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Angoli
nascosti (Ai Frati dell’Eremo delle carceri)
È da qui
che si respira
la ragione del cercare.
Alle estremità del pensiero
vive la verità nascosta.
Basta un sospiro
per raggiungerla
basta un soffio
per perderla.
Allora sospingiti
al di là del vento
tra cime boscose
e
soli nascenti
inerpicati
tra rocce di nuvole
e
piogge d’oriente
immergiti
nel silenzio delle valli
e
ascendi
negli angoli del cuore.
Dedicato
Camminerò
ai limiti del respiro
per non calpestare
i tuoi giorni di libellula.
Inventerò
parole nuove
senza crude consonanti
perché non ci siano
nudi silenzi.
Imparerò
i tuoi contorni
profondi ed estremi
dove lasciare
interminabili paure.
Strapperò
dal giardino del Re
il tempo che non fu
per farne
corona dei tuoi passi.
Cercherò
nel buio dei miei sogni
l’ingresso proibito
per superare
il ritmo del tuo equilibrio.
Trasformerò
l’eternità delle stagioni
in piccoli riflessi
giocando
al Dio dell’illusione.
Sarò
dolci note di pioggia
nelle tue radure
nascoste al mio sguardo
di semplice poeta.
Dedicato a te
che sei immagine
riflessa
nei miei occhi
bagnati di serena malinconia.
Il giorno (A M.T.S.)
Ho percorso
gli attimi delle tue ciglia
con leggeri sguardi rubati alle candele
ma nulla era chiaro
come il tuo timido sorriso
taciuto nelle richieste delle tue certezze.
E se i tuoi occhi
fossero morbidi tappeti di speranza
dove
nascondere campi di girasoli, stanchi di Sole,
non esiterei
a convincerti di fermare i tuoi passi
tra gli scogli del momento.
Sei passaggio
di folle vento tra i canneti dimenticati;
sei ricordo disperato
di antichi sogni innocenti;
sei sapore d’uva passa
nel bicchiere vuoto del passato;
sei risveglio del mattino
nella notte del domani.
Troppo presto i richiami del tuo mare
lasceranno le mie spiagge
silenziose e desolate.
Maestrale d’estate
Ci vogliono
quei giorni di malinconia
per raffigurarti nella mia mente.
Fievole voce d’autunno
nascosta
tra pallidi tramonti di luce.
Soffi leggera
tra i sentieri scordati dall’Anima
per poi sfumare
quando il desiderio si innalza;
sai sbattere prepotente
se l’illusione si fa intensa
ma poi indietreggi gentile
all’avanzare dello scoglio.
Forse è nella sera,
quando la quiete è solo apparente,
che ti sdrai in cedevoli progetti
per poi combattere all’alba
contro la debole luna.
Forse sei inganno dei sensi
che abbatte le barriere;
forse sei consapevolezza della mente
che illumina la consuetudine della parola.
Forse sei stata
maestrale d’estate
che spazza, dal cuore adagiato,
la polvere dimenticata.
Sicura voce (A mia Madre)
Lascerò i tuoi occhi
nascosti nella cenere
delle parole
dove il nulla
è chiarore del sempre.
Tra rocce appannate
silenziosi tramonti
di giovani bocche
dove
germogliare
il tuo antico sguardo
promesso
dal vento al mattino.
I tuoi occhi leggeri
fantasie di primavera
giochi di luce
dove nascondersi,
tra filari di vite
e solchi antichi
di sorrisi innocenti.
Quando sarai ombra
nelle mie giornate di luna
stringerò
tra i ricordi bambino
l’infinità della tua voce sicura.
© Claudio
Moica, da "Angoli nascosti"
Il libro
Questa silloge
di Claudio Moica, dal titolo indubbiamente evocativo, Angoli
nascosti, conduce il lettore appunto in quegli interstizi di
tempo, in quei luoghi nascosti dove la poesia – naturalmente – ha
origine. Lì dove solo apparentemente non c’è nulla da cercare, da
raccontare, si cela invece, anzitutto, il senso del persistente
bisogno dell’uomo di andare, di viaggiare, di superare i limiti
della ragione nonché quelli legati all’idea stessa di “limite”.
È così che questa poesia porta, conduce “al di là di”,
lungo il tracciato del desiderio e del sogno, verso un altro tempo,
altre ragioni. Una spiritualità scevra da qualsiasi dogma o rigidità
avvolge questa scrittura, essa si scorge nel paesaggio come nella
tensione relazionale dell’Io lirico che cerca negli altri i propri
contorni. L’autore scrive nella sua introduzione che è il dubbio e
la curiosità a spingerlo alla scrittura, un desiderio di sapere
(conoscere, scoprire, immaginare) che poi si traduce in quella che
lui definisce una “poesia del pensiero”; un pensiero
impetuoso come la primavera…
[…..] La poesia di Claudio Moica è questa. Ogni verso, ogni parola
hanno un respiro, un battito, una musicalità nuova. Si riassapora il
gusto tenero e forte dell’incanto che bussa alla porta dell’anima di
chi ha sete di bello. E lì rimane. (dalla Prefazione)
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L'Autore
Claudio Moica
nasce nel 1963 a San Giovanni Suergiu (CA) e si trasferisce ventenne
in Toscana. Nel 2004 torna a vivere in Sardegna. Ha ottenuto
numerosi riconoscimenti di critica, tra cui finalista alla Biennale
di Venezia, il 1° premio al concorso nazionale di poesia “IPA” di
Treviso e il primo premio al concorso “Il tempo della Poesia” di
Avezzano. Collabora con il mensile locale “Il ponte”. Tre le sue
pubblicazioni ricordiamo la raccolta monografica "Vertigini di vita"
(Lampi di stampa, 2004) e "Oltre lo sguardo" con la casa editrice
Edizioni Il Filo nel 2005.
È presidente dell’associazione culturale “SUERGIU U.N.C” da lui fondata.
Sitoweb:
www.claudiomoica.it
Blog:
http://claudiomoica.myblog.it
E-mail:
cmoica@alice.it
Claudio
Moica, Poesie inedite |