POESIA / ALFREDO RIENZI
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VEDUTE DALLA TORRE – II
Angoli incompiuti e geometrie spurie
di corsi e di palazzi, polverosi cortili e controviali, sotto l’acqua
della dimenticanza e della notte che sottrae e dissolve
ogni colore, ogni anima misera di vecchie e nuove cose,
di quelle in movimento, di quelle già sepolte,
i platani e le betulle adombrate nel varco adultero delle robinie,
le aeree fessure dei cormorani neri e lontanamente i grigi aironi
l’incipio senza trama dei gabbiani bianchi, e le effimere senza corpo.
VEDUTE DALLA TORRE – III
ma prima che le ultime forme e i corpi
riponessero i loro margini aguzzi sotto il manto clemente della notte,
in pozze ristagnanti dove il sangue si rapprende e non più risale al cuore
da lontananze senza più misura, per occulte geodesie,
s’accendevano a chiedere il perdono, il riscatto all’opera e all’omissione
alogenati grani di rosario, collane di perle di tangenziali,
gli umili lampioni delle stradine, sciami d’altre luci della città:
simulacro capovolto del cielo stellato delle cime più alte e pure,
offertorio profano,
tremito dilagante dal sobborgo senz’angeli e veggenti
a questo luogo santo ove dimora sempre in bilico il cuore
tra i vapori della terra e l’inchiostro
che il cielo sparge tra la carne e il verbo.
31 DICEMBRE 1999
Qui sulla torre è un posto come un altro
per abitarci, vivere, anche attendere
che passi via il trentuno di dicembre
mille e novecentonovantanove,
non più soli che altrove, non più dentro o
fuori da archi di tempo circolare
da frattali di mesi o quarti d’ora
che crepitano nella più remota
memoria come i fuochi ed i bengala
che abbiamo aspettato per settimane
per l’attimo che irrompe,
urla, detona, sfrigola
e s’accuccia nel palmo della notte
dove roteano grappoli di zero,
linee curve continue, circumnavigazioni
del vacuo, come da definizione.
MATTINO D’OTTOBRE SUL MONTE PIRCHIRIANO
Tra pietra e luce il mattino si scioglie
per certi intercalari tra i sensi e il vuoto d’aria
non c’è parola e una musica in re
scompone archi e un canto di silenzio
Dum praeliaretur Michael Archangelius cum Dracone
audita est vox dicentium: salus Deo nostro
(Confitébor tibi Domine)
io qui non prego perché non so farlo
intercedano per me il brivido e la lacrima.
EPILOGO
Per me che più di tutto amo il silenzio
sono ferite aperte questi versi
siero rappreso offerto a incerte mantiche
tu leggili se vuoi a bassa voce
per non turbare il sonno dei dormienti
senza curarti d’elisioni e iati
e non disperarti: sappiamo bene,
già molte volte l’abbiamo provato,
che basta poco a estinguere il peccato
un cero un po’ di fuoco:
se ancora vuoi silenzio nuovo silenzio è dato.
© Alfredo Rienzi
da “Custodi ed invasori”
(testi inediti, non ricompresi in Custodi ed invasori, Mimesis-Hebenon, Milano, 2005)
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Biografia
Alfredo Rienzi, nato a Venosa nel
1959, risiede dal 1963 a Torino, dove esercita la professione di
Medico.
Ha pubblicato i volumi di poesia: Pianeta truccato, elusioni!,
(Pentarco, Torino, 1989); Contemplando segni, silloge poetica
vincitrice del X Premio “Montale”, in Sette poeti del Premio
Montale, (Scheiwiller, Milano, 1993); Oltrelinee (Dell’Orso,
Alessandria, 1994); Simmetrie, Pref. di F. Pappalardo La Rosa,
(Joker, Novi L., 2000); Custodi ed invasori, Mimesis-Hebenon,
Milano, 2005.
E’ presente in diverse antologie, tra cui: L’addomesticamento del
bue (Il grappolo, Salerno, 1991); Opere d’inchiostro 1991-1995
(Assessorato alla Gioventù, Torino, 1995); Antologie de poezie
piemontezâ - Poeti piemontesi contemporanei, Pref. di E. Gioanola
(Ed. Studia, Cluj-Napoca, Romania, 1998); Florilegio per il terzo
millennio (Campanotto, Udine 1999); Vent’anni di poesia (Passigli,
Firenze, 2002); GamondioPoesia 2005 (inEdition ed., Castellazzo
Bormida, 2005).
Ha tradotto testi da OEvre poétique di L. S. Senghor, in Nuit
d’Afrique ma nuit noire – Notte d’Africa mia notte nera, a cura di
A. Emina (Harmattan Italia, Torino-Paris, 2004).
Suoi testi creativi e contributi critici sono apparsi, in varie
riviste e siti web, tra cui La Clessidra, Hebenon, Poiesis, La Mosca
di Milano, Polimnia, Il Analogo, Interpretare, Penelope, Poiein,
Poetrywave, Vulgo.
E-mail:
alfredorienzi@libero.it
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Saggi critici di Alfredo Rienzi
Recensione a:
"Echi ad incastro"
|| "A radici perdute"
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