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STASI (A
Giuseppe Tomasi di Lampedusa – Milano, 9 Novembre 1967)
Io… sono nato dove il tempo passa
stroncando ogni vigore…
là…dove la terra arde
al sorgere del sole.
Da L’espressione dell’anima, ed. C.D.G., Milano 1969
FRA LAMIERE AGUZZE (Inno alla poesia – Milano, 22 Settembre
1979)
Nascere dal nulla
fragilissimo fiore
e trovarti nelle mie piccole mani
non è reale soltanto
ma miracolosamente vero.
Piccolo, tenue…fiore
nato nella giungla
e coltivato tra mucchi di lamiere…
saprò amarti e sfiorandoti
con le mani straziate
da lamiere aguzze
ti dirò eternamente t’a…
Non lascerò che la ruggine
arrossisca il gracile gambo
né coglierti farò
da mano alcuna.
Da Fra Lamiere Aguzze, ed. C D.G., Milano 1974
LA PENNA IMPAZZITA (Aeroporto Forlanini, 8 Febbraio 1979)
Oh cara, amata penna.
Quante cose scrivi
fissando il pensiero di chi ti stringe
fra nervose dita?
Quante volte racconti il dolore
quante volte la gioia
quante volte la vita
quante volte la morte?
“Vivi più di una sigaretta”
essa se ne va in fumo
mentre tu versi il tuo sangue
liberando il cuore
da incontenibili amarezze
da incontenibili gioie.
Da quello che scrivi
dipende la vita, la morte…
Perché il destino
si serve di te umilissima cosa?
Perché senza di te
siamo muti e sconosciuti?
Oh cara, amata penna…
certe volte giri invano
e somigli a l’ape
quando perde l’alveare e impazzisce
scrivendo nell’aria cose
che nessuno legge,
che nessuno sa,
solo l’impulso del cuore
potrà decifrare
la pazza, pazza corsa
nell’immensità.
Da Fra Lamiere Aguzze, ed. C D.G., Milano 1974
ROSE E SPINE (9 Aprile 1975)
Cinguettate bambini…
io non potevo allora … (1)
scendevano bombe dal cielo
e infuocata scoppiava la terra.
Cinguettate bambine
all'ombra della pace,
i vostri son canti d'uccelli
che volan lontano dalla guerra.
Da Frutti Per Voi Piccoli, Pubblilambro 1976
(1) Allora: non ero in condizioni di poter pensare al
giuoco per le preoccupazioni causate dalla guerra.
IN CERCA DELLA PRIMAVERA (15 Febbraio 1981)
Quando gli alberi
Foglie
Più non avranno…
Ti ricorderai di me.
Quando gli alberi
Abbandonati
Dalla verde vita
Ricorderanno mesti
Il ritorno della primavera
Ti ricorderai di me.
Quando gli alberi
Nudi
Come te…senza me
Saranno
Sentirai il vuoto
Stringerti il cuore
Come un albero isolato
Dalla fredda neve
Ti ricorderai di me..
E del calore che t’ho dato…
E come gli alberi,
Con i rami tronchi,
Verso il cielo
Tu tenderai
Le tue braccia vuote
Nell’infinito
In cerca di me.
Da In Cerca Della Primavera, da Opere Per Internet
(1974-1998)
VANE FOGLIE (23 Novembre 2001, edita da varie riviste)
Le stagioni s'alternano
come Caino e Abele…
Primavera nasce…
e muore Autunno.
Come vane parole
cadono le foglie.
I colori, che al sole
già tiepide brillano,
raccolgono l'inquieto
mio sguardo…
e la felicità del tripudio
delle pure, bellissime tinte
s'estingue…esangue
nel mio tenero cuore.
Le stagioni s'alternano…
come fragili anime
cadono le foglie…
Pare che il sole…timido
dà l'ultimo bacio
alle morenti voglie
e sussurra un rimprovero
all'uomo… che falcia
altre creature…
Fame e guerre
guerre e fame…
e larve umane
cadono secche
dall'albero della vita,
con moto eterno
e noi, quasi vivi,
le calpestiamo.
VOI NEGASTE IL SOGNO (A
quel ciuffetto bianco)
(1)
Voi...mi negaste il sogno!
Voi...feci puzzolenti!
Chiesi via della Pace
Nessuno seppe dire:
“Là dove c’è Speranza”.
Scoppiò nel cuore, folle,
Con sgomento, paura.
Geometrica morte in pieno giorno, (2)
Smorfia di guerra urbana, cruda, cieca,
E non fiorì quel giorno Primavera.
Recinsero steli in quel brutto Marzo. (3)
Voi...mi negaste il sogno!
Branco di mostri, vigliacchi, assassini.
Quel mitra che cantò la morte a Maggio (4)
Svuotò la storia d’ogni compimento...
