POESIA / ALESSANDRO MARIA IETTI
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Alcune poesie satiriche,
inedite
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1) Politica
Votantonio.bis (22 maggio 2006)
Al Senato siam passati
pur se forche eran caudine
per quei certi senatori
dati a vita, e d'oltre oceano.
E per or l'han presa in ano
tutti quanti oppositori,
tanta bava 'anta acredine,
tanti pirla declassati.
Vien domani la seconda,
resa facile stavolta
dalla grande esuberanza
di capocce consenzienti.
Urleranno gli Arcorienti?
Si ripete mal creanza?
Di merdella ce n'è molta...
...l'emiciclo poi ne abbonda!
Ex Tuttofare (27 maggio 2006)
Appartenni ai maniscalchi
(per questione di cavalli
d'una villa co'l picciotto)
carpentiere e muratore
(la faccenda fece il botto
con l'amì pidue di gelli)
vuoi finissimo oratore?
non c'è scena ch'io non calchi.
Ho cantato e canto ancora
con un volto alla buonora,
per me sempre bel simposio
dalla bocca giù nel prosio,
bei mestier l'ho fatti tutti,
lascio ad altri quelli brutti,
mi fan papa? pediluvio...
...e che venga poi il diluvio!
Tormentone 'st'elezione!
'na manciata di schedine
su scacchiera di comando
m'hanno visto al ribaltone
rimischiato alle pedine,
senza poi sapere quando
qual mestier da cavaliere...
...se non quello del coglione.
Da San Giusto e suoi rintocchi
alla Santa Rosalia
dalla Torre Antonelliana
ai tratturi ai monti e al piano,
tutto l'oggi mi par strano...
...di sicur, oltre bandana,
sono in buona compagnia
tra i fedeli miei pitocchi!
Sniff sniff (12 ottobre 2006)
Sarà poi vero? oppure no?
saran jene con disdoro
usurpanti altrui decoro
ed allora non ci sto...
...ma se fosse? certo che
lo sniffare uno su tre
tra il Citorio ed il Madama
è ben triste e cosa grama!
Sor Garante de notizia
facce sta tranquilli un poco,
avallare un nuovo gioco
non vorremmo, per pigrizia.
2) Chiesa
Pellegrinaggio (22 agosto 2006)
So' venuto a 'nu paese
so' saijuto a la muntagna,
chella croce è 'na cuccagna...
...c'è pe' tutti a fa le spese.
Co' lu fiate rantolante
me so' messo a riposà
e 'nvocando tutti 'e santi...
...me so' chieste: che stò a fà?
Arrabatte tra i pinzieri
senza cape e senza code
di chist'oggi e chille e ieri...
...meditare va de mode.
Chiste munne è 'n'officina
dove 'n'omme de giustizzia
nun se trova se nun sfizzia...
...pe' 'sta gran carneficina.
Criste è mie Criste è loro...
Padreterni che hanne rotto...
lì se more...qui il decoro?
...quattre chiacchiere 'n salotto.
Avanti o indrè? (30 ottobre 2006)
"et per omnia secula seculorum"
altro che secoli! la cara prece
volgarizzata in anni poco addietro,
a beneficio urbi et orbi in Pietro,
lo fu di merito e lungimiranza
di chi ambiva che il popolin capisse
meglio e in faccia bene anco vedesse
il pretonzolo che la licenziava.
Che i fedeli sgamassero di troppo?
che la particola non fosse doppio
zero e vinello un tanto d'annacquato
anche di spalle...beh...si supponeva,
che la scola di tonache penasse...
che qualcosa di sotto lievitasse...
...tornando al latinorum come lagna
chi ci guadagna? dov'è oggi l'intoppo?
Santo Perdono (27 dicembre 2006)
(con la rabbia in corpo)
Dal perdonar settanta volte sette
e porgere umilmente l'altra guancia
all'ostracismo odierno di chiesette
gestite nell'insegna di chi scorda
d'un padreterno misericordioso,
non riottoso, e men che meno tristo...
