalterata resa,
odore di mastice eterno.


Morire per amore

Morire per amore
son pochi a farlo,
perlopiù psicotici,
vani ipersensibili.
Morire per amore
di norma è raggelarsi
spalmando strati d’inverno
sul cuore al posto della Nutella.
Morire per amore
è questo mondo
d’infelici zombi,
di doppi
e d’inganni,
di rappresaglie,
di orgogli,
perdoni omessi
ed egoismi
senza rese.


La revisione

È scritto stillando a caldo,
necessita d’attenta analisi
tra sempreverdi dolenze;
rievocando viaggia, si posa
tra poesie di Tabory la rosa,
là paternamente conducevo
accompagnandoti nel verso.
L’ultimo percolante sangue
fido m’attende, nell’attesa,
d’attenta revisione al verso.
Come un soldato al fronte
raccatto morti, migliorandone
la forma con l’Eterno riposo
blaterato in fretta, affino
versi col cuore resi, le piaghe
tra i dolenti refusi confino.

© CLEUP – Enrico Pietrangeli, da Mezzogiorno dell’animo

Il libro

Trascendenza ma anche carnalità di un mezzodì dell’anima
Quella che Enrico Pietrangeli porta a compimento è la sua terza silloge poetica composta nell’arco di oltre un decennio. Tematica portante della raccolta è quella amorosa dove, a dire il vero, non prevalgono solo toni spirituali ma compaiono anche riferimenti più strettamente carnali, seppure mai disgiunti tra loro. A tratti vengono persino sovrapposti ricorrendo al mito, come quello di Eros e Psiche, dando spessore alla valenza della condivisione del dolore nella compassione più autentica, che passa anche attraverso un’ “onanistica deportazione“ “extrauterina”. Qualcosa che lungi dall’essere peccato o perversione poiché “condivisa gravando / un cancro in asportazione” evolvendo in una guarigione complessiva, che contempla anima e corpo. La struttura del libro si suddivide in dodici sezione tematiche che, nella parte conclusiva, comprendono anche alcune prose e, come appendice, un resoconto di CicloInVersoRoMagna 2011, manifestazione condotta per il secondo anno consecutivo dall’autore a fianco di Gloria Scarperia insieme ad altri alternatisi. Un ciclo che ritorna, scandito in versi: “Con ciclo inverso e diverso, / altra ruota girerà sul verso,/ l’incompiuto giro d’una pausa / in attesa di un moto perfetto” esordisce il prologo, altrove si scandisce che “epica è l’anima, eroe colui / che la percorre concludendo / un ciclo” per concludere con l’epilogo affermando che “compiuto è un ciclo e attendo, / di virtù nel senno, altri frutti”. Diversi sono comunque gli elementi e gli argomenti che si alternano, a tratti sovrapponendosi, nel corso della lettura. L’oscurità evocatrice e rivelatrice, con il suo sollecitare l’inconscio onirico nell’incombenza della notte, riporta a un “mondo lontano” e il suo “il giardino proibito” che “sfuma svanendo / sagoma di reviviscenza”. Un sogno che, “lentamente, prende lo sguardo / di un teschio, l’ultimo a svanire / dalla tomba segnando, secoli / prima dell’avvento della polvere, / l’imperversante giorno: / la mancata unione sgomenta / il risveglio generando attesa”. Notti che, altrimenti, scorrono “insonni, / modellando dolore / come se fosse creta”, dove “non bastano cuscini / e camomille” poiché, come dichiara il poeta, “mi manchi / e scrivo rideste poesie”. Notti che scorrono, parallelamente, invocando il “Signore”, giacché, quel che l’innamorato vi riconosce “è l’ornato giardino perduto”, notti che s’estinguono “poco prima che fu luce, / librando in una preghiera”, con “coraggio che non desiste”. Un libro, dunque, che, tra le altre, si alimenta anche di una forte componente spirituale finanche ponendo in rilievo tematiche sociali. Poesie che vogliono, a tutti gli effetti, essere un piccolo tassello finalizzato verso un mondo migliore di quanto, ormai, in tanti stentano a crederlo. Ma, probabilmente, il compito del poeta corrisponde anche a tutto questo nell’ottica delle sue peculiarità visionarie e premonitrici che, in un più generale attuale contesto, non possono che ridestare speranze e un indispensabile ottimismo.

Biografia:

Enrico Pietrangeli, autore della raccolta di poesie Di amore, di morte, pubblicata in versione cartacea (Teseo editore - 2000) e in elettronica (Kult Virtual Press - 2002), collabora con giornali e riviste da diversi anni ed è giornalista pubblicista. Presente sulla scena romana della poesia sin dagli anni Ottanta, ha curato anche rassegne e spettacoli come Poesia da Bruciare, Sicilia Poetry Bike, CicloPoEtica 2010, Nettuno Fiera di Poesia 2010 e CicloInVersoRoMagna 2011. Attraverso la traduzione poetica, si è dedicato all’opera di alcuni autori poco conosciuti. Ha ripubblicato il suo romanzo d’esordio In un tempo andato con biglietto di ritorno (Proposte Editoriali – 2005) con una seconda edizione in elettronica (Kult Virtual Press - 2007) e un’ulteriore silloge poetica dal titolo Ad Istanbul, tra pubbliche intimità (Il Foglio - 2007).


da "Di Amore, di morte"
da "In un tempo..."
da "Ad Istambul"

FRANCO SANTAMARIA: LETTERATURA E ARTE
Quando LETTERATURA e ARTE esprimono, metaforicamente, la dura condizione dell'uomo.