Ed ogni raggio è triste da quel giorno...
Brindarono gli zombie del potere,
E la bandiera a lutto... senza vento,
Non mostra sfavillante il Tricolore.
Voi... mi negaste il sogno!
Mucchi di mèrda, bastardi, meschini.
Supplicò, v’implorò, piangendo il Papa. (5)
Ancora in ginocchio il Paese non s’alza...
Traballa, cade, s’alza, crolla... sta!
Voi... ci negaste il sogno!
Voi... ombre, senza sembianze: liquami. (10 Marzo 2009)
(1) Aldo Moro. (2) Roma 16 Marzo 1978.
(3) I cinque della scorta uccisi con studiata freddezza.
(4) Quel mitra osannò la morte di Moro e azzoppò l’Italia, che
ancora arranca. (5) Paolo Sesto©
Calogero Di Giuseppe
L'AUTORE
1) Autopresentazione
Poeta (si fa per dire), pubblicista, polemista, umorista, paroliere.
Sono nato, involontariamente, la Domenica del 24 Luglio 1938,
costretto da mia madre, a Mussomeli, provincia di Caltanissetta.
Tutta la Sicilia rimase indifferente: come se non fosse nato
nessuno. Per questa fredda accoglienza, lasciai la Mia Terra per
andare a Torino, a Milano e poi a Pioltello dove risiedo. Appena
nato, recitando i miei primi versi (o vagiti), chiesi a mio padre se
potevo uscire, quel pomeriggio, per andare a spasso… essendo
Domenica…ma, con la scusa che ero troppo piccolo, mi lasciò in
fasce: di qui i primi contrasti; e per dispetto, sporcai i
pannolini.
Il mio "ritratto": Altezza un metro e sessanta dal livello del mare.
Un metro e settantacinque da sopra una scatola di scarpe. Da sopra
una enciclopedia un metro del tutto ignorante. Spalle curve…peso
normale. Cento capelli attorno a un melone. Un solo cervellino che
rima con cretino.
Da "Cretinario": "Se gli stupidi volassero io arriverei più in alto di tutti: ma pochi
rimarrebbero per terra."
2) Note biobibliografiche
Calogero Di Giuseppe, poeta, sposato, ha tre
figlie ed è nato a Mussomeli (CL) nel 1938.
Ha scritto quattro libri di poesie e vari racconti.
Pubblicista, già conduttore radiofonico, continua a collaborare con
riviste letterarie, quotidiani e settimanali. È stato consigliere
comunale a Pioltello dal 1983 al 1988.
Nel 1984 ha fondato il Centro Culturale "Giorgio La Pira" a Pioltello, ove
risiede dal 1972.
Riviste:
Convivio Letterario; La Martinella; Linate Flash; Cral S.E.A. Gruppo
Culturale Marcelline (Mi); Voce Amica (Ca); Antigones (New AvenYale
University, USA). Artecultura (Mi); Il Convivio (Verzella, CT); Progetto Vallone
(Mussomeli).
Satira: La Terra vista da Calogero Di Giuseppe (100 epigrammi);
Cretinario, con una nota di Gio Ferri (Ed. Nuove Scritture, Milano);
Il Convivio dei cornuti, La spazzatura umana, L’onorevole taglia il
nastro, L’aristocrazia del tubo e altri racconti e poesie satiriche.
Antologie principali: Dieci anni di poesia italiana, F. Gligora,
Rondine, Roma 1974, (Lamiere Aguzze. Noi Commedianti); Volti e
immagini della città, Centro Culturale Prealpi, Eldonejo, Milano
1998 (E' nato un emigrante).
È stato inserito nell'antologia Poeti per Milano tra i più grandi
autori della poesia del Novecento, adottata dall'Università
Cattolica milanese (ed. Viennepierre, 2002).
Nel 2006 è stato inserito nell’antologia Poeti in galleria (edizioni
Alba Libri), frutto di una gara tra poeti svoltosi nella Libreria
Rizzoli in Galleria Vittorio Emanuele in Milano.
Numerosissime le altre Antologie nelle quali è inserito.
La serie più importante è quella annuale di Artecultura di Milano,
mensile per il quale attualmente ha
organizzato incontri culturali.
Fa parte del gruppo I Poeti dell'Ariete (laboratorio poetico
milanese) e del gruppo "Sant'Eustorgio", notissimo gruppo di poeti
milanesi, che organizza incontri settimanali ai quali partecipano,
anche, i più grandi Poeti della Lombardia.
Accademico dell'Accademia Internazionale "Il Convivio", Verzella
(Catania).
Le sue poesie, dedicate a Giacomo Leopardi, si trovano presso il
Centro Studi Leopardiani a Recanati, inclusa l’Infinito tradotta in
lingua siciliana (unica in tutto il mondo).
Ha ricevuto vari premi per la prosa e la narrativa. |