...Voi di quel Cristo siete i sottopancia!
La carità d'un posto benedetto
vedo elargita a chi stramaledetto
ha strangolato di generazioni
mentre stringeva mano di prelati,
il Tempio s'è riassetto nuovamente
di scribi e farisei, e per chi mente...
...aspetto che i panchetti sian rovesci.
3) Costume
Paolo "Ecco" Giuntella (02 giugno 2006)
Tre ore d'una sfilata ben goduta
tra le nuvole d'ali tricolori,
ma di pazienza ce ne è voluta
a sopportar 'sto cicerone fesso
che macinava come un tritacarne
tanti degli "ecco" ad ogni inquadratura,
non lesinando nemmen con se stesso...
...e tu aspettavi finisse la jattura!
Perch'è stato capace d'infilarne
ogni dieci bei secondi almeno uno,
sinonimi? ma via, che serve o farne
uso, magari ora...intanto...adesso...
.......
Tra miei ricordi, elementari scuole,
scrivevi "ecco" ed un segnaccio rosso
grosso come una casa t'indicava
come italian si parla, non si sbava!
L'onor della terza gamba (29 luglio 2006)
Mi sento un cuore piccolo così!
d'un sassolino arizzo 'na montagna
tre volte a notte per fare la pipì
appena m'arzo penso a che se magna
da colazione al pranzo e al fine dì...
...azz la vecchiaia, istupidisce e lagna.
Finiti i tempi da ballar la samba
vago con passettini corti e brevi
la mia fiducia in quella terza gamba
(s'equivocate siete proprio grèvi)
che t'evita quel grande sdrucciolone...
...rientri a casa...lo specchio...ciao cojone!
È fine luglio e dal mio balcone
guardo le occhiaie spente dei palazzi
anche chi non lo è grande riccone
si parte indebitato, cose 'e pazzi,
io rimedio a questa nuova eresia
mio tedio azzero in...Nuova Poesia!
E la vacca tornò sola... (17 ottobre 2006)
Un pomeriggio senza ispirazione
come solito ricorro alla tivvù,
son certo di trovar qualche cialtrone
sul quale ridacchiare...e dar del tu!
Càpito nel bel mezzo del far west
reality selvaggio e prezzolato
dove veggo tripudio ed ovazione,
di qua e di là è un coro soddisfatto.
Ma che s'apprest? è che un paio di vacche
(stanche di obbedire a dei cretini?)
risolutive han preso decisione:
son rientrate da sole nella stalla.
.......
Questa è la realtà che viene a galla
nella television di stato italia...
...santi gesù giuseppe e la maria
oh quanta voglia vien spazzarla via!
4)
Sport
La sfera di cartapesta (12 maggio 2006)
Era una calza scucita della mamma
che s'inzeppava di stracci e tanta carta
un campicello due sassi come porta
e tanti calci a sfogar esuberanza.
Gli scapaccioni per scarpe consumate
in tempi duri con suole di cartone
non facevano desistere nessuno
dal gridarci a squarciagola: ho fatto gol!
Il Mazzola e rovesciata alla Piola...
...faccio Menti tu Gabetto o Caligaris...
son della Juve...evviva le Olimpiadi...
...alla radio Carosio e il campionato.
Credo sian morti tutti poveracci
i miei vecchi beniamini del pallone
e sono certo, guardandosi allo specchio,
mai s'avran sputato in faccia, erano onesti.
D'ogni erba non farò un'intero fascio...
non mi sostituirò a final giudizio...
e fors'anche dir chi è senza peccato....
ma la fede nello sport è ormai sepolta.
Sono brutti disgraziati e delinquenti,
di protervia son ricolmi e di ricchezza,
ed amarli ancor? mai più! 'sti gran fetenti:
che finiscan ricoperti di monnezza.
Odio ed olio di gomito (19 giugno 2006)
"Povero ragazzo chissà come starà...
