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Carla Guidi

FRANCO SANTAMARIA

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SALA DEGLI OSPITI

 

POESIA / CARLA GUIDI


da "La pace che ci meritiamo"

Carla Guidi, La pace che ci meritiamo

Carla Guidi
LA PACE CHE CI MERITIAMO
Onyx Editore 2008
ISBN 88-89410-05-1, € 12,00

Per ordinare il libro:
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odradek@tiscali.it, 06 6833451

 

INTRODUZIONE

Ancora nel terzo millennio
gli umani non hanno imparato.
Ad ogni generazione si ripete
come un’ossessione
al livello più basso della scala
animale...
Brulicanti fuori controllo,
gregari, assassini
polarizzati da ormoni e mode
in preda a pulsioni arcaiche
anestetizzati, omicidi per noia,
mentre l’identità sfugge come un fantasma,
la consapevolezza del bene ancora brancola
per tentativi ed orrori.
L’abbondanza ci fa ottusi ed egoisti
l’ignoranza e la miseria, cattivi.
Il tempo ci viene alienato costantemente
così come la coscienza,
il corpo e l’anima venduti per poco
nelle tempeste monetarie e nei flussi migratori,
come un inferno annunciato
nei cambiamenti climatici e nei disastri
ambientali, previsti ed ignorati,
nelle guerre per il controllo della Terra
e di risorse vitali, stermini di massa,
schiavitù endemiche, morti di lavoro.
La bellezza rimane in superficie,
si esibisce, prima del massacro
che la catturata inesorabilmente,
scorre nelle immagini dei grandi
e si inabissa nella storia,
non vengono risparmiate le archeologie
dal furto e dalla manomissione,
l’oggetto diventa feticcio e viene celato,
l’equilibrio dell’Arte rimane Utopica
il bisogno estetico una strategia
per catturare i semplici
che si accontenteranno del Brutto,
il cattivo gusto del veleno quotidiano....
questa è la Pace che ci meritiamo.


MEMORIA SPORCA DI ORO NERO
In memoria dell’omicidio
di P.P. Pasolini
2 novembre 1975


Mattei imploso nella sua creatura industriale
- fuoco nero -
Pier Paolo come profeta dell’agire nel mondo
celato nell’evidente massacro
- sangue nero -
apocalittico, nostalgico,
che la storia ha consegnato vivo al cinismo
connivente, alla brutale politica tecnologica
- fumo nero -
mentre gli intellettuali tacevano...
...Lui parla ancora
delle Visioni culturali distrutte dall’Occidente
delle Narrazioni luttuose degli aborigeni d’Australia
del Culto della Terra dei pellerossa americani
delle Postazioni perdenti della Storia
dell’Occidente tornato arcaico e schiavista...
- Lavoro nero -
...violento sui corpi come merce
omologati nella notte più nera della storia,
mentre il Potere si insinua
direttamente nelle loro esistenze togliendone il respiro,
controlla le menti, i desideri, le pulsioni,
il Bios, l’ambiente, il clima,
un Impero che controlla anche i sogni...
personali, banali, segreti e comuni.
Energia negativa antivitale
- Petrolio nero -
di cadaveri e di ossa
estratto dalle viscere del mondo,
- “Trame” nere -
nel cuore degli stati democratici e nell’Italietta
sotterranea, sottratta ai tribunali, al pubblico discorso,
nella lista infinita
di finti suicidi
e di attentati veri,
neri.


I QUATTRO ELEMENTI

ARIA
Tira un’ariaccia, col vento si sposta
emulsionata sui lenzuoli tesi
dalle scarse finestre chiuse
dentro i cortili orlati di bambini
quelli rimasti, con i polmoni già vecchi,
coi palloni da cucire e le scarpe da incollare,
visetti bianchi col naso gonfio ed occhi rossi
per l’allergia, per i veleni e le polveri sottili,
mutanti, ignoranti, rabbiosi e urlanti;
giocano talora con palle di stracci
e turisti vigliacchi li comprano.
In cielo sale il fumo sottile
di focolai clandestini.

