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Enrico Pietrangeli

FRANCO SANTAMARIA

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POESIA / ENRICO PIETRANGELI


da "Di amore, di morte"

Enrico Pietrangeli, Di amore di morte

Enrico Pietrangeli
DI AMORE, DI MORTE poesie
Nota critica di Gino Scartaghiande
Teseo editore, 2000

Per ordinare il libro:
- www.teseoeditore.it/catalogo/poesia.html
- Enrico Pietrangeli <enrico.pietrangeli@fastwebnet.it>

Enrico Pietrangeli, Di amore di morte

Enrico Pietrangeli
DI AMORE, DI MORTE poesie (e-book)
Nota critica di Francesco De Girolamo
Kult Virtual Press, 2002

Per scaricare l'e-book:
- www.kultvirtualpress.com/download/Enrico%20Pietrangeli%20-%20Di%20amore,%20di%20morte.exe

 

A L.A

Eravamo due sconosciuti vicini,
tanto da concederci un antico gusto
di spiare rumori e persino sospiri;
un insolito vento o l'inaffidabile
pigra mondanità di uccelli urbani
ha disperso i nostri pollini
senza mai tramutarli in frutti
nel comune scorrere di stagioni
vissuto tra le quattro zolle di terra
che dividevano le tue dalle mie radici:
casa, certo punto di memoria,
dal tuo segreto sorriso sporge
questo mio disordinato archivio.


Il pazzo

E’ un lago fondo e chiaro
d’impeccabile innocenza,
nobile e azzurra vi scorre
pupilla senza più ragione
diritta scorge e solca
remoti labirinti d’animo
e ignudi vermi che siamo
ci voltiamo ignorandolo.


Ad A.M.

Dalle sebacee ancelle
lasci adornare il corpo
al sangue consacrato
e vi rifletto cheta
la falce della luna
padrona di maree
nei porti di Galizia,
l'acre recondito
gusto di mestruo
come vino che scorre,
sale e ridiscende
sul primo amore
nel sangue sancito.


A M.P. 2

Vorrei dipingerti su questa tela
che normalmente direi ingiallita,
corrosa di vinta coesistenza
ed inalterata e bianca
ne conservo la superficie
come pure il pennello,
pregno dei tuoi occhi di neve
scorre, con te, l’illusione
per poi chiamarla speranza:
quest’ubriaca abitudinaria
che dimora in fragili ossa.


Ed ecco il Natale

Ed ecco il Natale:
con vivo augurio
vi penzolano a fiotti,
dai soffitti dei mercanti,
opulenti cartelli celebrativi
a stagionarsi nell'effimero
e li vedo uno ad uno
come quei crocifissi solitari
appesi sugli altari benedettini
mentre il buon vino di chiesa
invecchia da un anno all'altro;
a quando la resurrezione di questa carne?

© Enrico Pietrangeli, da "Di amore, di morte"

Il libro

Nota critica di Gino Scartaghiande (edizione Teseo)
Abbiamo tra le mani un piccolo "libro aureo" di rara autenticità. La parola vi sorge e vi si concretizza, come ferma vitalba di idee, in una esemplare zona di contemplazione, dove cuore e ragione vanno insieme, anima e corpo tengono strenuamente ogni loro dato esistenziale, a fronte di qual si voglia alienante reificazione dei linguaggi e delle mitopoiesi letterarie.
Un libro che paga altissimo in termini di impegno personale, che sa ancora far risuonare una voce profetica nel tempio infestato dai mercanti. Pietrangeli si cala in un punto cruciale dell'attuale "offesa" letteraria all'uomo, lì dove sono stati consumati i misfatti poetico esistenziali dei nostri anni, ed anche prima e oltre. Si fa goccia di sangue viva; persona, che proprio nell'attraversamento della sua parte di inferno contemporaneo, ma con un occhio di pietà e di silenzio quasi sbarbariano, non perde di vista quella terra d'innocenza ultima, di quella" terra promessa", già
rivelataci da Ungaretti, che è conquista di assiduo lavoro e di libertà. È un libro questo, che ha centrato il tema, che "venera" "Gli dèi immortali anzitutto", o "quindi gli eroi gloriosi", come limpidamente Sbarbaro traduce da Pitagora. E ancora vi si avverte la presenza di un Penna più intimamente ontologico e fondativo di un pensiero, e meno idillicamente novecentesco o addirittura manierista, da cui Pietrangeli sa trarre un lessico di alto decoro ed originalità.

Nota di Francesco De Girolamo (edizione elettronica)
Ho molto apprezzato questa opera prima poetica di Enrico Pietrangeli.
I testi hanno una compattezza ed un rigore formale decisamente inconsueti tra le tante raccolte di versi circolanti su carta o in rete, in questi anni di indiscriminate produzioni poetiche - spesso velleitarie ed autoreferenziali - cui fa da contraltare (a mo' di comoda rappresaglia) un quasi assoluto disinteresse critico per quanto di realmente meritevole, in questo poco esaltante "mare magnum", ogni tanto appare. La raccolta nasce da un vissuto denso ed emblematico, ma non si ferma a darne una mera testimonianza emotiva. Cerca sempre, spesso trovandolo, a mio avviso, un suo autentico destino stilistico, caratterizzato da un costante rifiuto di una musicalità diretta, di ogni facile "orpello", per un andamento ritmico più variegato, ora colloquiale - ma senza edulcorante affabilità - ora ironicamente declamatorio, ora attingendo ad una sorta di scarnificato "flusso di coscienza" in versi.
Con una chiara parentela con un certo "maledettismo" francese, per una sua acre propensione al disincanto, e con la scandalosa cristologia eretica pasoliniana, che sposa ad un'intima purezza di sguardo, un'indocile corporeità, tutta l'opera si contraddistingue per la sua avveduta ricerca formale e la sua esemplare originalità di esiti, fornendoci la prova indiscutibile di una incoraggiante, ma non conciliante, vocazione poetica.

Biografia:

Enrico Pietrangeli, autore della raccolta di poesie "Di amore, di morte", pubblicata in versione cartacea (Teseo editore 2000) ed in versione elettronica (Kult Virtual Press 2002), collabora con riviste e siti internet pubblicando articoli e racconti brevi. Attraverso la traduzione poetica, si è dedicato all'opera di alcuni autori poco conosciuti.
Redattore di Controluce e dell’Osservatorio Letterario, gestisce il sito "Poesia, scrittura e immagine" (www.diamoredimorte.too.it).
Ha recentemente ripubblicato il suo romanzo d’esordio “In un tempo andato con biglietto di ritorno” (Proposte Editoriali - 2005) con una seconda edizione in elettronica (Kult Virtual Press - 2007).


da "Ad Istambul"
da "In un tempo..."
da "Mezzogiorno dell'animo"

FRANCO SANTAMARIA: LETTERATURA E ARTE
Quando LETTERATURA e ARTE esprimono, metaforicamente, la dura condizione dell'uomo.