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Antonio Spagnuolo
FRATTURE DA COMPORRE
Kairós Edizioni, 2009
ISBN 978-88-95233-32-1; pp. 86, € 10,00
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* 4
Lunghissime le note ripetono una gabbia, il sudario,
e le mie dita che tentano convulse di penetrare
il tuo ventre irrequieto.
Il giorno in cui il tempo avrà l’esatta nota dei cristalli
potrò recitare l’ultimo brandello di preghiera
e la mia bocca avrà lo stesso suono
di migliaia di altre storie.
Così breve il puntare dell’anima
fra viscere che borbottano magie,
insaziabili e indomabili.
Affiorano le note per chiederti qualcosa
come una liturgia ostinata,
un sospetto che freme tra la nuca e il petto,
a deturpare i neuroni, mentre il tuo seno
si sperde lentamente nei segreti impossibili.
Non importa se sussurri che sia illusione più volte
per sfuggire il ricordo
o per concedere alle incertezze la fantasia dell’amore.
Il racconto si spegne tra lo scatto di rabbia
ed il dolore,
alterando ogni mito,
interrompendo ogni frenesia
per una momentanea meraviglia.
* 6
Quando per l’ultima volta gli occhi tuoi mi avvolsero
in una nube di colori,
ed il tuo corpo sinuoso ebbe il sussulto timido
così come fanciulla,
le streghe sfrenate vennero a rinchiudermi
in una lacrina di sconforto.
Fu il gioco disperato della vita che sfugge,
il sole amareggiato, il desiderio irrefrenabile,
che trascina a fatica un’impossibile insania.
Fu misterioso anche il malumore
che trasudava dai tuoi anni maldestri
carezze guancia a guancia sperperate.
Logorato dai sogni ho riempito la febbre
con coriandoli rossi, e le mie orecchie
hanno ascoltato l’inganno della solitudine.
Avrei voluto ritrovare i miei anni virili,
quelli che la bizzarria pettinava nelle stanze del sogno,
ma senza più parole ho chiuso ogni poesia.
* 16 (Timore)
È il timore che scandisce previsioni e trema
per le inutili stragi che costringono
a piangere sui giovani,
a seppellire memorie senza tregua.
Ultimo gesto additare speranze
negli squarci delle trasparenze per un sospiro di sillabe.
Sarà di nuovo un fragile colore
a sospendere il dubbio e ricondurre
il percorso della pace.
A intessere ragnatele per l’isteria dell’ingegno,
che interrompe le fratture per ombre,
che mille volte rivolta il dono degli arcani,
ecco la meraviglia di un misero poeta
ebbro delle distanze.
Sei cometa ancora questa volta
che io sbando a violini.
* 29 (Sussurri)
L’unica cosa che resta incastonata è la mia nostalgia,
come un aquilone nella musica inattesa,
nell’eco del destino che ripete i battiti
ed ancora sottovoce racconta abbracci capovolti.
Si stagliano le mie dita invecchiate a dipingere
ubriachezze, fragranze di versi familiari,
quasi contrabbandieri fuori da ogni tempo.
A scoprire il tuo corpo al di là dei tormenti
la brezza che ripete lentamente i sogni.
In questo capogiro di parole, e parole, e parole,
che alla tua bocca interrompono le trasgressioni,
dove le stanze acquietano le tregue ormai sepolte,
è rimasto il dondolio dei frammenti,
per fiaccare la schiena
nelle immagini corrose della sera.
Il terrore del silenzio, proiettato a me stesso,
consuma le membra ad ogni balzo,
e tu apri lo sguardo a sottrarre mutazioni,
per la sorpresa di un ultimo singhiozzo
maldestramente socchiuso al mio sussulto.
* 57
Come faremo a supporre ancora
un verso, un segno, una parola,
dopo il tremore e l’inganno,
questo groviglio di rumore che imperversa,
improvvisa babele che stronca,
o di soppiatto blocca ogni andare,
chiude un tempo ben fisso nella sera,
ove conclude in fretta ogni voce,
breve amarezza di un retaggio.
Fratture da comporre
le mie ultime promesse,
da conservare negli spazi di un’unghia
e chiudere nell’infinito sospetto
dell’illusione.
© Antonio Spagnuolo, da "Fratture
da comporre"
Il libro
“Parole usate come scalpelli. Questo modo di intendere la poesia è anche una
sfida. Ostinatamente il viaggio si alterna al naufragio, rinascendo
ogni volta con la prepotenza dell'apparizione amorosa. Versi nei
quali le mani sembrano volersi aggrappare all'infinito, o mettergli
il bavaglio, perché taccia, come il più astuto e malinconico degli
Ulissi Moderni.
Dietro a ogni nodo, interrogazione, si nasconde un avvenire da
decifrare.
Il Poeta è anche questo: un cercatore di amori e cose perdute.
Sempre perse, e mai ritrovate. E poi, ancora, poggiate ai piedi e
fra le unghie dello spettro d'Amore. Perché solo lasciandosi
accogliere in quel ventre di donna, c'è possibilità di salvezza.
Avvolgersi nella forza magnetica di queste poesie è un modo di
essere presenti nell'attesa, e di goderne l'illusoria bellezza.” (Nando
Vitali).
L’Autore
Antonio Spagnuolo è autore di numerosi volumi di poesia premiati e
tradotti in inglese, tra cui citiamo: “Corruptions” (Gradiva
Pubblications, New York 2004), “Per lembi” (Manni editori),
“Fugacità del tempo” (Ed. Lietocolle, 2007).
In prosa ha pubblicato: Monica ed altri (racconti), SEN, 1980; Pausa
di sghembo (romanzo), Ripostes, 1994; Un sogno nel bagaglio
(romanzo), Manni 2006. Per il teatro: Il cofanetto (due atti),
L’assedio della poesia, 1995; Vertigini di colore, per Frida Khalo,
Napoli, 2007. Per la Kairos Edizioni sono usciti il romanzo noir
L’ultima verità e la raccolta La mia amica Morel e altri racconti.
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