ACQUA
Ci vollero millenni perchè pura sgorgasse e preziosa, umile e sacra, creando la vita di piante e animali nel suo grembo, gratuitamente tesoro di tutti e di nessuno.
Dall’oscurità alla luce libera la cristallina virtù del bere e servizievole si abbandona
a chi la vuole, accoglie nelle sue braccia le creature arse donando amore e freschezza, ma non si oppone alla violenza, alla violazione, alla cattura.
Spegne gli incendi ed irrora, è cuore pulsante... circolazione del bene che tinge d’azzurro il Pianeta, è il destino purificatore dei mari, dei laghi, delle correnti, dei ghiacciai, delle sorgenti.
Cento anni d’umano progresso per possederla, controllarla, venderla, avvelenarla.

TERRA
Le stagioni esplodono di colori, un loro odore ancora le distingue; inebriano le sostanze che dispongono l’anima all’ascolto, alla memoria...ma fuggono dalle città dove la memoria si trova solo nei musei. Nelle case grigie si coltivano segretamente fiori e si conservano le foto degli orizzonti. Il petrolio estratto dalla terra è come un cadavere estratto dalla tomba, l’asfalto uccide ogni pensiero e mortifica il respiro. I sogni e i desideri, che si producono ancora in grande quantità, perdono il loro oggetto, vagano per un po’ e si radunano come fantasmi nella notte, intorno alle vetrine ed alle luci, poi decadono nella terra con la pioggia.
Cosa nascerà domani?

FUOCO
e sangue
sono
i protagonisti
della guerra
“sola igiene del mondo”
in tutte le televisioni
reality più vero del vero.
Pulizia etnica
Fuoco amico
Bombe intelligenti...
La visione
prende distanza
dal crimine
“Qualcuno in qualche posto
fa la guerra a qualcun altro”.
Un fuoco che si spegne con un dito,
implode con un tic quasi indolore...
I potenti mezzi del progresso hanno accelerato i tempi
dell’intervallo detto “pace”...
...allorquando gli omicidi sono solitari o di branco.
Allora il fuoco non è più amico,
una volta acceso
corre senza controllo,
ma
rende denaro.


SAN LORENZO

Sotto cascate di stelle, nell’aria viola
la notte arde nell’Appennino aspro
immersa nel tenero spessore blu
che ci preserva
dal gelido universo in espansione
mentre il respiro degli abeti si stinge
e trasuda
di verde smeraldo
la mia anima diventa millenaria.
Potrei aver amato sempre
e ogni volta questo tempo infinito
raggiunto nel presente dell’attimo,
superato per sempre il dolore
e l’opacità del silenzio
dei nostri morti
crocifissi dalla storia.

In questa notte vellutata
si sentono crescere le foglie
fremere gli animali nella terra
e le sorgenti sciogliere le loro cantilene
e rivelarne il mistero.

© Carla Guidi, da "La pace che ci meritiamo"

