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I – Sulle
forme del mare
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Conosco il canto di sirena.
Quando – la testa sul cuscino –
si aprono gli occhi
su banchi di corallo.
Palpita la medusa
fremono pinne
tremano ombre su rocce.
Vibrazioni
ultrasuoni.
Rapidi si dileguano
ma, tra fuga e fuga,
l’anima respira.
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Mai catturato
verderame.
Eva ed Adamo
v’immersero lo sguardo
per cercare, cercarsi
in cangianti ombreggiature
velate trasparenze
oscurità vibranti
sul fondale.
Così segreta ed intima la tinta
dell’acqua attraversata
da luccichii di sole,
dal buffo pizzicato di colori
quando piove.
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Cede al fascino del gorgo
della possente onda arricciolata
l’anima.
Lento feroce dilavare.
Toccato il fondo
spurgata
si fa carezza il vortice
certezza l’oltre
che la sfiora.
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Corre l’occhio
dove cala il sole.
Non c’è quel raggio verde
che – mi avevi detto –
per ultimo al tramonto si sprigiona
e solo per un attimo balena.
Resta un nonnulla d’ombra
ad abitare il cielo.
Un riflesso d’abisso
sopra il mare.
È spina il raggio:
punge nella sera.
II – Giorno e Notte (12 + 12 Haiku)
II
Scava l’agosto
scaglie di colori.
Cresce l’arsura.
IV
Notturno cielo
in iridi abbagliate
muto precipita.
IX
Unica nespola.
Tra rami vizzi e secchi
grida vittoria.
X
Bulbo avvizzito
sepolto in terra nera.
E sarai fiore.
III – La luna di Cézanne
La luna di Cézanne
Una scacchiera di finestre chiuse.
Taglie di sghembo, un lucernario,
il livido tiangolo del tetto.
Bianca, si riversa la luna
sul perimetro del letto
dove, in diagonale, supino
dorme un vecchio.
Coni di luce artificiale
moltiplicano cerchi sulla mano
sul libro abbandonato.
Spigoli vivi nel costato
appena muove il petto.
Senz’anni, senza affanni,
una presenza lieve
sfiora i capelli, il volto
dilavati.
Raccoglie, sospinge
traiettorie senza fine
tra i quattro lati di un argenteo vetro.
© Annalisa
Macchia, da "La Luna di Cézanne"
Il libro
La luna
di Cézanne e la luce di Annalisa (Plinio Perilli)
Ci sono dei trasparenti paralleli tra l’arte pittorica, visiva e
quella più propriamente lirica, poetica, che riescono a perfezionare
a raccontare, proclamare i colori stessi dei versi, la luce radiosa
o umbratile che li fa respirare, insomma la più segreta ma infine
liberata cornice emotiva… È tutto un gioco di velature e sfumature –
lo sanno bene i pittori, che affidano ai loro olii ed essenze
l’incarico di proteggere, liberare la luce –: ma rende più saldi
concetti e archetipi, trama e ordito, angosce di stile quanto
bilancio etico (…)
(…) Leggo quest’ultima, pregevole raccolta di Annalisa Macchia (di
cui da tempo conoscevo il raffinato talento narrativo, poi sfociato
nei racconti I sogni del mattino, 2005; ed anche una
deliziosa verve di poetessa per l’infanzia, cadenzata
nelle favole in rima di Mondopiccino, 2003), e mi
raggiunge, di pagina in pagina – che è come dire di quadro in quadro
– un prezioso, irradiante, metafisico ma per fortuna concreto
conforto di luce (…)
(…) Quest’ultima raccolta (…) subito esordisce con una sorpresa
piacevole, un poemetto incalzante Sulle forme del mare:
ritmato, esaustivo, vorticoso, e denso, fecondato di immagini e
trasalimenti, sospensioni e ininterrotta fluidità
sentimentale, che resta forse la cosa migliore che Ella abbia mai
scritto (…)
(…) Annalisa Macchia chiede e ottiene da queste multiformi,
implacate Forme del Mare di assomigliarle l’anima, lo sguardo, i
modi e i gesti stessi, guizzanti in spuma o affondati come chiglia
naufraga e avventurosa della scrittura; La Luce, infine, intorbidata
in gorgo d’esistenza, o risanata, ritemprata di Trasparenza come
indicibile avvento e montante marea (…) (dalla Prefazione di Plinio
Perilli).
L'Autrice
Annalisa
Macchia (Lucca 1950), da sempre appassionata di letteratura per
l’infanzia, ha pubblicato il saggio Pinocchio in Francia
(Quaderni della Fondazione Nazionale “Carlo Collodi”, 1978), a cui
hanno fatto seguito alcuni piccoli libri per l’infanzia, La
gattina dalla coda blu, La formica giramondo,
Il fantasmino, Il pesce palla e la nave pirata
(Edizioni Chegai, 2002) e Mondopiccino (Florence Art
Edizioni, 2004).
Mondopiccino è risultato tra i vincitori nel 2002 del
Premio Internazionale Maestrale San Marco e del Premio
Anna Osti.
Vincitrice del Premio Nazionale Il Portone 2003, poi
ha pubblicato la raccolta di poesie La stanza segreta
(ETS di Pisa, 2004) e la raccolta di racconti I sogni del
mattino (ETS di Pisa, 2005).
Collabora, inoltre, con l’associazione culturale fiorentina
Novecento-Pianeta Poesia e, con recensioni e racconti, alla
rivista letteraria Erba d’Arno.
Annalisa
Macchia,
"Per mano"
di Lucia Visconti
Annalisa
Macchia,
"All'otta mai" di Lucia Visconti
Annalisa Macchia:
"Manto di
vita" di Pietro Pancamo
Annalisa Macchia:
"La mano e
la prua" di Innocenza Scerrotta Samá
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