...diamogli tempo e si ravvederà"
- Di quale povertà si vuol parlare?
...diamogli picco e pala e a lavorare,
e d'un ravvedimento non ci credo,
qualche partita in là e un gomito rivedo! -
Bell'esempio che ha dato il rosciolino!
Sui bei tappeti verdi degli stadi
batte un cuore in pectore assassino,
perchè la gomitata è solo stralcio
del putridume che odoriam nel calcio,
di scheletro da aggiunger negli armadi!
Equivocabilmente (16 ottobre 2006)
- Arbitrooo...fallo! - s'urla da una parte.
- Arbitro se lo fischi non ce l'hai! -
...appara tutta unita controparte
e il più facinoroso, a mo' d'imbuto,
forte proclama: Sei un bel cornuto!
L'itala folla sfoga de' suoi guai?
A tutto potevamo dare adito
e certo credito sull'intimità
oltraggiate di quell'omino in nero,
lo sghignazzo era l'unico sincero
in quell'anfiteatro antro d'amistà,
a soffrirne era, forse, il nostro udito.
Azzeriamo? ripartiamo? ma dove
se l'ombrello è 'na gruviera e piove
di tutto, e non sono botti e petardi
o bottigliette, ma comunardi
a delinquere riusciti a privarci
di quei calci inseguiti co'l magone...
...a rotolar sicuro resta il pallone!
© Alessandro Maria Ietti
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Autobiografia di Alessandro Maria Ietti
Sono nato Abbruzzese, ad
Avezzano, nella incantevole Marsica, a far tempo dal... millennio
decorso, anno 1934.
Devo a mia madre l'inclinazione alla poesia, la cara defunta
genitrice mi ha sempre sostenuto nella continua ricerca di poter
esprimere quella spinta interiore che av-vertivo, quel voler
rincorrere, e riversare nella poesia, ogni intima sensazione, ogni
interpretazione di eventi, ogni sfaccettatura di questo splendido
diamante che è la vita stessa.
Nel corso degli anni ho raccolto in libricini, sotto diversi
pseudonimi, dati in stampe non venali, molte delle mie poesie: così
un Jalmar in "mano nella mano", Daniele Rossatti in "gocce di
arcobaleno", Asteria di Télson in "animali alla sbarra", Leardo di
Saint-Seti in "piante al Suo cospetto", Antileo Tessardi in
pubblicazioni su riviste, per me tutti emblemi in quel chiaro scuro
ed anche tanta insicurezza che mi hanno accompagnato nel corso
dell'esistenza.
Tuttavia, una delle più gratificanti emozioni per me è stata, ed è
tutt'oggi, quella di sentir recitare alcune mie poesie oltre oceani,
in un Network australiano: "Rete-ItaliaRadio" di Sydney (unica rete
sul continente in lingua italiana). È ascoltata dagli oltre 150mila
degli italiani ivi emigrati, e per questo devo il mio più sincero
grazie al Direttore e Conduttore dott. Paolo Rajo.
Oggi, pur se attardato nell'età, mi sento ancora carico di energia
espressiva, teso sempre alla ricerca dell'essenza dei tanti
sentimenti che avverto agitarsi ancora in me.
Ho così abbandonato ogni simbolismo e cerco dare tutto me stesso e
con tutto il mio cuore, sempre più gonfio di amore e dedizione,
attraverso la poesia, quelle che sono le emozioni che vivo giorno
dopo giorno, ma sopratutto con la piena dei sentimenti e la
sensibilità di un essere... semplicemente umano.
Ed è allora e soltanto per questo che umilmente chiedo, a tutti
coloro che hanno ed avranno la bontà e compiacenza di leggermi, di
sentirsi con me sempre uniti appar-tenenti a questa umanità, dove
vorrei che potessimo tranquillamente avvicinarci ed abbracciarci, ai
margini dati dal piccolo specchio della nostra vita che ci fa, se
non eguali, tanto fraternamente somiglianti.
da "Notturno, ore tre"
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