Il libro

Presentazione di Vito Riviello
Carla Guidi raccoglie, in questo volume, tutta la sua passione per la causa della pace nel mondo. Come solito fare, la struttura poetica di Carla si esprime attraverso vaste e consequenziali strutture poematiche.
La scelta del poema, le deriva da una vocazione prepotente alla sintesi intellettuale di natura antropologica; esprime in tutte le forme a lei congeniali, di conoscenza, le tematiche convergenti su un argomento prescelto.
Il soggetto dominante in questo libro è la pace. L'autrice parte da uno dei più bei film del secondo Novecento: l'Arpa Birmana di Kon Ichikawa, tratto dal romanzo di Michio Tekeyama. La descrizione del film è usata dall'autrice come introduzione ai suoi poemetti; il protagonista Mizushima, soldato e musicista, diviene il simbolo dell'opposizione alla violenza lungo l'inferno della guerra. Il drammatico Don Chisciotte contemporaneo è convinto che per sedare la tragedia bellica basti "l'elegia musicale, il canto straziante ma consapevole di chi si assume in prima persona la responsabilità sociale della guerra".
Carla Guidi, come ascoltando il suono, religioso e metallico dell'arpa, ne segue le note ondose della colonna sonora, elenca poeticamente i mali che compongono il corpo reale della Devastazione della guerra: "Il corpo e l'anima venduti per poco / nelle tempeste monetarie e nei flussi migratori, /come un inferno annunciato / nei cambiamenti climatici e nei disastri / ambientali, previsti ed ignorati, /nelle guerre per il controllo della terra / e di risorse vitali, stermini di massa, / schiavitù endemiche, morti di lavoro."
La poetessa con le sue sequenze di indignazione e di dolore, continua a denunciare in tutti i componimenti, i guasti procurati dalle prepotenze e dalla violenza dei pochi, contro le diffuse purezze dei giovani e dei bambini: "le donne e gli animali/chiusi nella stessa gabbia, / riposti sugli altari in effige / ma utilizzati in cucina."
La costruzione dei poemi, pur essendo densa di racconto storico, mai decorativo però, offre una vivacità di linee portanti in versi che scandiscono gli eventi con uno stile lucido e disinvolto.
Questo libro coinvolge e invita, in maniera quasi festosa, a farsi leggere; tanto è vero che alla fine della lettura mi ha suggerito uno slogan di gergo studentesco: "Puliamo con la pace, questa sporca guerra". (Vito Riviello)

"Perché tanta distruzione...." di Carla Guidi
Questo mio libro sulla Pace vuol rendere omaggio ad un grande regista, autore di un film [1] che ha influenzato notevolmente la mia vita, un film che ho visto in televisione sicuramente dopo il 1956, l'anno di produzione, ma non ricordo che anno fosse, ero ancora una bambina. Però già da allora, si è impresso nella mia mente, influenzando la mia vita, ponendomi domande e facendomi "sentire" cos'è l'essenza dell'Arte e cosa veramente vuol dire rifiutare guerra e violenza; rifiutare quella rabbia e quella paura che ancora si respirava nell'aria negli anni '60, anche se congelata in rapporti di forza ed umana follia, appena sepolta sotto un sottile strato di buone maniere e velate ipocrisie. Questo mondo allora mi faceva sgomento, ero alla ricerca di una strada di "verità"... (Carla Guidi)

[1] L'ARPA BIRMANA - Leone d'Oro mancato al Festival di Venezia, è il capolavoro di Kon Ichikawa, tratto dal romanzo di Michio Tekeyama.

L'Autrice

Carla Guidi, giornalista, scrive settimanalmente su “Telesport” di arte, teatro e letteratura, sul “Foglio del Paese delle donne” e collabora alla rivista “Lazio ieri e oggi”. Si interessa di memoria ed ambiente e rappresenta nei suoi scritti il rapporto problematico tra gli esseri umani, l’ambiente, la cultura e l’etica della pace. Recentemente ha pubblicato per le Edizioni Associate “Operazione balena - Unternehmen Walfisch” (dalle memorie autobiografiche di Sisto Quaranta, deportato civile tra le 947 vittime del rastrellamento nazista del 17 aprile 1944 nel quartiere romano del Quadraro.) patrocinato dal X Municipio – e “Come le bestie” - Monologhi teatrali (Onyx Edizioni), presentato dal Comitato Internazionale 8 marzo, in collaborazione con la Regione Umbria, Comune e Provincia di Perugia. Nel 2005 ha pubblicato “Un ragazzo chiamato Anzio” sulle vicende dello sbarco del 1944 e sulla costruzione del Cimitero di guerra di Nettuno (Onyx Edizioni) con il Patrocinio dell’Assessorato alla Provincia di Roma e del Comune di Anzio. Infine “La pace che ci meritiamo” (Onyx edizioni 2008), presentato alla “Casa della Memoria” il 19 maggio di quest’anno, introduzione al testo di Vito Riviello.
Altre notizie sull’autrice sul sito www.carlaguidi-oikoslogos.it

 

FRANCO SANTAMARIA: LETTERATURA E ARTE
Quando LETTERATURA e ARTE esprimono, metaforicamente, la dura condizione dell'uomo.