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Glenn e il mare
In ritardo, ma non troppo tardi
Avevo sei anni quando cominciai a camminare
e abbandonai il letto d’ospedale.
Gli altri bambini non potevano capire
il dolore che rimane oltre la cicatrice,
ma Susy, la mia cagnolina in cortile, lei sì che mi capiva.
Solo la sua pena,
di cuore puro legato alla catena,
era uguale alla mia.
Nonostante la sua prigionia,
fu mamma esemplare di tre cuccioli.
Grande rimase sempre
il mio debito alla sua memoria,
e ai cani che vennero dopo di lei.
Molto tardi trovai Glenn,
anziano, gravemente malato, in mezzo ai topi;
dissero che lo avevo portato a casa a morire.
Mi ferirono senza pietà, ma non mi persi d’animo:
io e Glenn eravamo finalmente insieme!
Da dieci anni ero stata condannata alle protesi,
ma ancora camminavo con le mie giovani-vecchie ossa!
E così anche il sogno di Glenn si avverò:
percorremmo insieme mari e monti,
città e campagne, in lungo e in largo,
zoppicando zoppicando entrambi, all’unisono,
come i battiti dei nostri cuori.
Siamo stati così felici, ma così felici,
da poter considerare
addirittura una nostra amica
la malattia.
(Poesia I classificata al “Premio Animo Animale”)
Dal libro “Frecce di luce”
(Editrice Italia Letteraria 2005):
Nel cuore dei cani
alberga l’anima di poeti estinti.
***
Nel deserto dei suoni
odo repentine e tacite zampette di cane sul lastricato.
Il selciato si anima
e con esso il mio cuore.

Tanya
Un musetto da clown
Legati da affetto disperato,
come l’edera a un vecchio muro in rovina,
quattro batufoli pelosi
si lasciavano cullare dalla madre,
come una barchetta
dalle onde vellutate del mare.
*
La madre,
col muso trafitto dalla grata del cancello,
come un materassino proteggeva
quattro morbidi guanciali,
mentre il freddo di dicembre
trasformava il loro pelo in aghi di gelo.
*
Da un recinto
pieno di latrati
a un divano,
in un angolo definito da lattescenti pareti,
un musetto da clown riposava,
piegando una zampetta come un’aluccia di pollo.
Ego: la mia immagine!
(A Tanya)
Quando non so più chi sono
né dove sto andando,
quando non mi riconosco
né allo specchio,
né in una fotografia,
mi ritrovo
negli occhi sorridenti dei miei cani.
Allora ricordo
tutti i perché,
gli anni rubati,
l’infanzia diversa.
In un abbraccio primordiale e selvaggio
il cielo mi riappare
infinito,
incrociando anime che,
anche se della stessa razza,
mai rinunciano
a quel magico legame
che unisce pregi e difetti,
rendendo ognuno veramente unico.
In una colata
di ardore e dolcezza,
in un’ondata
di passione e freschezza,
di fuoco e miele,
capelli e manti dorati
si confondono.
In un mondo privo di forme stabili,
in elastiche sovrapposizioni funamboliche
che giustificano il male come il bene,
qualcuno ritrova ancora
la sua vera identità
senza provare vergogna.
Una valanga di gioia inattesa
può investire
chi ha perso la fede.
Ogni volta che rido,
o sorrido,
il mio calore
corre a voi,
amici di sempre.
Né morte
né strade parallele
né destini diversi
né barriere linguistiche
potranno mai allontanarci
nell’arcano che, senza sapere,
all’unisono infrangiamo.
Come le ali di un’aquila,
i nostri cuori,
seguendo l’aritmia selvaggia
di chi cela aspre conoscenze,
continueranno a volare.
Nell’incessante e tumultuoso divenire
mi riconosco
e resto a me fedele,
grazie alla presenza
di un vento bizzarro.
Quel vento
agita
la mia mente
e fa brillare il mio cuore.
Giorno dopo giorno,
come un diamante,
come una mina.
© Claudia Manuela Turco (alias
Brina Maurer) ”Testi e immagini: ©Archivio Claudia Manuela Turco
/ Marco Baiotto”
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Claudia Manuela Turco
Claudia Manuela Turco (alias
Brina Maurer / La donnacane) è nata il 15 dicembre 1970, poeta,
scrittore, critico letterario, biografa, giornalista. Innamoratasi
di V. Alfieri durante le lezioni di Clemente Mazzotta, scrive
combattuta tra due fuochi: Vittorio dalle labbra verdi e Lord Byron.
Laureatasi a pieni voti in Lettere e Filosofia, collabora con case
editrici, fondazioni e gallerie d’arte.
Attratta dalle eccezioni e dalle minoranze, costanti della sua
poetica: il voler dar “Voce a chi la cui Vita non gli appartiene”,
l’umanità degli animali, l’animalità dell’uomo, la dimensione di
solitudine e malattia cui è condannato il diverso tra i diversi.
Sensibilità, Tormento, Originalità,
Temperamento i suoi elementi.
Ha curato due edizioni di Case di scrittori (Libraria
Padovana Editrice) e pubblicato 12 libri. Tra i prefatori: Angelo
Mistrangelo, Sandro Gros-Pietro, Domenico Cara; tra gli
illustratori: Gianni Sesia della Merla. A Domenico Cara ha dedicato
una monografia.
Vincitrice, per la sezione italiana, di Féile Filíochta (Dublino
2002), è inclusa ne La poesia onesta di Vittoriano Esposito
(Bastogi).
CMT elabora progetti di ricerca letteraria volti a una
originalissima provocazione della modernità (toccando temi spinosi
come i danni causati dalla pornografia sugli adolescenti; inserendo
in alcune raccolte note a coronamento delle sue poesie; fondendo
critica e creatività, autobiografia e finzione).
Sta scrivendo il “ciclo di Glenn” (Glenn amatissimo,
selezionato da Ugo Mursia Editore).
Per accendere fiammiferi nel buio.
brina.maurer@libero.it
Claudia Manuela Turco,
Metastasi di rosa
Vedi anche Marco Baiotto, Poesie
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